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Conte, l'amore gialloverde e l'alta volatilità dei mercati


Non ci è dato sapere se questa sarà davvero una Terza Repubblica, ma quel che è chiaro (qualunque cosa sia) è che l’incertezza avanza. Giuseppe Conte ha ricevuto l'incarico dal presidente Sergio Mattarella. Il suo discorso da garante dell’Europa ha dato i suoi primi frutti: ieri mattina il tasso del Btp decennale era diminuito e lo spread con la Germania si era assottigliato. Piazza Affari apriva col segno più e le nuvole politiche concentratesi su Palazzo Mezzanotte cominciavano a dissiparsi. È bastato un video di Matteo Salvini, a sostegno del professor Paolo Savona come ministro dell’Economia, per far schizzare lo spread a 193 e portare nuovamente la Borsa in rosso, con il rendimento del Btp decennale benchmark al 2,42%. 

Segno che la volatilità di questi giorni è ancora ben lungi dal dileguarsi. Almeno fin quando non verrà formato un governo. La scelta del ministro dell’Economia, d’altronde, come spiega Philippe Waechter, chief economist di Ostrum AM, “è un punto fondamentale”."Qui si dovrebbe evitare la nomina di Paolo Savona, membro della Lega e stenuo oppositore dell’euro e delle istituzioni europee”, dice l’esperto. “Sarà necessario monitorare da vicino la dimensione politica del programma implementato. Questo potrebbe essere una fonte di dissenso con gli altri Paesi europei. Una volta che il governo sarà stato convalidato dal presidente Mattarella, il prossimo passo sarà la dichiarazione di politica generale che determinerà la scena definendo il quadro all'interno del quale questa coalizione di governo agirà. Non immaginiamo un programma in grado di suscitare consensi a livello europeo. La specificità della situazione italiana giustifica l'ampliamento dello spread tra Italia e Germania ma non quello rispetto a Spagna o Portogallo. La crisi è italiana e riflette le inconsistenze del passato equilibrio politico. L'immobilità del passato è drammatica", conclude il manager.

Sullo spread e il possibile contagio parla anche Isabelle Vic-Philippe,head of euro govies and inflation di Amundi: "Per il momento, l’ampliamento dello spread sul debito italiano è stato contenuto come l'effetto contagio su altri mercati periferici. L'effetto di contagio sugli altri mercati periferici dovrebbe essere contenuto se il centro del dibattito rimane focalizzato sul grado di espansione fiscale italiana. Se la discussione dovesse estendersi ad altri aspetti e mettere a rischio l’Unione Europea è possibile che il contagio possa essere molto più ampio e dannoso per altri Paesi periferici (effetti negativi del “flight to quality”). Per questo motivo, gli investitori dovrebbero muoversi nell’attuale fase del mercato solo con posizioni tattiche e con un basso livello di rischio".

Insomma, mentre il Paese attualmente gode di un surplus primario, gli esperti temono che l’ambizioso pacchetto proposto, che finora non porta indicazioni sulle fonti di finanziamento, possa erodere rapidamente tale cuscinetto, mettendo a repentaglio la stabilità del rapporto debito/Pil. “Nel caso in cui il nuovo governo si mobilitasse per garantire le sue varie promesse fiscali - tagli fiscali aggressivi, una flat-tax a doppia aliquota ed il reddito di cittadinanza - l'Italia si troverebbe a dover potenzialmente affrontare un marcato deterioramento della sua posizione fiscale, situazione che a sua volta accenderebbe l’ira sia delle autorità della zona euro sia delle agenzie di rating”, afferma Adrian Hilton, responsabile tassi e valute di Columbia Threadneedle Investments. Che poi aggiunge: “Nel nostro posizionamento obbligazionario, sull’Italia rimaniamo neutrali. Il recente aumento dello spread è comprensibile e probabilmente continuerà ad aumentare fino a quando la politica non diventerà più ortodossa e prevedibile. Ma l'Italia beneficia di una migliore situazione finanziaria corrente e di una molto minore partecipazione estera al proprio debito pubblico, il che la rende meno vulnerabile alla fuga di capitali rispetto alla crisi del 2012. Rimaniamo comunque meno convinti - per il momento - che esista un rischio esistenziale per l’Eurozona stessa, soprattutto nel momento in cui i controlli costituzionali impedirebbero un'uscita italiana dall’euro anche se l'opinione pubblica ne fosse favorevole”.

Bond bancari in bilico?
Non stupisce perciò il sell off sulle obbligazioni bancarie, secondo Andrew Fraser, head of financial credit research di Aberdeen Standard Investments: “la politica sta mettendo a dura prova un settore che già stava lottando per rimettersi in piedi. C'è troppa incertezza nella situazione politica per poter analizzare dettagliatamente la situazione delle singole banche. Da un lato, se le leggi sul fallimento, recentemente modificate, venissero revocate, ciò potrebbe davvero danneggiare il mercato dei crediti in sofferenza”. Ma non è tutto negativo. Nel complesso, le banche hanno gestito un gran numero di crediti inesigibili, anche se il loro ammontare è ancora eccessivo. “La Bce ha ancora margine per sostenere le banche italiane orientando i loro acquisti di asset verso i titoli di Stato italiani. Dopo tutto, Mario Draghi non vuole che tutto il suo buon lavoro venga annullato dalla politica”, aggiunge l’esperto ricordando poi come UniCredit e Intesa Sanpaolo abbiano mostrato una buona resistenza. “Probabilmente questo periodo di vendite non si placherà fino a quando la tensione sull’Italia non si sarà un po’ ridotta. Data però la natura tempestosa della politica italiana, potrebbe volerci un po’ di tempo”.

Come investire?
Per gli investitori internazionali le conseguenze, dirette e indirette, potrebbero essere nulle o molteplici. “L’impressione è che i mercati abbiano assunto un atteggiamento attendista nei confronti del nuovo governo”, dicono da Zenit SGR. “Alcune delle proposte sono suonate in una prima versione come veri e propri campanelli d’allarme, ridimensionati poi nella stesura definitiva del documento. Altre sono indubbiamente coraggiose, ma rischiano di restare un libro dei sogni in assenza di una maggiore chiarezza sulla reperibilità delle risorse necessarie per portarle a termine. Le prime settimane di governo  saranno probabilmente cruciali nel determinare l’atteggiamento degli investitori internazionali verso il nostro Paese”.

Diversificare il più possibile gli investimenti è il consiglio che arriva invece da Moneyfarm SIM per i risparmiatori. E farlo “non legando anche il proprio risparmio alla sorte delle vicende italiane”, dice il CIO della SIM Richard Flax. “Non si tratta di pessimismo o scarsa fiducia, si tratta di adottare logica e buon senso considerato che la maggior parte degli italiani è già esposta alle vicende del Paese con il proprio lavoro e i propri beni immobiliari. L’augurio è che il nuovo governo riesca nel difficile compito di esaudire le legittime aspirazioni delle tante persone che ne hanno determinato l’elezione”.

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