Carmignac, cosa aspettarsi dal 2018


Lo scenario economico caratterizzato da un ciclo di crescita sincronizzato a livello globale e da bassa inflazione non sembra destinato a durare. Sono di questo avviso gli esperti di Carmignac, che in occasione dell’International Media Conference che si è svolta il 23 gennaio a Parigi, hanno illustrato il quadro macroeconomico e le strategie di investimento per il 2018.

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), gli Stati Uniti dovrebbero crescere del 2,7% nell’anno in corso, mentre la crescita mondiale dovrebbe attestarsi intorno al 3,9%. Secondo Frédéric Leroux, global fund manager di Carmignac, le previsioni dell’FMI sono piuttosto ottimistiche. La casa francese prevede una crescita USA del 2% per il 2018. “Se questo scenario dovesse verificarsi, la crescita mondiale non raggiungerà il 4%. A nostro avviso, i primi segnali di rallentamento potrebbero manifestarsi già nei prossimi mesi”. La visione relativamente pessimistica sulla congiuntura americana è riconducibile a due fattori: una crescita modesta dei consumi delle famiglie e una crescita negativa degli investimenti in infrastrutture. Inoltre, aggiunge l’esperto, l’impatto della riforma fiscale americana sull’economia sarà limitato.

Guardando all’Europa, il gestore sottolinea come il contributo dei consumi e degli investimenti alla crescita del PIL reale è diminuito nel corso degli ultimi cinque trimestri, aumentando così la dipendenza della regione dalla crescita globale. Il fund manager esprime una preferenza per le società di qualità, ossia che presentano forti prospettive di crescita, elevati livelli di redditività degli investimenti e forte visibilità dei risultati economici, e con un basso livello di indebitamento

Il mondo del reddito fisso

“Nel 2018 potrebbe verificarsi un’inversione di tendenza sul mercato obbligazionario, anche se non prevediamo un mercato bearish”, afferma Rose Ouahba, head of fixed income di Carmignac. "Ogni Paese europeo ha beneficiato della ripresa economica. In termini generali, il differenziale di crescita tra la Germania e i Paesi del Sud Europa si è notevolmente ridotto”, dice l'esperta.

I Paesi emergenti sono stati i maggiori beneficiari della congiuntura globale positiva. “La diminuzione del differenziale di crescita tra le economie emergenti e quelle sviluppate, unitamente alla riduzione dell’inflazione, ha avuto effetti positivi sul differenziale dei tassi reali in favore dei Paesi emergenti”, afferma il gestore.

Ouahba individua tre fattori chiave per il 2018: la normalizzazione delle politiche monetarie, un contesto politico che di fatto favorisce la convergenza degli spread e il debito emergente che sta beneficiando della ripresa dell’attività economica globale. "Assisteremo ad una normalizzazione sincronizzata delle politiche monetarie della Fed, BCE e BoJ che porterà ad una diminuzione della liqudità in circolazione", dice il gestore. A questo proposito, il team di gestione ha aggiustato la duration del comparto Carmignac Patrimoine, che ad oggi è vicina allo zero. Inoltre, il team di gestione rimane long sull’euro e adotta un approccio selettivo sul debito emergente.

In termini di aree geografiche, Ouahba esprime una preferenza per Messico, Russia, Turchia e Brasile. “Il Messico presenta un disavanzo pubblico molto ridotto (vicino all’1% del PIL). Nonostante le elezioni politiche del primo luglio possano portare ad un governo più populista, i bond messicani presentano un ottimo rapporto rischio/rendimento. Stesso discorso per l’obbligazionario turco, che presenta un buon livello rischio/rendimento”, conlude Ouahba.

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