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Cervellin [GAM (Italia) SGR]: “Bisogna educare l’investitore a guardare nel lungo termine”


Se c’è una cosa che il 2018 ha fatto capire agli investitori, con le sue forti e improvvise correzioni sui mercati, è che “accanto alla diversificazione, l’altro pilastro che regge la gestione del risparmio è il tempo, con il quale prima o poi si devono fare i conti”. È questo l’insegnamento di cui bisogna far tesoro, dopo un anno “disastroso ma paradigmatico” come lo descrive Riccardo Cervellin, amministratore delegato di GAM (Italia) SGR, che a ConsulenTia 2019 ha voluto proprio parlare di ‘lungo termine’.

Per esemplificare il concetto, l’AD prende in esame il caso della Borsa di Francoforte, la peggiore tra quelle europee nel 2018, penalizzata soprattutto dal settore auto. “Tuttavia”, spiega Cervellin, “se guardiamo al lungo termine, che nei fatti è l’unico orizzonte possibile per l’investitore, notiamo che nel decennio il listino di Francoforte ha più che raddoppiato il proprio valore, risultando essere la miglior borsa europea. È un ottimo esempio di cosa significhi la virtù della pazienza quando si tratta di risparmio”.

Puntare sull’educazione finanziaria
Saper aspettare, però, non è l’unico aspetto che caratterizza il profilo del buon investitore. “Negli ultimi anni”, sottolinea il responsabile, “gli italiani hanno accumulato nei conti correnti quasi un terzo della loro ricchezza finanziaria, circa 1.400 miliardi di euro virtualmente in cassaforte o sotto il materasso. La scelta della liquidità è costosa e inefficiente”. Si tratta di un chiaro indizio della paura di un futuro gravido di incertezze, di incapacità di guardare veramente al lungo termine e di quanto sia necessaria una solida educazione finanziaria. In questo senso, GAM sta lavorando da tempo con una serie di newsletter (‘L’Alpha e il Beta’ di Carlo Benetti, ‘l’Imprendipromotore’ di Enrico Florentino e ‘I soldi in testa’ di Paolo Legrenzi) messe a disposizione dei suoi partner e raccolte in tre comodi e-book.

“All’educazione dell’investitore a pensare nel lungo termine contribuiscono anche quegli strumenti che investono sui grandi cambiamenti epocali, i megatrend come le dinamiche demografiche o la rivoluzione digitale che ha già cominciato a trasformare le nostre vite”, commenta Cervellin. “Nei prossimi anni, la tecnologia costituirà il discrimine per la ricerca di ‘alpha’, individuare, cioè, quelle società che prima e meglio di altre sapranno gestire la transizione”. Un fenomeno trasversale a tutti i settori e che porterà a un ampliamento della diversificazione del portafoglio i cui risultati si apprezzeranno, appunto, solo nel lungo periodo.

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