Covid-19: quali categorie di fondi hanno resistito al crollo dei mercati?


Il primo trimestre del 2020 sarà ricordato per molto tempo per aver segnato la fine dello stile di vita di una società che mai avrebbe pensato di essere così vulnerabile a un virus, rivelatosi non così insignificante come si presumeva. "Quando usciremo da questa crisi, il mondo sarà diverso. La psicologia degli investitori cambierà. Il modo di fare business cambierà. I consumi cambieranno. E dipenderemo più profondamente dalle nostre famiglie e dagli altri per essere al sicuro", ha dichiarato recentemente Larry Fink, CEO di BlackRock, in una lettera agli investitori

Al di là delle misure di confinamento che hanno avuto luogo in tutto il mondo, della chiusura delle frontiere internazionali e dei piani di stimolo monetario e fiscale annunciati, il trimestre che si è appena concluso sarà ricordato da molti investitori se non come il peggiore di sempre, come uno dei peggiori della storia. "La velocità e la pericolosità dell’epidemia di Covid-19, unite alle massicce conseguenze comportamentali ed economiche, nonché le potenziali perdite di vite umane, metteranno sicuramente a dura prova i mercati. Il ritmo è molto più veloce di quello della crisi finanziaria globale, che ha impiegato 18 mesi per passare dal picco alla fase di depressione", afferma Martin Romo, porftolio manager di Capital Group.

I principali indici borsistici mondiali hanno chiuso il primo trimestre dell'anno con cali di oltre il 30% nella stragrande maggioranza dei casi, dovuti soprattutto al loro comportamento nel mese di marzo. E questi indici tinti di rosso hanno avuto conseguenze anche su alcuni indici del reddito fisso (il credito aziendale e i segmenti high yield) e su materie prime come il petrolio, il cui prezzo in questo trimestre è crollato di oltre il 60%, scendendo sotto i 20 dollari statunitensi al barile in alcune occasioni.

Questo shock di mercato si è fatto sentire anche nel settore dei fondi di investimento, con ingenti perdite sia sul lato dei ritorni che delle performance. Secondo i dati di Morningstar direct solo il 5% dei fondi distribuiti in Italia (includendo tutte le asset class) hanno registrato dei rendimenti positivi. Una vera ecatombe a cui hanno resistito soltanto alcune categorie, non tanto nel mese di marzo, quando c'è stata una perdita totale, ma nel trimestre nel complesso.

I rendimenti meggiori si sono avuti nel debito pubblico statunitense, che negli ultimi tre mesi ha registrato un guadagno del 8,18%. Non sorprende che le obbligazioni USA siano state quasi le uniche a mostrare una correlazione inversa con gli attivi di rischio, tanto che il loro rendimento decennale è passato dall'1,92% di inizio anno allo 0,7% attuale. Infatti, secondo l'ultima indagine condotta da BoFa Securities, l'operazione su cui i gestori di fondi intervistati si sono maggiormente trovati d'accordo è stata quella di andare long sui treasuries. Anche la categoria delle obbligazioni legate all'inflazione in dollari statunitensi ha avuto un buon andamento, con un rendimento medio di oltre il 5% negli ultimi tre mesi, forse in previsione del fatto che gli stimoli fiscali e monetari messi sul piatto dal Governo USA finiranno per avere un impatto al rialzo sull'inflazione.

La terza categoria più redditizia è stata quella delle materie prime specializzate in metalli preziosi. Il rendimento medio per la categoria è stato del 3,73%, nonostante i momenti di tensione che anche l'oro ha vissuto negli ultimi mesi a causa, tra l'altro, della necessità di coprire le margin call su altri asset attraverso la vendita di posizioni in oro. "Le politiche fiscali possono essere di varie forme e non escludiamo affatto l'intervento diretto del tipo 'helicopter money’. Pertanto, non potevamo immaginare un ambiente più rialzista per i prezzi dell'oro", dice James Luke, co-gestore del fondo Schroder ISF Global Gold di Schroders.

In fondo alla classifica, i peggiori stop degli ultimi tre mesi sono stati registrati in generale nell'azionario e in particolare nelle regioni emergenti come il Brasile e l'America Latina, mercati fortemente dipendenti dalle materie prime energetiche, nonché i fondi settoriali che investono nel settore dell'energia. Il loro calo medio è stato di oltre il 40% in soli tre mesi. 

Le più redditizie   
Categoria di Morningstar  Rendimento % a 3 mesi
Obbligazionari Governativi USD 8,18
Obbligazionari Inflation-Linked USD 5,12
Materie Prime - Metalli Preziosi 3,73
Obbligazionari RMB - Onshore 3,39
Monetari a Breve Termine USD 2,69
Le meno redditizie   
Categoria di Morningstar  Rendimento % a 3 mesi
Materie Prime - Energia - 53,10
Azionari Brasile - 45,62
Azionari America Latina - 42,81
Azionari Settore Energia - 39,41
Azionari Francia Small/Mid Cap - 38,94

Fonte: Morningstar direct al 31 marzo 2020, rendimenti in valuta base

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