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COVID-19: dopo la salute gli italiani pensano ai propri risparmi


Contributo a cura di Simone Calamai, amministratore delegato di Fundstore.

L’attuale emergenza sanitaria, ed economica, che ha colpito l’Italia porta con sé una caratteristica unica con la quale si declinano tutti gli aspetti della vita quotidiana e professionale: l’incertezza, del presente e, soprattutto, del futuro. In questi giorni ognuno di noi si sta chiedendo cosa fare, è del tutto naturale. La mia esperienza e i numeri ci mostrano quanto sarebbe stato controproducente soccombere ogni volta alla paura e quanto, invece, sia importante continuare a condurre una vita normale, per quanto possibile. 

Questi sono i motivi per cui, subito dopo la salute, il pensiero degli italiani va ai propri denari e risparmi. Inevitabilmente, al netto di alcuni clienti che hanno atteggiamento più proattivo, o addirittura speculativo, i risparmiatori sono preoccupati dei loro investimenti in essere. Ci sono arrivate moltissime domande che hanno a che vedere con l'andamento dei mercati, la performance del proprio portafoglio, i comportamenti da tenere in queste giornate con molti segni “meno” e, soprattutto, con una grandissima volatilità sui mercati. 

Da addetto ai lavori ritengo occorra accettare il fatto che tutti avranno un certo livello di reazione irrazionale. Credo, anzi, che sia perfettamente normale sentirsi ansiosi e insicuri quando accadono eventi eccezionali come quello in corso, che rendono ancora più evidente come un contatto di qualità con la clientela, tema sul quale abbiamo sempre investito tempo e risorse, sia di fondamentale importanza per la gestione dei timori degli investitori.

Tuttavia, notiamo in generale un atteggiamento piuttosto saggio: quello dell’attesa. In una situazione di mercato di questo tipo, anche noi restiamo convinti che il modo migliore per preservare il proprio patrimonio sia rimanere investiti per assicurarsi i benefici di una ripresa che potrebbe essere altrettanto rapida, come testimoniato dall’alta volatilità del mercato sia in discesa, sia in salita. Per questo è importante non agire di impulso e gestire al meglio le prossime settimane, in quanto l’azionario rimane tutt’ora una delle migliori forme di investimento su cui fare affidamento. 

Per provare a essere più pratico, vorrei fare mie alcune riflessioni del nostro Gianni Bizzarri, founder di Fundstore e amministratore delegato di Banca Ifigest: “Supponiamo di avere una perdita del 10% ma di non essere completamente investiti: in questo caso, vista la difficoltà di prevedere il futuro, la scelta migliore è quella di non realizzare la perdita ma di mediare con piccoli acquisti dilazionati nel tempo e attendere la fine dell'emergenza. Qualora invece si sia già totalmente investiti, la cosa migliore è verificare che il portafoglio sia composto da fondi con un buon rating e performance consistenti nel tempo. Se questo non fosse, operare dei cambi, vendendo solo quello che pensiamo ci possa servire come liquidità immediata, orientativamente non più del 30% del totale investito”.

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