Caputo (J. O. Hambro): una strategia che incontra le necessità dei risparmiatori


Investire per ottenere reddito è sempre più complicato. Con l’avvio del processo di normalizzazione da parte delle Banche centrali e l'aumento dei tassi d’interesse è molto difficile trovare delle soluzioni d’investimento che possano ancora offrire dei rendimenti attraenti senza minacciare il capitale.

Giorgio Caputo, senior fund manager di JOHCM, ed il suo collega Robert Hordon hanno cominciato a lavorare su una strategia global income builder dal lontano 2012 con First Eagle Investment Management, per cui hanno gestito il fondo First Eagle Amundi Income Builder fino al 2016. “L’obiettivo è quello di ottenere income anche in uno scenario di mercato caratterizzato da bassi tassi di interesse”, spiega il manager, che aggiunge, “abbiamo notato che con l’invecchiamento della popolazione i nuovi pensionati non sapevano come investire i risparmi di una vita. C’era la necessità di trovare una soluzione che gestisse il rischio e che potesse fornire dei rendimenti sostenibili nel tempo”.

La strategia mira a generare un rendimento lordo pari al 4-5% ed investire nei titoli con margine di sicurezza; il gestore investe sia in azioni (40-65% del portafoglio) sia in obbligazioni (35-60%) seguendo un approccio bottom-up. “Mi piace definirlo un endowment style fund: un fondo che deve provvedere sia ai bisogni correnti del risparmiatore sia a quelli futuri, bilanciando protezione del capitale e ritorni nel medio lungo periodo. Compriamo titoli a livello globale scontati. Possiamo trovare stocks con elevato margine di sicurezza anche quando le valutazioni sono care. Ad esempio, all’inizio del 2018 le utilities americane hanno perso oltre il 10% e sono diventate un settore più attraente”, spiega Caputo. “Siamo cauti nell’investire troppo nel settore finanziario perché la nostra strategia è molto conservativa”. 

Processo di valutazione

“Per ottenere un appropriato margine di sicurezza cerchiamo di investire con almeno il 20% di sconto rispetto al nostro calcolo del valore dell’impresa”, afferma Caputo. “Quando investiamo in titoli a reddito fisso con ampio margine di sicurezza, siamo convinti del nostro investimento. I bond, per definizione, forniscono un ritorno e quindi possiamo prevedere a priori il nostro potenziale guadagno, da reinvestire per valutare nuove opportunità, evitando investimenti troppo rischiosi”. 

Il team Multi-Asset di J. O. Hambro è composto da cinque professionisti, i quali hanno maturato una forte esperienza nel settore sia del credito sia azionario. Il fondo First Eagle Amundi Income Builder, commercializzato da Amundi, ha avuto un enorme successo in Italia. Per il colosso francese, infatti, è stata una delle strategie che ha raggiunto il maggior successo a livello globale.

La squadra di J. O. Hambro investe soprattutto nei Paesi sviluppati con un alto margine di sicurezza. “Investiamo anche nei mercati emergenti, ma preferiamo aziende quality con cash flow sostenibili”, spiega il manager. “Per la nostra strategia è molto importante cercare aziende con dividendi stabili nel tempo. Ciò potrebbe evitare interruzioni di reddito, aspetto cruciale per i nostri investitori. Cerchiamo di evitare la situazione nella quale un titolo perde il suo diritto al dividendo e ciò potrebbe condurre ad un drawdown del prezzo, minacciando i due obiettivi del fondo, ovvero il reddito e la crescita del capitale. Per questo motivo, infatti, vogliamo evitare la leva finanziaria ed operativa, la volatilità, basse barriere all’entrata e deboli cash flow”. 

"È molto importante investire in società con alte barriere di ingresso in quanto esse riescono a sostenere la stabilità del prezzo nel tempo”. Durante il processo di due diligence e selezione degli investimenti ogni portfolio manager e analista si focalizza su una singola azienda. In fase successiva, quest’ultimo presenta i risultati al team che a sua volta assegna un punteggio dettagliato. “Manteniamo una watch list costituita da circa 150-200 società, in modo da avere diverse opportunità di investimento della liquidità”, conclude Caputo.  

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