Cerminara (Zenit SGR): “Il mercato non sta valorizzando una vera incertezza politica nel nostro Paese”


Sono trascorse poco più di sei settimane dalle elezioni politiche italiane, il cui esito ha da un lato rispettato in parte le previsioni circa una possibile vittoria del centrodestra, ma dall’altro han stupito per la falcata di M5S e Lega. In attesa di conoscere la nuova formazione di governo (nei prossimi giorni il presidente Sergio Mattarella dovrà decidere a chi affidare il pre-incarico o mandato esplorativo per sondare possibili maggioranze), Francesca Cerminara, responsabile bond e valute di Zenit SGR, commenta la reazione dei mercati all’attuale situazione politica.

Per quanto riguarda il mondo governativo, l’esperta commenta che a parte qualche piccola giornata di volatilità, lo spread Italia Germania sui tassi a 10 anni continua a scendere, arrivando oggi a quotare in zona 125 punti base. “Sembra che il mercato non stia valorizzando una vera incertezza politica nel nostro Paese e la motivazione risiede in due tipologie di fattori: uno più tecnico, che riguarda le manovre monetarie ancora in essere della BCE, e l’altro di stampo fondamentale”. Cerminara, infatti, ricorda che anche Fitch in una recente nota dove manteneva stabile il rating dell’Italia, ha messo in evidenza i miglioramenti economici del nostro Paese e gli aspetti strutturali positivi che vanta.

Diverso è, invece, l'andamento delle asset class più rischiose, come azioni e obbligazioni corporate (soprattutto high yield), tipologie di titoli non direttamente interessate dal quantitative easing, spiega Cerminara. “In questo ultimo mese abbiamo assistito a un deciso allargamento degli spread, probabilmente perché il mercato sta prezzando un rischio politico, non di natura elettorale ma legato alle politiche commerciali”. Una possibile guerra combattuta a suon di dazi tra Stati Uniti e Cina preoccupa per le possibili conseguenze che questa potrebbe avere sul conto economico delle aziende. Nonostante le volatilità, tuttavia, le valutazioni restano ancora molto buone e i fondamentali solidi. Tra l’altro, è stata la stessa amministrazione Trump di recente a rassicurare i mercati, sostenendo che gli accordi sono ancora in fase di negoziazione.

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