Come fa un hedge fund manager a gestire la liquidità?


Dopo quasi dieci anni di quantitative easing, le Banche centrali hanno dovuto invertire la rotta e sui mercati internazionali si è tornato a parlare di rischio liquidità degli strumenti. Funds People ha voluto intervistare Sara Cazzola, head of research di Hedge Invest SGR, per capire come viene gestita un’eventuale crisi di liquidità negli hedge fund.

“Per l’anno prossimo ci aspettiamo uno scenario di stagflazione: quest’anno la crescita globale ha già toccato i massimi livelli e ci aspettiamo una crescita dell’inflazione”. Hedge Invest ha sviluppato diverse metodologie per gestire la liquidabilità dei fondi alternativi. Prima di tutto è dotata di un ufficio di risk management che è indipendente dal comitato investimenti e risponde direttamente al CdA. Il risk manager presenta mensilmente al comitato esecutivo uno snapshot dei portafogli multimanager, indicando la percentuale di portafoglio liquidabile nei termini offerti agli investitori. “Questo permette al comitato di essere costantemente aggiornato sulla pronta cassa e calcolare i giorni di settlement per rispondere tempestivamente ad un eventuale drawdown di mercato e alle eventuali richieste di riscatto dagli investitori”.

Già prima del 2008, Hedge Invest aveva sviluppato un tool proprietario per il monitoraggio del rischio liquidità, che fa parte di un software di risk management che oggi viene utilizzato da tutti gli uffici, non solo dal risk manager stesso, ma anche da back office, front office e dagli uffici di marketing per estrarre eventuali dati di perfomance attribution. 

“Investiamo in fondi con liquidità mensile, settimanale o giornaliera. Investiamo in strategie hedge, ma nel caso in cui troviamo la stessa soluzione d’investimento in formato UCITS preferiamo quest’ultima”, spiega la manager. “Siamo disposti ad accettare condizioni di liquidità più onerose solo nel caso in cui una minore liquidità sia necessaria per garantire l’efficienza della strategia, come nel caso dei fondi che operano sul credito strutturato o con approcci attivisti e di medio lungo termine. Abbiamo avuto sempre un forte bias per le soluzioni long/short equity e le strategie macro che rimangono le più liquide dell’universo degli alternativi”.

Hedge Invest inoltre, anche prima della crisi del 2008, ha sempre dato una grossa importanza all’analisi della liquidità dei sottostanti per evitare mismatch sull’effettiva liquidabilità dei portafogli sottostanti e in termini di riscatto offerti agli investitori. Il monitoraggio della liquidità viene fatto attraverso l’analisi dei risk report mensili e le newsletter dei fondi sottostanti. “Quello che per noi rimane molto importante è la trasparenza della gestione”.

Quindi…quali prodotti preferire?

Nell’universo dei fondi alternativi, la riduzione della liquidità in circolazione legata al passaggio da QE a QT da parte delle Banche centrali favorirà alcune strategie come quelle macro che potranno a beneficiare di trend interessanti, come la normalizzazione dei tassi d’interesse. “Per quanto riguarda l’azionario ci aspettiamo una volatilità più alta, di cui si sono già visti episodi in febbraio e ottobre. Pertanto cerchiamo di privilegiare fondi long/short con approccio più tattico e opportunistico che possono beneficiare di uno scenario meno statico sull’equity. Per quanto riguarda il mondo bond preferiamo strategie con bias ribassista”, conclude Sara Cazzola.

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