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Chi si assicura la gestione delle grandi famiglie


 Individuare una lista di family office in Italia non è semplice. “I dati non sono attendibili dato che non esiste un censimento dei family office, considerando che molte di queste sono strutture piccole e informali, non vogliono pubblicità e la famiglia che c’è dietro vuole la riservatezza più totale”, spiega Marco Oriani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università Cattolica di Milano. Continua: “quello che si riesce piuttosto ad avere è un’idea sui multi family office, ovvero quelli che aprono il loro capitale a più famiglie”. Come il caso di Secofind SIM, storico family office presieduto da Elena Zambon, l’intermediario Banca Finnat o CFO SIM. 

Ai primi posti nella lista dei family office più rilevanti si trovano anche Tosetti Value SIM (4 miliardi di patrimonio), Gruppo Fiduciaria Orefici (supera il miliardo), GWM, Aletti Montano, il family office della famiglia De Agostini. Le prime tre strutture di family office (Unione Fiduciaria, Tosetti Value SIM e Argos) detengono il 31,6% del mercato private gestito dai family office e il 2,6% del mercato private servito. Spesso i multi family office sono di matrice bancaria o sono legati a qualche società fiduciaria che crea una struttura che deve interfacciarsi con le famiglie. Del resto i ricchi in Italia crescono. Il dato emerge dal World Wealth Report 2014 di Capgemini e di Rbc Wealth Management. Secondo l’analisi, infatti, il Paese si sta avvicinando, per numero di grandi ricchezze, ai livelli pre-crisi. Nel corso del 2013 il numero degli High Net Wealth Individual, ossia coloro che dispongono di più di un milione di dollari al netto dell’abitazione principale, collezioni e beni di consumo durevoli, in Italia ha mostrato un trend di crescita superiore a quello europeo. Lo studio indica che a fine 2013 gli individui con un alto patrimonio netto erano 203.200 contro i 175.800 del 2012: una crescita del 15,6% rispetto al +12,5 medio europeo. E il nuovo provvedimento al mercato sulla dichiarazione volontaria dei capitali nascosti al Fisco (la voluntary disclosure) potrà far lievitare ulteriormente il numero dei super ricchi.

 

Nuove strutture

Anche per questo, “per puntare sui clienti con grandi disponibilità negli ultimi anni alcuni gruppi bancari italiani hanno creato strutture di family office”, spiega Marco Mazzoni, a capo di Magstat. Il gruppo Unicredit ha costituito Cordusio SIM Advisory & Family Office (quasi 2 miliardi di patrimonio), mentre il gruppo MPS e Banca Ipibi hanno strutturato divisioni interne dedicate ai servizi tipici del family office esclusivamente per i patrimoni top. 

Lo stesso dicasi per Banca Sella che ha costituito Family Advisory SIM Sella & Partners (circa un miliardo). Molte tra le principali istituzioni finanziarie come UBS e Goldman Sachs hanno creato gruppi per sostenere i loro consulenti nella fornitura di servizi di family office in modo da renderli veri e propri uffici di multi family office tanto che più di un consulente finanziario finisce per autoproclamarsi tale. Secondo Linda Mack, presidente di Mack international, “l’industria è in crescita. La nascita di nuove realtà viene da società di revisione, società di pianificazione finanziaria, consulenti di investimento, spin off di squadre di manager di banche private e piattaforme di gestione patrimoniale tramite agenti o mediatori, nonché di spin off squadre società di gestione degli investimenti, che avviano piattaforme multi-familiari di consulenza in assenza di conflitto di interesse per i loro clienti”.

 

Il mercato in Italia

Secondo l’ultima indagine di Magstat, il numero delle strutture che offrono servizi di family office in Italia è di 120 unità con asset under advisory pari a 56 miliardi di euro. In Italia, l’ultima in ordine di tempo è l’operazione condotta da CFO SIM che ha acquisito l’intero capitale di Ubi Gestioni Fiduciarie SIM, espandendo il suo posizionamento sul mercato italiano nel settore delle fiduciarie di gestione. 

A seguito di questo, la ex-controllata del gruppo Ubi banca, seconda fiduciaria di gestione italiana per masse gestite, con una quota di mercato del 27% (prima per dimensione media della clientela) ha cambiato la propria denominazione in CFO Gestioni Fiduciarie SIM: continuerà a svolgere la propria attività in autonomia presso l’attuale sede di Brescia, con lo stesso team di gestione dedicato ai clienti. Con questa iniziativa, CFO SIM ha aumentato il proprio posizionamento sul mercato italiano.“Svilupperemo l’attività fiduciaria non solo in occasione della procedura di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero, ma anche come strumento di gestione della riservatezza”, ha detto Andrea Caraceni, ad di CFO SIM, che delinea lo sviluppo della società in tre direzioni: territoriale, di masse e clientela. Dice Mazzoni che “la maggior parte delle strutture di family office ha optato per la forma giuridica di società di capitali mentre 23 strutture di family office indipendenti hanno ritenuto necessario restare studi associati”. 

Se classifichiamo i family office in base all’azionariato, ci sono quelli di proprietà di una sola famiglia, quelli di proprietà di più famiglie, quelli di proprietà di un gruppo di professionisti indipendenti (consulenti, legali, commercialisti) ed infine quelli appartenenti ad una banca o una istituzione finanziaria. Continua: “se analizziamo le strutture in base agli azionisti i family-office si dividono in tre tipologie ben distinte: Single family-office detti anche dedicated family-office oppure family office interno. Offrono servizi a una sola famiglia che è anche l’unica proprietaria della struttura. In Italia ne abbiamo censite 18 (al 31 dicembre 2013). I Multi family-office offrono servizi a un gruppo di famiglie che possono essere o no azionisti della struttura. In Italia ne abbiamo censite 29. Infine, gli Independent family-office detti anche Multiclients family-office, gestiti da soggetti esterni alle famiglie. In Italia sono 73”.

 

Il trend dei family office 

Stanno tutti accelerando sul fronte dell’innovazione e puntano a offrire sempre più servizi personalizzati in un mercato che si è fatto molto competitivo. La tendenza dei family office in Italia è essere sempre più 'glocal' nel senso che queste strutture investono globalmente in tutto il mondo, hanno una presenza locale nel Paese di origine dei clienti e mettono a disposizione una struttura di supporto nei loro Paesi di residenza fiscale. 

L’industria si dividerà pertanto in strutture mono o multinazionali, ovvero che seguono clienti di singole o svariate nazionalità, e mono o multiresidenti, cioè che seguono famiglie solo in un Paese o in tutti i Paesi di residenza fiscale dei componenti familiari. Diventeranno importanti i servizi di trust, assicurativi e previdenziali, per creare e gestire una rendita o un capitale nel medio lungo termine. La conservazione dei patrimoni di famiglia assumerà un’importanza sempre maggiore. Ci sarà quindi una concentrazione del mercato sulle strutture più grandi e più efficienti, quindi meno costose, e su quelle regolamentate, ovvero controllate dalle autorità di vigilanza dei singoli Paesi più trasparenti e sicure, nonché di quelle con la forma giuridica di intermediario finanziario/assicurativo (in Italia banche e SIM) che possono controllare meglio e in modo meno costoso i flussi finanziari e i processi di investimento della ricchezza. 

Secondo gli esperti sul mercato, il family office che fanno solo consulenza, oggi predominanti in Italia, si aggregheranno ad altri che fanno anche gestione oppure si specializzeranno su tematiche non strettamente legate agli investimenti. Infine sui mercati emergenti, il family office potrebbe incrementare nuove linee evolutive legate allo sviluppo di un nuovo modo di vivere e di gestire la propria ricchezza. Non è detto che la creazione e la conservazione del capitale sia l’obiettivo dei nuovi ricchi, che potrebbe essere affiancato o soppiantato da nuove finalità, ad esempio il tenore e la qualità di vita, la filantropia o la ricerca scientifica. Conclude il professore Marco Oriani: “nell’industria il principale driver è una maggiore enfasi sulle strutture di multifamily office per poter condividere dei costi, una minore enfasi sulla componente finanziaria rispetto alla consulenza non finanziaria. Infine il family office è diventato molto spesso un cliente istituzionale di intermediari bancari dato che ha una forza contrattuale molto elevata”. 

 

Chi è chi nel family office Italiano

PAOLA PILI

AMMINISTRATORE DELEGATO

3P SIM

 VITTORIO  CAVALCANTE

PRESIDENTE

81 SCF

BRUNO LUCCHESI E ANTONIO  SPALLANZANI

SOCI FONDATORI

ABS CONSULTING SIM

FRANCESCO ALETTI  MONTANO

FONDATORE E AD

ALETTI MONTANO & CO

MARCO DE PASCALIS

PRESIDENTE

AMARANTO SIM

RICCARDO AMBROSETTI

PRESIDENTE E FONDATORE

AMBROSETTI AM SIM

MAURIZIO G. ESENTATO

CEO E SOCIO FONDATORE

CLASSIS CAPITAL SIM

LUCIANO  MARINELLI

PRESIDENTE

COMOI SIMS SPA

CESARE  ARMELLINI

PRESIDENTE E AD

CONSULTIQUE SIM

GIUSEPPE DE MARCO

PRESIDENTE

CORDUSIO SIM  ADVISORY

ANNA  BELFIORE

DIRETTORE GENERALE

DE AGOSTINI FAMILY OFFICE

DORIANO DEMI

AMMINISTRATORE DELGATO

FAMILY ADVISORY SIM SELLA & PARTNERS

MARIO  BAROZZI

AMMINISTRATORE DELEGATO

IDEA CAPITAL  FUNDS SGR

JACOPO CECCATELLI

PRESIDENTE

JCI CAPITAL LTD

ISABELLA SERÀGNOLI

PRESIDENTE

MA.IS. SPA

MARCO  BASILE

RESPONSABILE

MB CONSULTING FAMILY OFFICE

MANUELA MEZZETTI

FONDATRICE E AD

MEZZETTI ADVISORY GROUP SRL

FRANCESCO FANTI

RESPONSABILE

MONTEPASCHI  FAMILY OFFICE

EMANUELA MUSCI

PRESIDENTE

S&O MULTIFAMILY OFFICE

MARIA LEDDI

PRESIDENTE

SCM SIM

ELENA ZAMBON

PRESIDENTE

SECOFIND SIM

MATTEO CERRI

CEO E FONDATORE

THE FAMILY  OFFICER GROUP

DARIO TOSETTI

PRESIDENTE A AD

TOSETTI VALUE  SIM SPA

OSCAR D'INTINO

DIRETTORE GENERALE

UBS GLOBAL  FAMILY OFFICE

GIANFRANCO CLARIZIO

PRESIDENTE

AMU INVESTMENTS SIM

MARCO  BOLOGNESI

PRESIDENTE

ARGOS SPA

MASSIMILIANO CAGLIERO

AMMINISTRATORE DELEGATO

BANOR SIM

GABRIELE CORTE

RESPONSABILE ITALIA

BSI EUROPE

ROBERTO DRAGO

PRESIDENTE

CAMPERIO SIM

ANDREA CARACENI

AMMINISTRATORE DELEGATO

CFO SIM

CARLO  VEDANI

AMMINISTRATORE DELEGATO

FIDUCIARIA  OREFICI SIM

ALBERTO MANZONETTO

AMMINISTRATORE DELEGATO

FOUR PARTNERS ADVISORY SIM

ROSARIO  CARLO RIZZO

PRESIDENTE CDA

GALILEO FINANCE SIM

MICHELE  MENNOIA

PRESIDENTE E FONDATORE

GECO SIM

RENZO MORETTI

PRESIDENTE

GLOBAL WEALTH ADVISORY SIM

SIGIERI DIAZ DELLA VITTORIA PALLAVICINI

PRESIDENTE  E FONDATORE

GWM (GLOBAL WEALTH MANAGEMENT)

MATTEO  MAMBRETTI

DIRETTORE GENERALE E SOCIO

MTG INDEPENDENT CONSULTING SERVICES

CARLO GENTILI

SOCIO FONDATORE E AD

NEXTAM  PARTNERS SIM

FRANCESCO DE ANGELIS

PRESIDENTE CDA

PRIVATE &  CONSULTING SIM

CLAUDIO RAIMONDI

SOCIO FONDATORE

R&P CONSULTING

NICOLA RUFFO

PRESIDENTE E AD

RUFFO & PARTNERS

ANTONIO RUOCCO

FONDATORE

RUOCCO & PARTNERS CONSULTING

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