Cervellin (GAM): "Puntare sui trend demografici per evitare la trappola del breve periodo"


L’analisi dei trend demografici è indispensabile per immaginare il mondo di domani e sfuggire alla trappola dell’ottica di breve termine negli investimenti. L’invecchiamento della popolazione, caratteristica dei paesi sviluppati, interessa ormai anche gli emergenti, tra cui la popolosa Cina, con implicazioni a livello geopolitico e la nascita di nuovi consumi e abitudini di risparmio. A questo scenario si aggiungono la generazione dei baby boomer, che si affaccia alla pensione, mentre i Millennials fanno sentire il loro peso trasformando gli stili di consumo.

Pronti alla sfida dei trend demografici? È il titolo di una conferenza dell'edizione romana di ConsulenTia 2020 a cui ha artecipato anche GAM, un confronto per capire come gli asset manager si stanno preparando a questi mutamenti economici e sociali. 

Secondo Riccardo Cervellin, Amministratore Delegato di GAM Italia SGR, il dividendo demografico premia i paesi emergenti dove, se si contano anche i paesi in via di sviluppo, quasi il 90% della popolazione è sotto i 30 anni. In questi paesi, spiega Cervellin, “la crescita economica ha favorito la formazione di una corposa classe media che, con i suoi consumi, costituisce potente motore di sviluppo”. Secondo i dati di GAM, nel 2030 apparterranno alla classe media quasi 5 miliardi di persone, per oltre il 60% concentrati in Estremo Oriente e Asia del Sud. Milioni di persone andranno a popolare i grandi centri urbani, con ricadute sull’economia globale, e la classe media asiatica rappresenterà il 57% della spesa per consumi della classe media globale. In Cina e India nello specifico tale spesa crescerà mediamente al 6% fino al 2030, dato significativo se confrontato con la crescita dello 0,5% di Stati Uniti, Eurozona e Giappone.

Trend demografici: i settori su cui impattano

Ma quali sono le implicazioni per il mondo degli investimenti di questo cambiamento epocale? Su quali settori i trend demografici avranno l’impatto maggiore? “Le ricadute per gli investitori sono facilmente comprensibili e positive”, spiega Cervellin, “l’accesso di milioni di persone a redditi migliori continuerà a sostenere i consumi, anche quelli di lusso, teniamo conto anche dei Milennials e dei giovani della Generazione X”. Altro tema da tenere d’occhio è quello della sanità: “nel nord ricco del mondo siamo sempre più anziani, la spesa in cure mediche e assistenza non può che aumentare”, spiega. Infine c’è la tecnologia, “il settore “disruptive” che taglia trasversalmente tutti i settori definendo i winner, cioè gli innovatori, e i loser”, commenta Cervellin.

Molte opportunità ma anche rischi, legati soprattutto all’invecchiamento della popolazione: “nel 2030 l’aspettativa di vita dei cittadini europei di circa 90 anni”, spiega l’Ad, “ci saranno più anziani, saranno inevitabili le ricadute su economie, risparmi, investimenti, mercato del lavoro, pensioni, assistenza sanitaria”, osserva.

Italia: SOS liquidità sui conti  

Siamo al cospetto dunque di cambiamenti che hanno portata globale. Permangono però specificità locali, legate alle singole aree, tra queste l’Italia. “I risparmiatori italiani”, commenta Cervellin, “hanno paura a investire nel lungo termine, preoccupati per le molte fonti di incertezza”. Gli oltre 1.400 in liquidità fermi sui controcorrenti sono la conferma di questo timore diffuso tra gli italiani che “il futuro non è più quello di una volta”. Secondo Cervellin, un antidoto a questa situazione sono gli investimenti a lungo termine abbinati ad una maggiore educazione finanziaria.

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