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Cosa minaccia la democrazia?


Da 25 anni Arca Fondi SGR ha una parternership con David Roche di Indipendent Strategy, un advisor strategico globale che si occupa di temi geopolitici applicati alla finanza. In occasione della presentazione del suo libro ‘the death of democracy' Roche spiega l’insorgere del populismo a livello mondiale e di come esso possa rappresentare una minaccia per la democrazia. Occorre pertanto capire come investire in uno scenario del genere.

David Roche sostiene che “ la democrazia oggi è minacciata dai nuovi modelli sociali che garantiscono un maggior benessere, anche se a spese della libertà politica e sociale del popolo. Il problema della democrazia è intrinseco, perché risulta inefficiente ed imperfetta a sostenere la crescita economica. Questo ha portato alla diffusione di movimenti populisti e nazionalisti, fondati sul protezionismo e politiche anti-immigrazione. Si parla ora di ‘techno-autocracy’, che permette di avere un’economia più florida (sotto la direzione dello Stato), ma con maggiori restrizioni (l’esempio lampante è la Cina). La Cina infatti ha creato standard di vita migliori, libertà economica e tecnologica (si può fare ciò che si vuole), minori libertà politiche e civil i, maggiore fedeltà nei confronti del Paese e del partito. Questi nuovi modelli politici rischiano di sostituire la vecchia amata democrazia”.

Cosa minaccia la democrazia? Roche elenca una serie di fattori “la crescita demografica, che favorisce la nascita di movimenti del lavoro in tutti quei Paesi in cui la crescita della popolazione non è alta e l’immigrazione è elevata (caso dell’Europa). La diffusione delle ineguagliazne socialila disinflazione  che costringe le banche centrali ad attuare politiche monetarie più accomodanti, facendo aumentare il livello di indebitamento e conseguentemente creando instabilità finanziaria e le tecnologie e i social media (che nel caso della Cina sono usate per controllare la popolazione)”.

L’esperto dichiara che “il populismo continuerà a diffondersi nelle economie democratiche; le politiche fiscali e monetarie saranno soggiogate dalle misure economiche populiste; l’euro sarà una potenziale vittima e il dollaro già lo è; prosperiranno regimi economicamente e tecnologicamente più razionali e regimi socialmente e políticamente illiberali”, conclude.

Sulla base di questo scenario Arca Fondi SGR preferisce mantenere un approccio prudente sull’asset allocation dei suoi portafogli. Ugo Loser, CEO di Arca Fondi SGR (in foto) ha commentato che “quest’anno si è assistito ad una divergenza tra i fondamentali economici e le valutazioni di mercato. Il mercato infatti ha prezzato un rischio politico sulla maggior parte delle asset class, non riuscendo a determinare l’impatto della guerra commerciale e dei temi geopolitici sui fondamentali. Occorre capire se si tratta di opportunità di investimento su cui posizionarci o di segnali d’allarme. Se da un lato sembrerebbe esserci un preludio di crisi, in realtà i fondamentali economici non sono stati mai così positivi (la crescita del pil mondiale si attesta infatti sul 4%, per l’Europa 2,5%). Un attegiamento cauto continua ad essere la soluzione migliore al momento”.

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