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Coronavirus, un mese di emergenza. Analisi comparativa con gli andamenti post Lehman e 11 settembre


Poco più di un mese fa ha avuto inizio la fase peggiore della crisi del Coronavirus per i mercati finanziari, con lo scoppio dell’emergenza nel nord Italia e la chiusura dell'area di Codogno e Lodi, in Lombardia. Il Covid-19, che l’Organismo Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato ufficialmente una pandemia, continua a diffondersi in altri Paesi del mondo, mentre viene progressivamente contenuto nella sua zona d'origine, la città di Wuhan nella regione cinese di Huabei. Proviamo dunque a stilare un bilancio di quanto accaduto sui mercati dal 20 febbraio ad oggi, confrontandolo alla situazione a un mese di distanza dopo altri importanti crolli come l'11 settembre 2001 e la caduta di Lehman nel 2008.

Velocità

A un mese dallo scoppio, la crisi del Coronavirus è quella che ha avuto il maggiore impatto sui mercati azionari. Il calo medio degli indici di borsa analizzati (USA, Europa, Giappone e mercati emergenti), è stato del 32%. Tutti gli indici presi in esame sono scesi maggiormente del più colpito a un mese dalla caduta di Lehman, il Nikkei 225 che aveva registrato un calo del 22%. Nel periodo dopo la crisi finanziaria del 2008, la caduta media degli indici nel nostro campione è stata del 18%. Un mese dopo l'11 settembre, invece, c'erano già alcuni mercati azionari in verde, come il FTSE 100 e l'Eurostoxx 50, e la caduta media degli indici è stata di poco superiore al 3%.

Nell'analisi abbiamo incluso anche le due asset class considerate tradizionalmente rifugi sicuri: i titoli del Tesoro statunitense e l'oro. A un mese dall’inizio dell’epidemia, l'oro, che in effetti è stato un porto sicuro dopo l'11 settembre (+4,9%) e la caduta di Lehman (+10,9%), dopo aver retto inizialmente, ha perso poi terreno e nel mese è caduto del 10%. Ciò secondo Dave Sekera di Morningstar si spiega con il fatto che "le posizioni in oro sono state ridotte o addirittura completamente liquidate, in quanto gli hedge fund e i trading desk hanno avuto bisogno di capitali a copertura delle garanzie di altre posizioni”. La necessità di soddisfare le margin call in un momento di forte calo ha dunque avuto degli impatti sul metallo prezioso.

Infine, un capitolo a parte sono i titoli del Tesoro statunitense che hanno resistito, anche se negli ultimi giorni la loro serie positiva si è contenuta. Questo anche perché la parte lunga della curva non offre più molta distanza da percorrere e i mercati sono alla ricerca di tranche più corte e di maggiore liquidità.

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Fonte: Morningstar Direct. Dati (in percentuale) in valuta base. ​

Recupero

Nel frattempo, le banche centrali hanno risposto con tagli dei tassi e iniezioni di liquidità e, sul fronte fiscale, i governi si sono accordati sulla possibilità di flessibilità degli obiettivi di deficit. I mercati, però, non stanno reagendo positivamente, anche perché non c'è ancora, come sottolineato da Elliot Hentov, responsabile Policy Analysis di State Street Global Advisors, "sufficiente visibilità per fare previsioni".

L'appiattimento della curva di contagio italiana è l'evento più atteso, in quanto potrebbe servire da riferimento per l'evoluzione della crisi sanitaria anche in altri Paesi che sono stati lenti a reagire. Per gli esperti è fondamentale che il parametro R0, che indica quante persone sono mediamente contagiate da una persona infetta, sia inferiore a 1. In Italia la situazione è migliorata perché avrebbe potuto raggiungere il numero di 5, scendendo invece a 1,8, anche se il valore non è ancora sufficiente.

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