Covid-19: flessibilità e reattività alla base del posizionamento di GFG


Lo shock del Covid-19 ha causato un periodo di estrema volatilità sui mercati: un sell-off repentino di tutte le classi d’attivo seguito da un sorprendente ritorno della propensione al rischio.

All’inizio dell’anno, ritenevamo che il tono positivo sull’azionario sarebbe stato il principale driver di mercato grazie alla distensione dei rapporti commerciali tra Usa e Cina. Avevamo quindi sottopesato la duration della parte core e semi-core del portafoglio a favore dei Paesi periferici e del credito”, spiega Roberto Scisci, responsabile dell'Investment Team e gestore del fondo GFG Euro Global Bond con Rating Blockbuster FundsPeople 2020. “Una volta scoppiata l’emergenza Covid e di fronte all’esplosione della volatilità, abbiamo prontamente ridotto il beta dei nostri fondi abbassando la duration sul comparto obbligazionario e l’esposizione netta su quello azionario. I primi interventi di emergenza da parte di Banche centrali e governi hanno segnato, a nostro avviso, l’inizio di un nuovo trend di medio periodo, e abbiamo quindi deciso di cogliere le opportunità presenti sul mercato. Abbiamo ad esempio sfruttato la dislocazione temporanea per incrementare il rating medio dei nostri titoli corporate a breve, approfittando di rendimenti molto interessanti rispetto all’elevata qualità degli emittenti”.

Nessuno si poteva attendere la crisi sanitaria che abbiamo vissuto quest’anno. Molti investitori istituzionali non erano in grado di formulare stime macroeconomiche e le società si rifiutavano di dare guidance. “Tuttavia, di fronte alla proposta di Merkel e Macron di un pacchetto di 500 miliardi di euro a fondo perduto per la ripresa europea, abbiamo riconosciuto il potenziale per un cambiamento storico. L’iniziativa franco-tedesca ha inviato un importante messaggio di solidarietà europea, ma soprattutto ha rappresentato un passo concreto verso l’unione fiscale, affrontando quindi un tema che era da sempre considerato alla base della debolezza dell’Unione”, spiega Scisci.

“Abbiamo quindi incrementato la nostra esposizione al BTP, ritenendo che i Paesi periferici avrebbero beneficiato maggiormente di questo fondo, e aperto una posizione azionaria sul settore bancario europeo, che aveva accumulato del ritardo rispetto al mercato. Ciò si e concretizzato in un rapido recupero delle performance. In particolare, i nostri prodotti con maggiore esposizione al credito e alla componente azionaria stanno offrendo un risultato positivo da inizio anno, nonostante gli indici di riferimento siano tuttora in territorio ampiamento negativo. Abbiamo anche creato un nuovo basket azionario, focalizzandoci sul settore digitale, ambientale e delle infrastrutture, che sono alla base dei principali programmi di supporto del Recovery Fund”, spiega.

Dopo un primo semestre così volatile, per la seconda parte dell’anno GFG pensa che il movimento di risk-on sui mercati azionari possa continuare almeno per tutta l’estate: “gli indicatori macroeconomici hanno evidenziato che l’attività economica ha raggiunto i minimi ad aprile (cf. i dati sul mercato del lavoro americano e i PMI europei) e siamo convinti che ci sia ancora molta liquidità disponibile sui mercati. Data la pressione esercitata dall’asse franco-tedesco, siamo fiduciosi che un accordo sul Recovery Fund sarà raggiunto nei prossimi mesi. Restiamo positivi anche sul credito, che continuerà a beneficiare della ricerca di rendimento in un contesto di tassi estremamente bassi e del supporto sempre più diretto delle Banche centrali”, conclude il manager.

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