Come si sono posizionati i gestori obbligazionari italiani in vista dell'ultimo trimestre (2)


Il paradigma di consenso è che politica monetaria e fiscale continueranno a lavorare in coppia per anni in modo espansivo: tassi bassi, controllati dalle Banche centrali per stimolare l’economia, per rendere sostenibili i debiti pubblici e tenere in vita aziende altrimenti in default. Quali saranno gli effetti sul mercato obbligazionario?

“Dopo un solido rimbalzo nei mercati del credito, con le obbligazioni governative europee che in media ora hanno rendimento negativo e con la prospettiva di un ciclo di emissioni senza precedenti nei mesi a venire, preferiamo mantenere un livello di cassa più alto possibile in portafoglio e monitorare un possibile aumento dei casi e le risposte alla pandemia dei vari governi, aspettando un punto di acquisto a prezzi migliori”, spiega Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit Fund, di Hedge Invest SGR. “Le volatilità dell’azionario sono estremamente alte se paragonate ai livelli di spread nel credito, una disparità che ha raggiunto livelli record. Per la parte investita del portafoglio, preferiamo rimanere su obbligazioni con rating BB che offrono ancora un rendimento discreto con basso rischio di default, mantenendo anche una piccola allocazione a situazioni distressed che prezzano pienamente le conseguenze della pandemia e che potrebbero beneficiare di notizie positive sul vaccino”.

Yuri Basile, responsabile Obbligazioni Governative di Anima SGR afferma: “per quanto riguarda il comparto dei governativi core, il peggioramento dei deficit di bilancio e l’incremento delle emissioni sono compensate dagli acquisti della BCE e dalle incertezze macroeconomiche, quindi confermiamo l’impostazione dei portafogli con strategie volte a sfruttare il trading-range. Per quanto riguarda i Titoli di Stato italiani, il sovrappeso è stato ridotto al raggiungimento del target sul differenziale BTP-Bund a dieci anni in area 150 punti base; una ulteriore discesa a 130 punti base consentirebbe di ricondurre le posizioni alla neutralità. Al contrario, eventuali fasi di volatilità indotte dagli sviluppi politici saranno considerate opportunità di acquisto”.

Passato indenne il sempre temuto mese di agosto, il trend di restringimento degli spread delle obbligazioni societarie non sembra interrompersi: “anzi il livello sempre compresso dei tassi di interesse governativi e i continui acquisti delle Banche centrali rappresentano due formidabili catalizzatori per il proseguimento del movimento. La revisione degli obiettivi di politica monetaria da parte della Fed su un target di average inflation nel medio termine non ha sortito particolari sorprese negli investitori”,spiega Andrea Ponti, portfolio manager Fixed Income di Kairos Partners SGR. “Pertanto causa la combinazione degli elementi sopracitati e una continua ricerca di rendimento da parte della stragrande maggioranza degli investitori, ribadiamo la nostra preferenza per il comparto dei subordinati finanziari e degli ibridi corporate considerato il rilevante rendimento aggiuntivo rispetto ai rispettivi segmenti senior”.

Secondo Alberto Ospite, responsabile Gestioni Obbligazionarie di Mediolanum Gestioni Fondi SGR, il supporto delle Banche centrali manterrà i tassi entro un livello estremamente contenuto e conveniente per gli emittenti di obbligazioni, siano esse governative o corporate Investment grade, in grado di assicurare stabilità ai portafogli a fronte di una remunerazione estremamente contenuta. “Riteniamo che abbia ancora valore la componente governativa periferica dell’Europa, supportata anche dalla minor necessità di funding da qui a fine anno. Il mercato obbligazionario high yield può ancora offrire ritorni interessanti, ma a fronte di un approccio particolarmente selettivo e coerente con l’orizzonte temporale dell’investimento”, spiega.

“Sotto il profilo settoriale, rimaniamo prudenti sul settore Automotive e Viaggi oltre che sul retail-consumer, mentre settori quali telecomunicazioni, healthcare, utilities e finanziari potranno continuare a rappresentare un’importante esposizione nei portafogli. In particolare, sin dai primi mesi di questa crisi, il settore finanziario domestico ha dimostrato una significativa resilienza: le banche presentano, infatti, livelli di capitalizzazione adeguati a fronte di una stagione che potrebbe vedere gli NPL in aumento. Un altro importante tassello per i portafogli rimangono i Paesi emergenti”.

Posizionamento

“A settembre, il posizionamento dei nostri portafogli obbligazionari si caratterizza principalmente per la presenza di titoli bancari italiani e debito emergente. Tra le banche, riteniamo che sia ancora possibile ricercare valore e rendimento tenendo conto dei buoni fondamentali nelle emissioni senior preferred e subordinati Tier2 di realtà medie (Banco BPM, Monte) e nei subordinati AT1 delle più grandi (Unicredit, Intesa)”, spiega Vittorio Fontanesi, portfolio manager mercati obbligazionari AcomeA SGR.

“Per quanto riguarda gli emergenti, nei fondi Breve Termine ed Eurobbligazionario siamo più esposti verso il debito governativo in valuta forte di economie medio/piccole e di aziende a controllo statale (Eskom e Pemex) e verso emissioni in valuta locale, ma a cambio coperto, delle grandi economie emergenti (Sud Africa, Turchia, Messico). Questo posizionamento continua a beneficiare della fase di indebolimento del dollaro e della prospettiva di una politica monetaria ancora molto accomodante da parte della Fed. Nei fondi Performance e Prudente, per circa 1/3 del portafoglio manteniamo un’esposizione attiva verso alcune divise emergenti (MXN, ZAR, BRL) che nella prima fase della crisi hanno subito una maggiore volatilità, ma che nelle ultime settimane mostrano prospettive di ripresa sulla scia miglioramento dei dati macro del terzo trimestre”. 

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