Covid-19 porterà ad una accelerazione dell’impact investing?


Le misure di lock down disposte a livello globale a contenimento della diffusione del Covid-19 hanno imposto nuovi abitudini e stili di vita, con conseguenze sui consumi e i modelli di business delle aziende. L’emergenza della pandemia ha suscitato forti turbolenze sui mercati finanziari, con perdite nel primo trimestre dell’anno di una portata che non si registrava dal fallimento di Lehman Brothers nel 2009. Ma la natura di questa crisi sembra essere differente, non essendo confinabile al solo ambito della finanza. Ne scaturisce la necessità di una risposta più articolata sia dal punto di vista Governativo che privato in vista della ripartenza. In questo rinnovato scenario, sembra aumentare la consapevolezza tra gli investitori del peso delle loro scelte finanziarie, in cui assume maggiore rilevanza l’impatto ambientale e sociale che possono determinare.

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Un cambiamento strutturale a partire dagli stili di vita  

“Sono i momenti di cambiamento che ci offrono maggiori opportunità per ridisegnare non solo lo stile di vita e il lavoro, ma anche il modo in cui andremo a rivalutare i nostri investimenti”, spiega Simona Merzagora, managing director di NN IP. “Partiamo da un esempio molto concreto: se oggi possiamo continuare a lavorare e i nostri figli concludere il ciclo scolastico è grazie alla digitalizzazione. Nuove abitudini si impongono, come gli acquisti online o l’home fitness. E soprattutto è maggiore l’attenzione alla sanità, con la speranza della scoperta di un vaccino per il coronavirus”, aggiunge. Questi esempi che appaiono oggi più tangibili, già 5 anni fa furono definiti dagli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite, con lo scopo di risolvere entro il 2030 un’ampia gamma di problematiche riguardanti lo sviluppo economico e sociale. “Dato il valore delle opportunità generate dal raggiungimento degli obiettivi ESG le aziende hanno un incentivo a crescere incorporando questi obiettivi, sia a livello di prodotto che di servizio offerto, sia a livello operativo”, spiega Merzagora. “Queste aziende sono le meglio posizionate ad adattarsi ai cambiamenti economici e sociali e per la minore sensibilità a rischi esterni di cui godono, sono quelle che hanno retto meglio al sell off indiscriminato delle ultime settimane”, afferma.

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L’offerta tematica di NN IP

NN IP ha identificato nei criteri ESG la strada per definire la propria strategia tematica, che si articola in tre soluzioni dedicate a clima e ambiente, connettività digitale e sanità e benessere. Ivo Luiten, senior portfolio manager impact equity spiega: “Con il fondo Climate & Environment siamo presenti in società che riducono gli stress negativi sull’ecosistema, tra cui aziende che realizzano nuove forme di isolamento abitativo o che operano nelle rinnovabili”. Tra le compagnie presenti in portafoglio c’è Solar Edge che produce inverter per ottimizzare la produzione di energia tramite pannelli solari. “Nel fondo Smart Connectivity ci concentriamo su società in prima linea per la connettività digitale. Un buon esempio è Helios Towers, un operatore di telecomunicazione in Africa. La società è presente in Paesi come Ghana, Congo e Tanziania dove la telefonia mobile è l’unico modo per accedere a internet e per questo riteniamo che abbia un impatto sociale positivo”, spiega Luiten. L’Healthcare e Well-being infine si focalizza su sanità e benessere. Tra le aziende investite c’è Thermo Fisher Scientific, in prima linea per l’identificazione di test diagnostici per il coronavirus. “Un’altra azienda è l’italiana Technogym che produce attrezzature per il fitness e la cui mission è sintetizzata nel concetto di persone sane per un pianeta sano”, conclude Huub van der Riet, lead portfolio manager Impact Equity.  

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