Carpenzano (AB): "Il reddito fisso è una scelta di investimento attuale"


Quali sono le prospettive per il reddito fisso in epoca di tassi bassi? In quali settori, aree geografiche e categorie di rating posizionarsi? Secondo Flavio Carpenzano, senior investment strategist per il Fixed Income di AllianceBernstein, il reddito fisso resta una scelta di investimento attuale e le opportunità non mancano. La capacità dei portafogli obbligazionari di abbinare l’income alla protezione del capitale rimane intatta, se supportata da un’attenta attività di selezione dei titoli da parte del gestore. E soprattutto per l’esperto di origini siciliane e basato a Londra bisogna partire dall’assunto che oggi più che mai la parola d’ordine è restare investiti: il costo opportunità di non partecipare ai mercati mantenendo elevate somme di liquidità sui depositi sarebbe troppo alto.

Banche centrali protagoniste

Il primo aspetto evidenziato da Carpenzano è il contesto di mercato in cui muoversi: “C'è una forte frattura tra quello che dice l'economia reale e quello che ci dicono i mercati. La ripresa a forma di 'V' che tutti si aspettavano non c'è stata, perché da qui in poi la ripresa sarà graduale e lenta con l'economia che tonerà ai livelli pre-Covid nel 2021. Ma una perdita in termini di output c’è stata e lascerà cicatrici e impatti di lungo termine”, spiega. I mercati però raccontano una storia diversa, con un rally che ha sorpreso per la rapidità. Un rialzo che per lo strategist è stato guidato da fattori tecnici: “In risposta alla crisi i Paesi hanno dovuto varare degli stimoli fiscali straordinari ma ciò è stato permesso dalle Banche centrali, che hanno avviato politiche monetarie espansive per rendere i debiti pubblici sostenibili. Per questo motivo i tassi resteranno bassi ancora a lungo e gli Istituti centrali continueranno a comprare titoli governativi e corporate sui mercati”, avverte Carpenzano. Di conseguenza secondo l’esperto di AllianceBernstein la scelta di restare investiti è d’obbligo: “il rischio di non investire è alto. Se ad esempio puntassimo sul cash perderemmo la possibilità di partecipare ad un rally dei mercati che continuerà, perché supportato da un comparatore di ultima istanza che sono le Banche centrali. Ma al tempo stesso bisogna restare cauti, evitando i titoli troppo rischiosi”, indica lo strategist.

Dove trovare valore

Quali sono le opportunità migliori in questo momento secondo lo strategist? “Puntiamo sul credito corporate europeo e Usa di alta qualità con rating ‘BBB’ e ‘BB’ e scadenze brevi perché offrono un rendimento aggiustato per il rischio migliore di quelle lunghe. Nella scelta dei titoli prediligiamo le società con bilanci solidi che consentono loro di superare il lungo periodo di bassa crescita economica che si profila all’orizzonte”, illustra Carpenzano. Tra i settori su cui focalizzarsi maggiormente ci sono le banche, che a differenza della crisi del 2008 godono di bilanci forti. “Dopo la crisi di Lehman le banche sono state spinte dal Regolatore a migliorare la solidità dei bilanci. Al contrario i titoli corporate e gli industrial negli ultimi anni hanno aumentato di molto l’utilizzo della leva finanziaria, e con essa il livello di indebitamento. Le banche sono dunque in una posizione di maggiore forza rispetto al passato e fino ad ora sono state in grado di navigare in una maniera più o meno ottimale la crisi del Covid”, spiega il gestore. “Se sul lato azionario stanno soffrendo, questo non accade sul fronte obbligazionario. Inoltre in Europa le banche sono al centro di un processo di consolidamento all’interno delle singole nazioni per creare un sistema più stabile”, insiste.

A questa parte del portafoglio investita nel credito corporate con l'obiettivo di generare income se ne affianca un’altra che punta a proteggere l'investimento da possibili downside dei mercati. La fetta maggiore di quest’ultima è occupata da Titoli di Stato USA. "I Treasury restano ancora il safe haven", afferma Carpenzano, "molti diranno che i tassi sono a zero e che quindi non assolvono più a questa funzione, ma noi non crediamo in questo. Ad esempio in Germania e in Giappone i titoli di stato hanno già avuto rendimenti negativi continuando ad essere considerati un rifugio. Certo per quanto riguarda i Treasury oggi è necessario prediligere le scadenze più lunghe, come quelle a 30 anni. Inoltre rispetto a investimenti di nicchia o all'oro il mercato dei Treasury rimane l'unico abbastanza grande e liquido per assorbire una domanda così alta di protezione da parte dei grandi investitori”, conclude l’esperto.

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