COVID-19, ripresa e climate change: le priorità di Biden


Dopo la vittoria alle elezioni, Joe Biden sta preparando il suo trasferimento alla Casa Bianca. Nonostante Trump non lo abbia ancora riconosciuto Presidente e minacci azioni legali per presunte frodi elettorali, lo staff Democratico è già al lavoro per stilare l’agenda delle priorità da affrontare nei primi giorni in carica, tra le quali capeggiano il COVID-19, la ripresa economica e il cambiamento climatico. Nodi cruciali su cui peserà il ristretto margine di manovra per un Senato che potrebbe essere potenzialmente nelle mani dei Repubblicani e le incertezze economiche in seguito alla pandemia.

COVID-19 e ripresa economica

“Probabilmente le elezioni non saranno il principale fattore determinante nell’andamento dei mercati nei prossimi mesi. È molto più facile che lo sia l’evoluzione del COVID”, afferma Stephen Dover, head of Equities di Franklin Templeton. A preoccupare infatti gli investitori è il continuo aumento di contagi negli USA così come a livello globale, nonostante una buona notizia sul fronte della lotta al Covid-19 sia giunta dalla Pfizer: un vaccino sviluppato congiuntamente con l’azienda BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, ancora in corso. “L'attenzione degli investitori si concentrerà ora nuovamente sul virus, sui danni economici e sull'entità del sostegno fiscale fornito. In questo contesto, la questione del vaccino diventerà centrale per gli investitori”, fanno notare Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy e Florence Pisani, Global Head of Economic Research di CANDRIAM. Secondo i due esperti per Biden non sarà così semplice garantire un sostegno fiscale sostenuto all'economia: “A breve termine, il Congresso dovrebbe almeno votare una risoluzione di continuità prima dell'11 dicembre. Potrebbe anche accettare di estendere i programmi supplementari di assistenza alla disoccupazione che termineranno il 31 dicembre e offrire un aiuto minimo agli Stati che stanno per esaurire le risorse. Resta da vedere se il Presidente firmerà questi disegni di legge”, evidenziano. È d’accordo Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management: “Nel breve, la priorità della nuova amministrazione sarà sicuramente quella di evitare l’ormai famoso ‘fiscal cliff’, ossia il vuoto d’aria fiscale che si verrebbe a creare qualora non si desse seguito alle politiche di trasferimenti alla popolazione attivate in primavera per arginare l’impatto socio-economico della pandemia di Coronavirus”.

La mancanza di l’assenza di una larga vittoria Democratica, secondo gli esperti delle case di gestione internazionali, ha avuto però un beneficio: quello di ridurre l’incertezza politica. Lo scenario che si prospetta è quello di un equilibrio politico simile a quello degli ultimi 4 anni ma a parti ribaltate, ovvero con un Presidente Democratico e un Senato in bilico o più probabilmente Repubblicano: “Di fatto, un Congresso diviso viene interpretato come incapace di approvare le manovre più radicali dell’agenda democratica, come le tasse maggiori sulle fasce di reddito più elevate e sugli utili societari e di una maggiore regolamentazione nei settori energetico, finanziario e farmaceutico, oltre che in quello tecnologico, dove si sarebbe potuto assistere a una stretta dell’anti-trust contro le big tech”, analizza Delitala. Alessandro Tentori, CIO AXA IM Italia fa notare che storicamente una situazione di ‘gridlock’ politico è favorevole ai mercati, sia per il controllo incrociato che viene esercitato sulle leggi proposte dalla nuova amministrazione che per l’impossibilità di varare una strategia economica radicalmente diversa da quella in corso d’opera: “La politica economica di Washington verrebbe rimodulata in versione bipartisan. Temi centrali della campagna elettorale come il pacchetto di stimoli fiscali, gli investimenti ecosostenibili dove Biden prevede un pacchetto da 2 trilioni di dollari, gli aumenti delle tasse alle imprese e il cambiamento di rotta sulla sanità sarebbero passibili di un blocco del Senato e potrebbero richiedere estenuanti contrattazioni”, afferma Tentori.

Investimenti green

Altri esperti degli asset manager internazionali sono più ottimisti sulla svolta green in seguito alla vittoria di Biden. “Biden ha già annunciato che gli USA rientrerebbero immediatamente all’interno delle linee guida dell’Accordo di Parigi del 2015 in tema di lotta al cambiamento climatico. Ciò sarebbe positivo per i titoli delle energie rinnovabili e, in generale, per le azioni legate alla transizione energetica verso modelli più sostenibili”, osserva Delitala. Dello stesso parere Bram Bos, Lead Portfolio Manager Green Bond di NN Investment Partners: “Biden ha dichiarato di voler fissare obiettivi climatici ambiziosi, con l'obiettivo di raggiungere il 100% di dipendenza dall'energia pulita e zero emissioni nette entro il 2050. La prossima amministrazione Biden investirà nella resilienza climatica e nelle infrastrutture per l'energia pulita. La necessità di finanziare questi investimenti sarà un'opportunità fondamentale per gli Stati Uniti per entrare nel mercato dei green bond come emittente sovrano. Questo potrebbe spingere altri governi in tutto il mondo a seguirlo, innescando una crescita significativa del mercato globale delle obbligazioni verdi”, spiega.

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