Continua la fame di bond


Opinione a cura di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte SIM.

Usa/Cina

Le indiscrezioni del Financial Times on line su un parziale ripensamento degli USA in vista del secondo round di negoziati con la Cina a Washington previsti per il 30/31 gennaio hanno pesato sui listini azionari Usa, che solo in minima parte hanno recuperato sul finale di seduta dopo la smentita del consigliere economico della Casa Bianca Kudlow. o Gli Usa stanno cercando infatti di avere rassicurazioni sulle promesse cinesi sui tanti fronti aperti in tema di scambi commerciali /proprietà intellettuale. Di conseguenza gli operatori nei prossimi giorni presteranno verosimilmente molta attenzione sia all’evoluzione della fase pre-negoziale e poi all’andamento dei negoziati stessi del 30/31 gennaio.

L’altro fattore importante sarà la riunione della Fed del 30 gennaio, che sarà seguita da conferenza stampa. Gli operatori cercheranno di avere l’ennesima rassicurazione sulla pausa della fase di rialzo tassi a marzo, ma probabilmente saranno molto attenti anche ad ogni riferimento che Powell farà sul tema della riduzione del bilancio. L’obiettivo finale degli operatori potrebbe infatti essere non solo e non tanto la pausa sul fronte tassi, ma anche e soprattutto l’arresto della riduzione del bilancio a causa dell’elevato drenaggio di liquidità che comporta con tutti i relativi rischi connessi soprattutto per il mondo corporate Usa.

Operativamente

La fase più favorevole sui mercati di gennaio, diametralmente opposta rispetto a quella di novembre/dicembre, potrebbe trovare una fase di stabilizzazione nel mese di febbraio. Una volta portato a casa l’arresto della fase di rialzo tassi, gli operatori potrebbero infatti puntare all’altro più importante obiettivo ossia le mosse della Fed in tema di bilancio. Tutto questo potrebbe comportare nei prossimi mesi un andamento molto volatile con alternanza frequente e repentina di fasi con accentuati toni di ottimismo ad altre di segno diametralmente opposto.

Italia/Spread

La sete di emissioni governative (oltre che corporate) continua ad essere molto elevata, come testimoniato dall’ennesimo ottimo risultato dell’emissione del nuovo decennale spagnolo, collocato per 10 miliardi di euro a fronte di una domanda di circa 47 miliardi, facendo seguito all’altrettanto ottima emissione del nuovo BTP 15 anni della scorsa settimana anche esso emesso per 10 miliardi a fronte di una domanda di circa miliardi.

Nel mese di gennaio 2019 complessivamente la domanda verso i bond governativi di Italia, Portogallo e Spagna si è attestata complessivamente al nuovo record (a parità di stesso mese) 106 miliardi di euro, risultando in rialzo di circa il 15% rispetto a gennaio 2018. Nel caso dell’emissione del bond spagnolo di ieri inoltre si è registrato un significativo incremento della domanda asiatica, pari a circa il 12% del totale, contro lo 0,7% dello scorso anno su un’emissione simile.

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