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Citarella (HSBC AM): “Sui rebates? Meglio guardare al mercato israeliano”


Nuove strategie SRI e passive pronte al lancio. HSBC Global AM, la società del Gruppo HSBC, offrirà nuove opportunità d’investimento adatte alle esigenze dei suoi clienti. A spiegarlo a Funds People è lo stesso Roberto Citarella, managing director della branch italiana. Con oltre 50 fondi distribuiti alla vendita, sia per la clientela retail che istituzionale, e 5 miliardi di AuM nel Belpaese, la società fa un bilancio dell’anno che sta per concludersi e lavora a nuove tipologie di soluzione. “Credo sia la volta buona delle strategie SRI”, dice Citarella. “Abbiamo già lanciato alcune strategie su altri mercati ma presto porteremo in Italia un paio di soluzioni interessanti: una global equity low carbon emission e una global bond low carbon emission che si concentrano sulle società più virtuose in tema di emissioni di carbonio”. Il tema d’altronde è caldo e i risparmiatori mostrano sempre più interesse a investire su un’economia che ha a cuore l’ambiente.

L’altra novità riguarda invece i prodotti passivi. Già prima dell’estate HSBC aveva quotato a Piazza Affari cinque dei suoi 30 ETF. Adesso però lavora ad una serie di strategie da portare in Italia, con visione MiFID II compliant. “Con l’arrivo della nuova normativa credo che i passivi entreranno sempre più nell’asset allocation. Già adesso molti fund buyer cominciano a vedere gli ETF come una scelta tattica, utile a creare un portafoglio diversificato. La quotazione dei nostri primi ETF su Borsa italiana è stata un primo assaggio. Non facciamo però né prestito titoli né replica fissa. Il mercato continuerà a crescere per questo stiamo lavorando per lanciare queste strategie passive , che non significa solo ETF”. Tanto più se sia l’attivo che il passivo sono due elementi necessari nella gestione. “Non esiste un vincitore o un perdente, sono entrambi strumenti validi in base al loro utilizzo, la strategia passiva ad esempio è necessaria per cercare di avere soluzioni meno costose. Ma più il mondo dei passivi cresce più gli attivi generano alpha”, spiega l’esperto.

Il mercato italiano in vista di MiFID II

“La nostra visione? riteniamo che nel mondo dell’asset management ci sarà una riduzione dei ricavi”, afferma Roberto Citarella in merito all’arrivo prossimo di MiFID II. Secondo l’esperto con la direttiva in Italia si crea un affollamento e bisognerebbe accorciare la catena tra produzione e distribuzione. “I player che sono sul mercato da vari anni avranno un vantaggio competitivo non indifferente perché sono abituati a logiche di pricing: in Italia i distributori tirano il collo ai produttori, negli altri mercati non funziona così”, spiega il direttore della branch.  Ad ogni modo MiFID II non riguarda solo i costi. “Gli investitori non devono guardare tanto al costo ma alla qualità, alla trasparenza e al servizio”, precisa. “Oggi non siamo pronti perché c’è stata un’educazione finanziaria delle reti e delle banche differente, dove alcuni costi sono stati celati all’interno di un involucro impacchettato e con un prezzo complessivo. Fare una battaglia sul costo però porta l’industria a impoverirsi. L’importante è parlare di qualità, perché non tutte le reti offrono la giusta qualità al giusto prezzo”.

Insomma l’idea è che le logiche di distribuzione col tempo cambieranno, soprattutto se si cerca di avere delle strutture prive di conflitto d’interesse. “Personalmente cito sempre, come compromesso tra il modello sui rebates inglese e il nostro, il mercato israeliano. Loro hanno fatto la scelta intelligente: i fondi esteri, sia azionari che obbligazionari, hanno per legge un tetto massimo di retrocessioni. Se il guadagno dei consulenti è sempre la stesso per qualsiasi prodotto, è facile che al cliente venga proposta davvero l’offerta migliore”. In un mondo che si divide tra distribuzione con o senza rebates, forse la scelta più saggia da fare, secondo il direttore generale di HSBC Global AM in Italia.

Bilancio di un anno positivo

Il business di HSBC è soprattutto concentrato sul ramo istituzionale: “quest’anno è stato decisamente soddisfacente - dice Citarella - abbiamo vinto quattro mandati e ci siamo concentrati soprattutto su strategie multiasset total return che oggi nel mondo assicurativo sono le più richieste”. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario i clienti si sono concentrati su “strategie flessibili come soluzioni income con rendimenti più alti”, continua il managing director, mentre sul fronte azionario il trend individua l’equity Asian Japan. "Gli investitori sono alla ricerca di nuove opportunità di investimento in grado di fornire un interessante dividend yield, offrendo al tempo stesso il potenziale per generare plusvalenze nel lungo termine. L’Asia e i mercati emergenti stanno diventando sempre più interessanti, con una doppia velocità di crescita rispetto al resto del mondo e delle valutazioni più basse rispetto ai mercati americani ed europei”.

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