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Cina, tre cambiamenti e un congresso in atto


Nelle ultime settimane la Cina è tornata sotto i riflettori del mondo. Il Paese ha appena comunicato tre importanti notizie, che potrebbero essere i primi pezzi di quello che i gestori obbligazionari di Fidelity in Asia, come Bryan Collins, chiamano “puzzle cinese”. Ma quali sono i cambiamenti?

1. Fine del limite ai mandati presidenziali.

“Ciò significa che il presidente e il vicepresidente possono rimanere al potere per più di dieci anni. Questo cambiamento proposto è un'altra dimostrazione dei pieni poteri che Xi ha ottenuto nel Partito comunista cinese, che creano un background politico stabile per continuare le riforme. Ciò indica indirettamente che Xi rimarrà probabilmente in carica fino a dopo il 2023, il che consentirà al governo di adottare una prospettiva a più lungo termine su politiche e regolamenti, nonché riforme più profonde. Dall’altra parte, adesso il "rischio di persona chiave" si è stabilito pesantemente in Cina, una delle maggiori potenze economiche e politiche del mondo ", spiega Collins.

2. Liu He potrebbe diventare il nuovo governatore della banca centrale cinese.

Liu potrebbe diventare governatore della Banca popolare cinese e vice primo ministro del Consiglio di Stato, assumendo il controllo dell'economia e del settore finanziario del Paese. La sua influenza sull'economia e sul settore finanziario in Cina consentirebbe un approccio più globale e porterebbe a riforme nel settore finanziario con ripercussioni macroeconomiche. Inoltre, la banca centrale cinese potrebbe evolvere da "esecutore di politiche" a "disegnatore di politiche" più efficace.

"Attualmente, Lui He è direttore del Central Leading Group, il laboratorio di idee economiche di Xi e la forza trainante delle riforme strutturali dal 2013. Se Liu diventerà il nuovo governatore della banca centrale cinese, speriamo venga mantenuta la regolamentazione finanziaria restrittiva, mentre le politiche monetarie e dei tassi di interesse dell'istituto sarebbero probabilmente neutrali ma flessibili e accoppiate con la salubre crescita economica, seppur in calo, del Paese ", sottolinea.

3. Anticipata la terza assemblea plenaria del XIX congresso del Partito Comunista

"Questa è la prima volta che la Terza assemblea plenaria si celebra così presto e poco prima dell'Annual National People's Congress agli inizi di marzo. Riteniamo che questa sessione si concentrerà sui cambiamenti di posizioni dirigenziali in varie agenzie governative come la banca centrale, la Commissione per la regolamentazione del settore bancario, la Commissione per la regolamentazione del settore delle assicurazioni e la Commissione per il mercato dei valori... e forse anche di più. Ciò potrebbe aiutare ad affrontare il problema dei quadri normativi frammentati in diversi sottosettori finanziari e potrebbe emergere la figura di un super-regolatore", conclude Collins.

Cosa aspettarsi invece dal National People’s Congress?

I lavori dureranno circa due settimane e forse oltre, ma dal 5 marzo, giorno di apertura dell’annuale congresso, sono stati inviati forti messaggi riformisti. Come spiegano gli esperti di Amundi “la priorità principale è quella di passare dal taglio della capacità in eccesso in programma lo scorso anno al miglioramento e all’apertura, anche se continuerà il processo di riduzione dell’indebitamento finanziario”. Gli analisti poi danno qualche dato:  “per quanto riguarda gli obiettivi di quest’anno, la crescita dovrebbe aggirarsi attorno al 6,5%. Il posizionamento monetario rimane neutro, ma sembra leggermente meno restrittivo. Il posizionamento fiscale probabilmente non si è inasprito tanto quanto suggeriscono i titoli dei giornali, con titoli di Stato speciali per un valore di 1.350 miliardi di renminbi non conteggiati nel deficit del 2,6% che avevano lo scopo di mitigare l’impatto di una disciplina rigorosa sui finanziamenti dei governi locali e sui progetti PPP. Per quanto riguarda la riduzione dell’indebitamento finanziario, per la prima volta è stato fissato un obiettivo per mantenere il Macro Leverage Ratio più o meno stabile, obiettivo che non appare troppo aggressivo. Inoltre, la Cina intende aumentare le spese per la ricerca e lo sviluppo e di portarle al 2,16% del PIL”.

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