Coronavirus, la gestione dei grandi patrimoni istituzionali


In occasione del Convegno di Primavera di Itinerari Previdenziali “Coronavirus, patrimoni istituzionali e rilancio del Paese” sono intervenuti casse, fondazioni e fondi pensione per raccontare come è stata gestita l’emergenza sotto il profilo della gestione del portafoglio.

Sergio Carfizzi, direttore generale del Fondo Pensione BCC spiega che il fondo da anni ha adottato una pianificazione strategica nei diversi comparti. “La parola chiave è diversificazione che viene implementata nei portafogli sulla base di una view top down ”. Il 75% della gestione del patrimonio è delegata a manager esterni. Del restante 25%, il 5% è in gestione diretta su strumenti finanziari liquidi e il 20% su strumenti alternativi. “Da ormai dieci anni, investiamo sempre con un’ottica di diversificazione in economia reale: private equity, private debt, real estate, infrastructure, rinnovabili e insurance linked securities”.

Ma come si può protegge il portafoglio? Pierluigi Curti, responsabile Investimenti e Finanza di ENPAM, spiega che quest’anno la situazione è molto diversa rispetto allo scorso. “Considerate le ottime performance dei mercati negli ultimi anni, avevamo già deciso alla fine del 2019  di ridurre la componente azionaria. Abbiamo inoltre introdotto strategie di stop loss per la protezione del'investimento. Durante l’emergenza, per ribilanciare i portafogli abbiamo venduto quasi 700 milioni di euro. Tutto questo sempre rispettando il profilo di rischio dell’investitore”. 

Anche il Fondo Pensione Cometa ha modificato l’asset allocation tattica secondo i target di rischio definiti dal singolo comparto. “Per il prossimo futuro cercheremo dare sempre maggior peso agli investimenti ESG”, spiega Libero Giunta, responsabile Finanza e Controllo del Fondo. “Inoltre rimaniamo convinti dell’importanza degli investimenti nei mercati privati che possono coniugare la ricerca del rendimento con il sostegno all’economia reale del Paese”. 

Il patrimonio totale di ENPACL invece è suddiviso 2/3 in strumenti liquidi e 1/3 in illiquidi. “Manteniamo la maggior parte del patrimonio investita in strumenti a pronta liquida in modo da poter affrontare in modo tattico l’eventuale aumento della volatilità nel breve periodo. Questo ci permette di ridurre le sofferenze complessive di portafoglio”, spiega Gianni Golinelli, responsabile Area Finanza ENPACL.

Infine le fondazioni hanno esigenze diverse rispetto alle casse e ai fondi pensione. “Il nostro obiettivo è promuovere lo sviluppo del territorio a carattere filantropico", ricorda Roberto Giordana, vicedirettore generale Fondazione CR Cuneo. "Però a differenza degli altri enti che possono contare su continui flussi d'entrata provenienti dagli aderenti, noi svolgiamo le nostre funzioni solo sulla base dei proventi che derivano dalla gestione del patrimonio".

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