Controllo della volatilità per restare investiti nell’azionario


Il State Street Global Managed Volatility Equity Fund è un portafoglio azionario long-only, interamente investito, pensato per gli investitori che richiedono un'esposizione ad asset growth, essenzialmente azioni, ma con una posizione più difensiva rispetto all'indice MSCI World. Nell’ottica tradizionale di costruzione del portafoglio, è considerato il rischio complessivo ex ante, che rappresenta la stima della volatilità totale del portafoglio effettuata dal nostro modello di rischio. “Questo”, afferma Antonio Iaquinta, responsabile clienti istituzionali di State Street Global Advisors, "è il parametro che intendiamo ridurre al minimo nella costruzione del portafoglio e si basa su stime di volatilità dei singoli titoli, nonché sui vantaggi di diversificazione che derivano dalla correlazione di questi titoli tra loro”. “Tuttavia”, prosegue, “la prova del nove per una strategia azionaria managed volatility è nei suoi risultati e nei nove anni di track record del nostro fondo abbiamo esaminato diversi parametri di volatilità, tra cui percentuale complessiva di riduzione del rischio, tracking error, drawdown, downside capture ratio, beta, numero di giorni di negoziazione in calo”. “In questo periodo”, aggiunge, “la nostra strategia ha registrato una riduzione della volatilità del 32% rispetto all'indice MSCI World, con un tracking error dell'8%. Altri parametri di rischio chiave comprendono un downside capture ratio del 53% e un beta di 0,54”.

Esposizione settoriale

Da un punto di vista settoriale, il fondo è investito per il 50% circa in utilities e consumer staples, con real estate terzo per un ulteriore 10%. “Per ottenere un portafoglio diversificato”, spiega Iaquinta, “vengono applicati dei vincoli a livello di esposizione azionaria, industriale e settoriale”. “Il posizionamento settoriale”, specifica inoltre, “è il risultato del processo di ottimizzazione e l'obiettivo di investimento è raggiungere la minor volatilità stimata complessiva”. “Dato questo obiettivo, su base trimestrale ribilanciamo i pesi settoriali fino ad un’esposizione massima del 25%, mentre manteniamo una certa flessibilità durante il trimestre che ci consente di deviare dal limite massimo e si traduce in un posizionamento coerente e difensivo nel tempo”, conclude sul punto il responsabile clienti istituzionali di State Street Global Advisors. Attualmente le posizioni nei settori tradizionalmente difensivi, come quello delle utility e dei beni di consumo, sono rispettivamente del 25,1% e del 24,1%, che corrispondono a un sovrappeso del 21,5% e del 15,1% (Dati al 31 Agosto 2019). Per compensare queste esposizioni, il State Street Global Managed Volatility Equity Fund è sottopesato nei settori più ciclici, come l'information technology e l'energia.

Atteggiamento difensivo

“Considerando l’attuale fase del ciclo di mercato”, fa notare Iaquinta, “la più lunga mai registrata, e le crescenti probabilità di volatilità, non è certo che una ripresa così robusta sia sostenibile per il resto dell'anno senza un significativo miglioramento delle prospettive sugli utili aziendali”. “Gli investitori dovrebbero mantenere un atteggiamento difensivo in quanto i rischi geopolitici sono in aumento e i fondamentali si stanno progressivamente discostando dai rendimenti”, sottolinea il responsabile clienti istituzionali di State Street Global Advisors. “Il nostro fondo State Street Global Managed Volatility Equity Fund”, afferma infine Iaquinta, “mira esplicitamente a rimanere completamente investito sui mercati azionari riducendo al minimo il rischio complessivo e offrendo rendimenti potenzialmente più elevati ponderati per il rischio nel lungo periodo. Sebbene non sia gestita attivamente per rispondere agli shock di mercato, ad esempio attraverso valutazioni di tipo fondamentale e qualitative, la nostra strategia è progettata per resistere a questi shock e offrire una protezione nelle fasi ribassiste rispetto all’indice MSCI World”.

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