Che cosa può fare una società di gestione etica nella fase di ripresa dopo il lockdown?


Contributo a cura di Francesca Colombo, Responsabile Area Analisi e Ricerca ESG di Etica SGR

Durante la fase di grande incertezza e volatilità sui mercati generata dal Covid-19 il nostro mantra è stato “niente panico”, anche perché la nostra filosofia di investimento si è sempre basata su un approccio di lungo periodo, in cui il rendimento globale tende ad aumentare e le perdite a minimizzarsi e in cui si scelgono e premiano le società realmente sostenibili, che creano valore economico e sociale.

Terminata la fase acuta dell’emergenza Covid-19, sembra adesso tornare un po’ di stabilità. Ci si interroga su come le attività economiche possano ripartire e sui sostegni all’economia, ai lavoratori: è alta l’attenzione su ogni novità che abbia un impatto sui possibili sviluppi futuri (politiche monetarie, contributi per la ripresa, dati legati alla disoccupazione…).

Molti studi hanno dimostrato che, con mercati incerti, i fondi sostenibili e responsabili hanno una maggiore tenuta, e così è stato per i nostri fondi etici. Questo perché, ad esempio, non abbiamo mai investito nei settori petrolifero e minerario che, come abbiamo sentito in questi mesi, stanno affrontando una crisi mai vista prima.

Anche la nostra metodologia di selezione ESG EticApproach® e il calcolo del rischio finanziario combinato al calcolo del Rischio ESG mostrano come una buona selezione ESG a monte riesca a contenere il rischio finanziario legato all’investimento e permetta di renderlo più solido.

L’emergenza Covid-19 riguarda prima di tutto la società e poi l’economia e la finanza. Ha messo in luce numerosi elementi problematici di cui eravamo a conoscenza ma che oggi si impongono con maggior forza:

  • l’evasione fiscale, che mai come in questi giorni ci è apparsa in tutta la sua drammaticità, in relazione, soprattutto, alle necessità del settore sanitario;
  • la fragilità del lavoro nero;
  • la disuguaglianza sociale che porta ad una sempre maggiore povertà;
  • l’insufficiente investimento in infrastrutture digitali che limitano l’accesso a servizi e formazione, utili sia a lavoratori che a studenti.

Il coronavirus avrà delle conseguenze sulle scelte dei risparmiatori anche perché gli effetti della crisi economica saranno più lunghi e duraturi di quella sanitaria. Il tema del welfare, che comprende l’istruzione, la sanità, il sostegno alle fasce deboli della popolazione, è oggi un tema centrale e sentito da tutti.

La Commissione per la crescita e lo sviluppo guidata dall’economista premio Nobel Michael Spence ha scoperto che i miglioramenti delle infrastrutture, dello stato di diritto e la fornitura di servizi di base sono parte integrante di un’economia florida.

Occorrono investimenti in energie rinnovabili, mobilità sostenibile, efficienza energetica, solide partnership tra i settori pubblico-privato e iniziative di impact investing per la sanità pubblica e infrastrutture sociali, valorizzando i servizi alla persona, soprattutto di tipo socio-sanitario, e promuovendo l’innovazione digitale.

Una buona analisi ESG in realtà prende in considerazione tutti questi aspetti anche in “tempi normali”, come ha sempre fatto Etica Sgr. Gli investimenti ESG devono essere in grado di investire sul tema welfare andando, ad esempio, ad affrontare argomenti spinosi ma importanti come la giustizia fiscale. Siamo convinti, per esempio, che la trasparenza fiscale delle aziende aiuti la crescita.

A marzo 2020 Etica Sgr ha firmato la lettera degli investitori dell’OCSE per l’azione sull’erosione e lo spostamento dei profitti e sulla rendicontazione Paese per Paese (Country-by-Country Reporting) da parte delle aziende. La pubblicazione dei Report Country-by-Country da parte delle grandi aziende consentirebbe alle società di investimento l’accesso a informazioni critiche per prendere le decisioni più corrette quando si valuta la redditività di una società e il rischio finanziario Paese per Paese.

Il rischio enorme da evitare per la ripresa economica è credere che non ci sia tempo per pensare alla sostenibilità. Semmai è vero il contrario: deve essere la sostenibilità a guidare la ripresa affinché si evitino nuove crisi come quella Covid-19.

 

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