Costruire strategie resilienti per fronteggiare ogni fase di mercato


Contributo a cura di Hendrik-Jan Boer, head of Sustainable and Impact Equities di NN IP. Contenuto sponsorizzato. 

Si dice che l'aumento della marea sollevi tutte le barche. Come nel 2019, anno in cui le performance di tutti i titoli azionari hanno tratto beneficio dall’andamento dei mercati. Ma cosa accade nel bel mezzo di una crisi? I mercati precipitano mostrando un'enorme volatilità e nessuno può prevedere dove o quando finirà la fase ribassista. In momenti come questo, la qualità e la solidità dei fondamentali fanno la loro parte, ma un forte focus su società con modelli di business asset-light, sostenibili e orientati al futuro può fare la differenza, anche se il mare è agitato.

Una conferma arriva dalla notevole resilienza mostrata durate la pandemia dalle strategie azionarie sostenibili globali ed europee di NN IP che a giugno celebreranno il loro 20° anniversario: entrambe hanno generato una sovraperformance a 1, 3 e 5 anni rispetto ai benchmark sia nelle fasi rialziste sia in quelle marcatamente ribassiste del coronavirus.

Questa sovraperformance dipende da molti fattori. Partiamo innanzitutto da ciò che non troverete nelle nostre strategie azionarie sostenibili, come ad esempio i titoli legati alla catena del valore del petrolio che hanno subito un forte contraccolpo dal calo del prezzo dell’oro nero. Assenti anche le banche tradizionali, le prime ad andare in sofferenza quando si passa dalla crescita alla recessione.

In definitiva, la forza di un portafoglio risiede nella sua capacità di fronteggiare ogni condizione di mercato, al di là dei cicli economici. Non si può prevedere una flessione, ma ci si può preparare, costruendo una strategia resiliente. Dato che le società in cui investiamo sono di alta qualità, è naturale che dovremmo sovraperformare, indipendentemente dallo stato dell'economia o da una severa fase ribassista”. 

Gran parte della sovraperformance dei fondi azionari sostenibili di NN IP deriva da società attive nei servizi di comunicazione da remoto. Tra queste Cellnex, operatore di riferimento nelle trasmissioni wireless, alcuni campioni dello stile di vita #iorestoacasa come Amazon e Netflix ma anche app relazionali come Match, ora che non è possibile incontrarsi nella vita reale.

Contributi positivi a queste sovraperfomance sono giunti anche da settori che non hanno registrato risultati soddisfacenti in questa particolare fase di mercato. In questo caso, a fare la differenza è stata l’attività di selezione lungo le catene del valore dei settori investiti. Quello finanziario, ad esempio, è stato duramente colpito dalla crisi, ma titoli come Visa e Moody's hanno sovraperformato rispetto ai titoli financial più tradizionali. Ciò vale anche nel settore energetico: è il caso di SolarEdge, ben posizionata lungo la frontiera della transizione energetica.

Altre partecipazioni hanno sofferto di più, come le società di eventi. Tuttavia, dal punto di vista del portafoglio complessivo, ha senso mantenere questi investimenti, poiché se hanno una forte governance e una struttura sana, possono superare la crisi. Se si dispone solo di modelli di business altamente difensivi, una volta che l'economia ricomincia a funzionare, si rischia di essere in ritardo. Ecco perché i nostri portafogli contengono ancora titoli sensibili ai cicli economici, ma si tratta di aziende asset-light e con notevoli riserve di liquidità.

Se in fasi ribassiste non mancano occasioni per ribilanciare il portafoglio, le acque agitate dei mercati non vanno a infrangersi sull’approccio e sulle convinzioni di un asset manager sostenibile. In momenti come questo, a volte si presentano delle opportunità e ha senso coglierle. Ma non scenderemo a compromessi sui nostri criteri finanziari o di sostenibilità per farlo. Anche per le aziende che sembrano a buon mercato, guardiamo a un posizionamento forte sul mercato e a un alto rendimento del capitale.

Anche in fase di particolari turbolenze, un asset manager realmente sostenibile continua a ricercare la stessa qualità, in termini di solidità finanziaria, criteri ESG e capacità di adattarsi ai cambiamenti in atto.

Una perseveranza che sta già dando i suoi frutti visto che in questo momento, molte delle tendenze a lungo termine a cui eravamo già esposti stanno accelerando, indicando in particolare le aziende legate ai test diagnostici e alle comunicazioni online come Microsoft con un aumento dell'800% dell'utilizzo del cloud nelle ultime settimane. Ma questo riflette semplicemente una continuazione di temi che erano già evidenti, come la tendenza delle imprese a diventare più asset-light e a supportare i loro dipendenti nel lavoro a distanza, per quelle più attente agli aspetti sociali. Il fattore S degli ESG, sarà un caso?

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