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In quali società investono i gestori dei fondi PIR


Come ben sappiamo, da prospetto, i gestori dei fondi PIR devono investire almeno il 70% in strumenti finanziari emessi da aziende italiane o europee con stabile organizzazione in Italia. Ma che tipo di aziende preferiscono i fund manager dei PIR?

Il processo d’investimento di Ersel AM SGR si basa sulla ricerca di aziende leader di mercato o di segmenti di nicchia, con margini difendibili e potenzialità di crescita, anche tramite acquisizioni. “Fortunatamente, in Italia, esistono numerose aziende con queste caratteristiche, soprattutto tra le medio-piccole, e la nascita dei PIR potrebbe fungere da acceleratore nel processo di quotazione per tutte quelle che sono ancora alla finestra”, spiega Carlo De Vanna, gestore Fondersel PMI.

Le analisi di Zenit SGR sono prevalentemente di stampo fondamentale, vengono quindi selezionate, come titoli core del portafoglio, società ben patrimonializzate con buona redditività e flussi di cassa idonei a ripagare i propri debiti. “Un’attenzione particolare viene spesa nella valutazione del posizionamento strategico per stimare la resilienza del business alle varie dinamiche settoriali”, spiega Francesca Cerminara, responsabile bond e valute di Zenit SGR. ”Tatticamente vengono inserite anche aziende interessanti, ma spesso trascurate per problemi dimensionali, oppure società in uscita da momenti di crisi ma con strategie di rilancio credibili; le posizioni tattiche occupano naturalmente pesi di molto inferiori alle posizioni core”. 

Acomea SGR combina un processo di selezione di tipo quantitativo a uno qualitativo. “Cerchiamo di elaborare tutte le informazione finanziarie che ci permettano di definire il cosiddetto margine di valore di una società, che se inferiore rispetto ai prezzi di mercato creerebbe i presupposti per rendere attraente un investimento", spiega Giacomo Tilotta, european equity portfolio manager dell'SGR. "L’analisi qualitativa, svolta anche attraverso gli incontri con il management delle società, ci serve per verificare la solidità di un'azienda circa il suo modello di business, il suo vantaggio competitivo e le caratteristiche del mercato di riferimento". 

Le aziende 

“In generale, per le società che non fanno parte del FTSE MIB, preferiamo quelle che hanno una posizione di leadership nel loro settore o che rappresentano il made in Italy sui mercati esteri”, spiega Gabriele Montalbetti, gestore di Consultinvest SGR.

Il focus di investimento di Arca Fondi SGR, invece, si concentra prevalentemente su società industriali. “Questo perché l’Italia è la seconda industria manifatturiera europea ed una delle prime al mondo”, spiega Settimio Stigliano, head of italian equities della casa di gestione. “I criteri di scelta utilizzati si rifanno al profilo della società che emerge dal nostro attento processo di investimento, il quale prende in esame l’evoluzione del business, il posizionamento della società, le prospettive di crescita, la valutazione dell’azienda, ecc.”.

“Nell'universo dei PIR, nel settore industriale, Salini Impregilo è un nome che apprezziamo. Si tratta di una storia di ristrutturazione. Il management ha l'obiettivo di ridurre il profilo di rischiosità e migliorare la generazione di cassa, focalizzandosi maggiormente su aree con crescite più prevedibili e un profilo di riscossione dei pagamenti meno aleatorio (USA e Italia) oltre che riducendo la presenza in aree più rischiose come Middle East e Africa”, spiega Salvatore Cirino, gestore azionario Italia di UBI Pramerica SGR. “Nella tecnologia, invece, guardiamo favorevolmente Datalogic: leader globale nel segmento barcode readers e vision systems. La società presenta il grande vantaggio competitivo di essere l'unico player mondiale con esperienza e presenza significativa in due aree sinergiche, come automatic data capture e industrial automation”.

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