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Come stanno gestendo l’emergenza Coronavirus i fund buyer?


“L'emergenza Covid-19 sta producendo due fattori principali dal punto di vista finanziario: un elevato impatto sulle valorizzazioni dei portafogli e l'impossibilità per i clienti di muoversi e quindi di essere presenti nella gestione dei propri risparmi”, spiega Matteo Petri, responsabile Consulenza e Active Advisory Banca Aletti, Gruppo Banco BPM. “Da subito, abbiamo adottato diverse misure volte al monitoraggio dei rischi dei portafogli della nostra clientela, con aggiornamenti e informazioni puntuali e consentendo anche un’operatività da remoto”. 

La creazione di una relazione con il cliente che sia di lungo periodo rappresenta l’obiettivo attraverso il quale realizzare gestione professionale e innovativa dei portafogli, valorizzazione e protezione dei patrimoni. “Soprattutto in questo momento, siamo in contatto continuo con i clienti per rassicurazioni in merito all'andamento dei mercati finanziari unitamente ad un attento e continuo monitoraggio dei portafogli, al fine di ridurre i rischi di investimenti già colpiti dall'elevata volatilità”.       

In termini di asset allocation la Banca continua a prediligere gli attivi azionari rispetto a quelli obbligazionari. “Nonostante la volatilità generata dalla pandemia, il comparto equity mantiene intatte le sue caratteristiche di liquidabilità e premio al rischio attraente relativamente ai bond. In dettaglio, investiamo nell’azionario internazionale a dividendi con particolare attenzione alle tematiche ESG. Sul fronte obbligazionario privilegiamo emittenti di qualità, sia governativi che corporate, sacrificando in alcuni casi il rendimento atteso a favore della liquidabilità del sottostante. Accordiamo la nostra preferenza a valute forti come dollaro statunitense e Yen per gestire la componente a breve termine del portafoglio”.

Tommaso Federici, responsabile gestioni patrimoniali di Banca Ifigest, ricorda che le implicazioni di medio e lungo termine sono incerte e per il momento guarda l’evolversi dell’emergenza sotto tre aspetti: la crisi sanitaria, gli interventi pubblici a sostegno dell’economia e i dati macroeconomici. “Sul primo punto stanno uscendo dei dati incoraggianti per quello che riguarda le curve di contagio ma è evidente che le misure di lockdown, se pur efficaci, servono solo a prendere tempo perché si possa sviluppare una cura e un vaccino. Sul secondo aspetto dobbiamo registrare una velocità e una ampiezza notevole degli interventi fiscali e monetari, sia da parte del governo degli Stati Uniti e della Federal Reserve che da parte dei singoli governi nazionali europei e di BCE. Molto lenta invece è stata la risposta politica a livello di Consiglio europeo, ma sono fiducioso che si possa arrivare ad un compromesso che veda una mix di strumenti per fare fronte comune al virus. Detto questo il passo avanti fatto sul patto di stabilità e quindi le possibilità di spesa e aiuti di Stato che i singoli Paesi possono mettere in campo congiuntamente al piano straordinario di acquisti di BCE hanno scongiurato una crisi ancora peggiore”. 

Banca Ifigest sta tenendo sotto controllo tutte le categorie per migliorare la qualità complessiva dell’investimento. “Abbiamo inserito nuove variabili per valutare i potenziali nuovi investimenti che includono la rilevanza strategica del settore d’appartenenza e gli impatti psicosociali sui comportamenti dei consumatori. È evidente che i settori che verranno protetti dagli interventi pubblici saranno anche i primi a ripartire così come molti comportamenti, banalmente nel settore viaggio e tempo libero, cambieranno per un lungo periodo di tempo”, spiega il manager. “Sintetizzando stiamo concentrando per quanto possibile gli investimenti sui paesi sviluppati dove i sistemi sanitari e le istituzioni pubbliche ci danno maggiori garanzie di tenuta nel breve termine. Gli incrementi relativi che stiamo implementando sono focalizzati: sull’obbligazionario nel segmento corporate investment grade europeo e sull’azionario nei settori difensivi del food&beverage, healthcare e telecom”.

Opportunità d’investimento

Il selloff di marzo sui mercati ha presentato un’importante occasione per investire a livelli di prezzo più convenienti. “Riteniamo che proprio in questa fase di mercato possano nascere interessanti opportunità di investimento in quelle asset class che hanno subito la pesante ondata di vendite”, Matteo Dirupati, responsabile multi asset di AcomeA SGR. “Dall’inizio della crisi, abbiamo infatti incrementato l’esposizione netta sui fondi e sulle gestioni, coerentemente con il nostro stile di gestione value-contrarian. Nell’immediato futuro, ci aspettiamo che la ripresa economica sarà lenta e assumerà una forma più a U che a V, ma crediamo che l’approccio di governi e Banche centrali continuerà a essere di supporto per gli asset finanziari”. 

A marzo, gli ampi deflussi non hanno soltanto riguardato gli asset più rischiosi, come le azioni, ma si sono registrati anche dai fondi obbligazionari, soprattutto per i comparti emergenti e high yield. Anche le valute più legate al ciclo economico hanno subito un pesante ritracciamento. “In ambito obbligazionario, abbiamo incrementato le nostre esposizioni verso i subordinati di solide realtà bancarie italiane. Sui mercati emergenti, monitoriamo da vicino quei Paesi che potenzialmente potrebbero assorbire meglio gli shock negativi. In ambito azionario, i settori ciclici sono stati fortemente penalizzati e offrono valutazioni veramente attraenti”, spiega il gestore. “Il maggior stimolo fiscale nell'economia potrebbe portare a un cambio di paradigma del mercato nei prossimi anni per favorire il recupero della componente ciclica”.

Secondo Banca di Cividale le opportunità d'investimento sono da ricercare su quelle asset class non troppo danneggiate dalla crisi epidemica. "Sulla parte azionaria abbiamo troviamo valore soprattutto sulla borsa americana e nei settori dell’ healthcare e della tecnologia. Comunque, vorremmo concentrarci su quei comparti che hanno una predilezioni per aziende dal basso indebitamento e con riserve di liquidità", spiega Alessandro Rosset, Servizi d'Investimento della Banca.

"Per quanto riguarda il mondo obbligazionario, riteniamo che il Coronavirus sia stata un’occasione per prezzare meglio certi settori del mercato che erano sopravvalutati: la liquidità immessa nei mercati in questi anni aveva gonfiato in maniera esagerata le valorizzazioni di settori come high yield. Ora è il momento di concentrarsi sui titoli corporate ad alto rating, che sebbene siano stati travolti anch’essi dal movimento violento del mercato, ci aspettiamo che in futuro possano prezzare valorizzazioni più corrette. In quest’ottica vediamo più valore sul mercato americano, che in quello europeo, vista la maggiore incisività degli interventi di FED e Governo USA".

Possibile valore lo vediamo anche nei subordinati bancari europei: "in Europa alle banche (ben più patrimonializzate che nella crisi del 2008) è stato assegnato un ruolo nel sostenere l’economia e, anche considerando l’indicazione di non distribuire dividendi, è difficile pensare che il settore non venga aiutato dalla BCE e dai Governi Europei", conclude il gestore.

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