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Correzione di mercato, come mi comporto?


Secondo lo psicologo premio Nobel Daniel Kahneman tutti gli investitori sono avversi al rischio, ciò significa che la frustrazione correlata a una perdita di denaro è maggiore rispetto alla soddisfazione per i guadagni ottenuti. Questo bias comportamentale induce normalmente ad abbandonare il mercato laddove esso inizi a crollare, così come l’avidità stimola a reinvestire quando i titoli evidenziano netti rialzi. Controllare le emozioni non è semplice, per questo Capital Group ha individuato sei principi basilari che possono aiutare a combattere l’urgenza di prendere decisioni dettate dall’emotività nei momenti di turbolenza nei mercati.

1) Le flessioni del mercato sono parte dell’investimento.

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Fonte: Capital Group

Stando ai dati relativi al periodo 1900-2018, il Dow Jones Industrial Average ha registrato tipicamente una perdita di almeno il 10% una volta all’anno e un calo di almeno il 20% ogni 4 anni. Sebbene i risultati del passato non siano indicativi di quelli futuri, ogni flessione è stata seguita da una ripresa e da un nuovo picco del mercato.

2)  Ciò che conta è il tempo sul mercato, non il market timing. Nessuno può prevedere in maniera precisa le oscillazioni del mercato nel breve periodo, e gli investitori che rimangono a guardare rischiano di non beneficiare dei significativi apprezzamenti che seguono le crisi di mercato.

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Fonte: Capital Group

3) L’investimento dettato dall’emotività può essere rischioso. Un modo per incoraggiare decisioni finanziarie razionali è comprendere le basi della finanza comportamentale. Capire comportamenti come l’ancoraggio, il bias della conferma e il bias della disponibilità può aiutare gli investitori a individuare potenziali errori prima di commetterli.

4) Creare e attenersi a un piano d’investimento attentamente elaborato, come un piano di accumulo, è un altro modo per evitare di prendere decisioni d’investimento azzardate, specialmente quando i mercati virano in negativo. Il piano dovrebbe tener conto di numerosi fattori, inclusa la tolleranza al rischio e gli obiettivi a breve e a lungo termine dell’investitore.

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Fonte: Capital Group

5) Diversificare un portafoglio, non offre una garanzia di profitto né assicura che l’investimento non perderà valore, ma sicuramente diminuisce il rischio. Ripartendo gli investimenti tra diverse asset class, gli investitori riducono la probabilità di volatilità in portafoglio e di conseguenza lo stress da mercato ribassista. I rendimenti complessivi non raggiungeranno i picchi massimi di ogni singolo investimento, ma nemmeno i livelli minimi.

6) A fronte di un ribasso dei mercati azionari è importante mantenere una prospettiva di lungo termine. Nonostante l’andamento altalenante evidenziato nel breve periodo, i listini tendono a premiare gli investitori su lunghi periodi di tempo. Anche tenendo conto dei ribassi, il rendimento medio dell’indice S&P 500 in tutti i periodi decennali dal 1937 al 2018 è stato pari al 10,43%.

I consigli dei gestori

I gestori non sono immuni dall’emotività, ma una maggiore esperienza e consapevolezza nelle scelte di investimento permette loro di assumere decisioni più razionali, senza lasciarsi trasportare dagli eventi. Eurizon Capital, per esempio, per ridurre il costo dell’emotività dei clienti ha lavorato su due fronti: l’educazione finanziaria e soluzioni di investimento adeguate. “Il primo aspetto necessita di un cambiamento culturale che può richiedere anche generazioni perché si traduca in comportamenti più virtuosi”, commenta Corrado Gaudenzi, responsabile Long Term Sustainable Strategies di Eurizon Capital. “Mentre per le soluzioni si utilizza un approccio disciplinato che sfrutta la tendenza dei prezzi a convergere nel medio periodo verso il proprio valore fondamentale. Si tratta di uno stile contrarian, che incrementa l’esposizione alle azioni proprio nei momenti in cui sarebbe difficile per il risparmiatore effettuare una scelta razionale, delegando al gestore la responsabilità di agire in modo disciplinato e fornendo così al cliente una soluzione di investimento che gli permette di raggiungere i propri obiettivi di rendimento senza dover sopportare lo stress emotivo a cui la volatilità dei mercati azionari lo esporrebbe”, aggiunge.

Per Cristiana Vai, deputy Head of Investment Products & Solutions di Cordusio SIM le azioni auspicabili da intraprendere di fronte alle correzioni dei mercati sono principalmente tre. “La volatilità è un aspetto ineliminabile dei mercati, in un contesto di tassi negativi, è un fattore di accentuazione del rischio, pertanto diversificare gli investimenti e attuare strategie di decorrelazione diventa cruciale per gli investitori, consentendo loro di essere più forti emotivamente nell’affrontare eventuali correzioni del mercato. La seconda consiste nel saper riconoscere l’emotività come parte della nostra intelligenza, così da poter agire di conseguenza e prendersi del tempo per riflettere. Infine occorre restare focalizzati sui trend di lungo periodo come fari nella notte”, dichiara l’esperta.

C’è chi ritiene invece che sia l'esperienza del gestore a fare la differenza. “Un ruolo fondamentale è giocato dalla dimensione della posizione, esiste infatti un limite superiore dell’esposizione a rischio oltre il quale il profit & loss, che man mano viene generato, rischia di compromettere la nostra ‘lucidità’”, commenta Attilio Donini, portfolio manager di Olympia Wealth Management. “A valle di questa valutazione, risulta decisivo, soprattutto per quanto riguarda decisioni d’investimento tattiche, essere disciplinati nella strategia da seguire stabilendo ex-ante eventuali stop loss o take profit che poi devono essere rigidamente rispettati”, conclude.

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