Convincere i clienti che il mercato fixed income non è più lo stesso


Bisogna ormai rassegnarsi all’idea che l’epoca dei Btp con alti rendimenti è finita da un bel po’ ed inevitabilmente occorre rivedere le strategie di gestione a reddito fisso, se si vogliono ottenere ritorni soddisfacenti. Tutto ciò che abbiamo imparato sui libri di finanza riguardante il mondo obbligazionario, oggi non funziona più e come stanno affrontando questo cambiamento gli investitori? La vera sfida sarà far capire ai propri clienti retail che le condizioni di mercato sono cambiate. Ne abbiamo parlato con alcuni professioni del risparmio gestito italiano e non in occasione della tavola rotonda sulle opportunità nel mercato fixed income.

David_Roberts“Un tempo l’unico motivo per cui si investiva nei bond governativi era la diversificazione e i rendimenti adeguati per il rischio”, commenta David Roberts, head of Fixed Income di Liontrust. Il reddito che ne derivava e l’alto livello di protezione rendevano i titoli di Stato gli strumenti più amati da fondi pensione e assicurazioni. “Oggi le opportunità di rendimento e le strategie con i bond sono più difficili da giustificare la loro presenza in portafoglio, occorre cambiare l’approccio di investimento. I mercati sono manipolati dalle Banche centrali, bisogna quindi trarre opportunità da questi acquisti massicci”, continua l’esperto. 

Portafogli obbligazionari sempre più quality

Daniele_9La ricerca di rendimento può far pensare ad una maggiore esposizione al rischio da parte degli investitori di reddito fisso, in realtà la loro reazione è totalmente contraria. Daniele Fontanili, senior investment manager di Insurance Portfolios Investment Strategy nella business unit Generali Investments, Asset & Wealth Management dà il suo punto di vista in qualità di gestore di asset assicurativi. “Per noi il fixed income rimane un asset class preponderante, ma siamo costretti a cambiare il modo con cui creare valore”, commenta. “Diversificare è la strada giusta, soprattutto sul credito, cercando di migliorare la qualità del portafoglio. Ci stiamo focalizzando per esempio più sull’investment grade, sebbene non offra rendimenti entusiasmanti, permette di bilanciare l’asset allocation da un punto di vista della duration e dell’yield. Inoltre il debito privato può fornire importanti opportunità ad oggi”, dichiara ancora il gestore.

Simone_PecorettiSecondo Simone Pecoretti, senior portfolio manager di Fideuram Investimenti SGR avere un approccio macro è diventato più complicato, dato che stiamo assistendo ad una vera e propria repressione finanziaria. “Si sta creando un problema di sostenibilità del debito anche in diverse economie avanzate”, afferma. “Un modo per ovviare a questa situazione è modificare i benchmark strategici che si usano, ma ciò non significa necessariamente cercare nuovi strumenti, ma anche semplicemente incrementare la qualità del rischio di credito che si assume”, sottolinea l’esperto. “Il supporto delle banche centrali, che sta interessando ora anche i corporate bond, sta creando delle distorsioni, non solo a livello di tassi di interesse, ma anche nelle dinamiche degli spread. In questo contesto diventa ancora più importante saper diversificare le fonti di reddito in termini di rischio di liquidità, credito e currency”, conclude.

Un paradigma difficile da cambiare

Giuseppe_Patara__1_Ci si chiede se il classico portafoglio multi-asset tipico degli investitori globali 60% azionario e 40% obbligazionario sia ancora effettivamente bilanciato. Il problema diventa ancora più evidente per gli investitori Italiani, che tipicamente sono più orientati all’obbligazionario tradizionale. “Non solo sono cambiati i livelli dei tassi di interesse, ma anche le correlazioni con le altre asset class sono diventate instabili, come ha mostrato lo shock di mercato dovuto al Covid-19. Prima del deciso intervento delle Banche centrali, gli investitori hanno reagito allo shock liquidando sia asset class rischiose, che quelle considerate safe, come i titoli di Stato”, dichiara Giuseppe Patara, fund selector e portfolio manager di Credit Suisse. Questo ha rappresentato un alert per gli investitori, perché ha dimostrato che il ruolo della componente obbligazionario all’interno del portafoglio non è più lo stesso del passato. “In Europa l’universo di investimento euro aggregate ha rendimenti praticamente a zero e una duration media superiore a 7 anni: ci troviamo di fronte ad un asset class con upside esaurito, ma downside potenziale ai massimi storici. In tale contesto le strategie buy and hold nell’obbligazionario non si possono più adottare, e bisogna essere più tattici. Ed in ottica di asset allocation, cercare altre forme di copertura del rischio azionario”, conclude il fund buyer.

Antonio_Cannizzaro_vert__1_“Tutti gli emittenti governativi hanno alle spalle un’enorme quantità di debito, pertanto è difficile prevedere un cambiamento del paradigma dei tassi d’interesse bassi nel prossimo futuro, a meno che l'inflazione non cominci a salire inaspettatamente”, sostiene Antonio Cannizzaro, Portfolio Selection manager di Eurizon Capital SGR. Come comportarsi di conseguenza? “Seguire un benchmark non è la soluzione in grado di fornire fonti di rendimento costanti e non correlate alle altre classi di attivo”. È necessario dunque un approccio flessibile tra i diversi asset del reddito fisso, dato che l'asimmetria dei profili di rischio-rendimento degli investimenti obbligazionari si è aggravata, con sempre meno rialzi e più rischi di rendimenti negativi. “La situazione non è sostenibile nel lungo periodo, dovremo quindi molto probabilmente espandere le nostre prospettive verso nuove fonti di reddito che vadano oltre la duration e il rischio di credito”, conclude il gestore.

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