Costruzione indici, in discussione il legame prezzo-peso?


Gli indici sono alcuni degli strumenti più potenti e utili per l'investitore moderno, sia come punto di riferimento per le performance sia come base per la creazione di ETF, fondi indicizzati e derivati. Decine di migliaia di miliardi di dollari di investimenti sono gestiti o usano gli indici come benchmark, il che rende la loro costruzione e gestione incredibilmente importanti.

“Gli indici”, spiega Anthony Ginsberg, co-ideatore di ITEK - HAN-GINS Tech Megatrend Equal Weight, “sono in realtà solo ricette: dicono al mercato quali ingredienti (aziende) includere e in quali quantità (ponderazione) per preparare il piatto giusto. Cambiando ricetta o ingredienti, cambia il piatto”.

La maggior parte degli indici principali (FTSE 100, S&P 500 o DAX) pondera i propri componenti in base alla capitalizzazione di mercato (prezzo/azioni flottanti). Ad esempio, una società con una capitalizzazione di mercato di 100 miliardi di dollari avrà 20 volte il peso nell'indice di una società con una capitalizzazione di mercato di 5 miliardi. Questo genere di ponderazione è oggi l'approccio più seguito dalla maggior parte degli indici azionari, ma non è sempre stato così”, aggiunge.

Un po’ di storia

Il primissimo indice inventato nel 1884, il Dow Jones Transportation Average, ponderava equamente ogni componente. “Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un revival della parità di ponderazione, dal momento che gli investitori cercano sempre più esposizioni beta non correlate o alternative. I vantaggi di un approccio di uguale peso ruotano attorno al modo in cui la nuova "ricetta" modifica le esposizioni dei fattori dell'indice, le qualità che influenzano e spiegano la performance di titoli e indici”, sottolinea Ginsberg.

“Avere più esposizione a società di minori dimensioni offre all'investitore la possibilità di sovraperformare l'indice di riferimento ponderato per la capitalizzazione aumentando l'esposizione al size premium, l'idea cioè che nel tempo le azioni più piccole hanno performance migliori di quelle più grandi”, completa sul punto.

Un esempio concreto

Per dare concretezza alla propria tesi il co-ideatore di ITEK - HAN-GINS Tech Megatrend Equal Weight propone il caso del FTSE 100 che, in base alla capitalizzazione di mercato, vede i primi 10 componenti più grandi occupare quasi il 45% dell'indice totale, con il più grande, Astra Zeneca, che rappresenta il 7,3% del peso totale.

“In un indice equiponderato i primi dieci componenti sarebbero solo il 10% dell'esposizione complessiva e Astra Zeneca avrebbe un peso dell'1%. Pertanto, con un approccio basato sulla capitalizzazione di mercato, gli investitori che cercano la diversificazione possono scoprire di essere più concentrati su alcuni grandi nomi di quanto desiderino”, argomenta Ginsberg.

Esporsi ai temi legati all’innovazione

“Sostenere i vincitori di ieri”, afferma l’esperto riferendosi alle società con capitalizzazione più grande, “potrebbe non essere l'approccio migliore quando l'obiettivo è quello di offrire agli investitori un'esposizione a temi innovativi che stanno plasmando il futuro”.

“Dato che molte delle aziende più innovative sono attori più piccoli e dirompenti, garantisce che a ciascuna società (indipendentemente dalla taglia) siano fornite pari opportunità di contribuire alla performance complessiva dell'indice, diminuendo il rischio che un grande componente meno brillante possa trascinare verso il basso l'indice nel suo insieme”, argomenta.

“Temi come robotica e AI, realtà virtuale e aumentata, cloud e big data, social media, sicurezza informatica, blockchain, auto del futuro (ibride, elettriche, a guida autonoma) e genomica moltiplicano queste possibilità, unendosi tra loro come fibre di uno spesso filato e potenziandosi a vicenda. La crescita del tema dei trasporti futuri è già legata agli sviluppi in materia di cloud, sicurezza informatica, big data, robotica e realtà aumentata, per fare un esempio. La parità di ponderazione a livello settoriale consente di catturare la crescita ovunque si verifichi, anziché prendere posizione su un singolo settore”, conclude.

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