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Cattapan (Consultique): “Il cliente deve comprendere i rischi di un’allocazione troppo prudente”


Dove investire in questo scenario di mercato? Su quali strategie e asset class puntare? Sono tantissimi gli investitori che si stanno ponendo queste domande e altrettanti sono i consulenti chiamati a dare loro una risposta. “I bassi tassi di rendimento di qualsiasi attività potrebbero non rappresentare un’eccezionalità e una fase storica, bensì una nuova normalità”, sottolinea Andrea Cattapan, senior analyst Ufficio studi e ricerche Consultique SCF.

Di conseguenza, quando si costruisce un portafoglio è fondamentale tenere a mente questa probabile evoluzione del mercato. “In particolare”, prosegue l’analista, “è necessario essere coscienti, assieme al cliente, che per raggiungere alcuni obiettivi, finora ottenibili attraverso allocazioni in prevalenza obbligazionaria, si dovrà necessariamente pianificare e gestire con metodologie robuste la componente azionaria o altre asset class rischiose”.

L’investitore, specialmente italiano, infatti, tende a soppesare eccessivamente il rischio azionario che, ricorda Cattapan, con strumenti efficienti può essere gestito e diversificato, allocando in modo subottimale il proprio patrimonio. “Il non riuscire a raggiungere gli obiettivi del cliente a causa di un’allocazione troppo prudente, a nostro avviso, è il principale rischio che prevediamo da questa probabile nuova normalità dei mercati”, spiega.

Cosa vogliono gli investitori
Le richieste più frequenti raccolte da Consultique durante il 2019 sono state di vario tipo: “Da un lato, specie nella prima parte dell’anno, i clienti hanno continuato a riguardare la sicurezza e la tenuta relativa alla zona Euro, con l’esigenza quindi di trovare soluzioni ‘safe’ per gli asset patrimoniali”, commenta Cattapan. Sullo stesso filone, e viste le dinamiche degli ultimi anni in Italia, si sono inserite richieste di vedere allocato il proprio patrimonio su intermediari sufficientemente solidi e sicuri.

“Dall’altro lato”, continua l’esperto, “rimangono costanti le esigenze di ottimizzazione fiscale, una necessità che si rivela in questo momento particolarmente importante vista la contrazione dei rendimenti attuali e prospettici”. Un contesto, spiega Cattapan, che rende anche più difficile costruire portafogli ‘a rendita’, ossia capaci di generare flussi di cassa periodici che l’investitore richiede per le sue esigenze personali. “Una ‘fetta’ di clientela, inoltre, dopo un anno piuttosto positivo come quello attuale, chiede come poter consolidare i risultati, percependo (spesso dai media e dalle loro fonti informative) che vi è una tendenza al deterioramento della situazione economico-finanziaria”, aggiunge.

Discreto interessamento agli ESG
Recenti studi hanno sottolineato la particolare sensibilità dei risparmiatori italiani alle tematiche ESG. Una propensione che, tuttavia, non si traduce concretamente in investimenti in strategie responsabili. “Probabilmente è ancora troppo presto per fornire un giudizio su un trend che caratterizzerà l’industria del risparmio gestito nei prossimi anni e che rappresenterà un cambiamento strutturale nelle modalità di investimento”, anticipa l’analista di Consultique.

“Ciò che abbiamo visto da parte della nostra clientela è un discreto interessamento, in crescita negli ultimi mesi. Al momento, sulle decisioni di investimento socialmente responsabili dei singoli investitori potrebbe impattare negativamente la relativa confusione legata al concetto stesso di investimento sostenibile. Le strategie di investimento, infatti, sono numerose e non ancora totalmente note al grande pubblico”, commenta l’esperto. Da questo punto di vista, il ruolo del consulente potrebbe essere decisivo e concretizzarsi “nell’incrementare l’alfabetizzazione finanziaria dell’investitore anche su questo tema per permettere di raggiungere nel migliore modo possibile i suoi desiderata”, spiega Cattapan.

Un consiglio agli investitori
Quale che sia il contesto generale dei mercati, non vanno dimenticate le regole generali che dovrebbero guidare gli investimenti. “La tentazione di rincorrere il rendimento o la micro asset class ‘di moda’ normalmente porta ad avere risultati deludenti o anche ad aumentare in maniera significativa il rischio di portafoglio”, ricorda l’analista. “L’investimento è un processo, che passa attraverso la variabile ’T’ del tempo e che ha, quindi, bisogno di orizzonti temporali coerenti con gli obiettivi che si sono fissati inizialmente”.

Se la pianificazione strategica iniziale è stata ben fatta, continua Cattapan, bisogna attenersi al piano originario. “Se le performance sono state buone - ma varrebbe la cosa anche al contrario -, quello che si deve fare è ribilanciare i pesi delle asset class, garantendo quindi la diversificazione di portafoglio”, spiega. Questo, unitamente al fatto di avere portafogli poco costosi perché, continua l’analista, “i costi sono certi mentre il rendimento dei mercati è per definizione aleatorio. Warren Buffett diceva che ‘’investire è semplice, ma non è facile”. Le regole non sono difficili, ma occorre avere metodo, disciplina a pazienza”, conclude.

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