Capital Group, come trovare i vincitori di fine ciclo


Dei tre rischi per il 2019 individuati da Capital Group alla fine dello scorso anno (restringimento della politica monetaria da parte delle principali Banche Centrali, guerra commerciale e situazione del debito USA), i primi due hanno subito negli ultimi due mesi un relativo raffreddamento, con il cambio di atteggiamento della Fed, tornata decisamente dovish, e l’avvio verso una soluzione di compromesso, seppur non definitiva, tra Stati Uniti e Cina sul tema dazi. “Continua a preoccuparci molto”, afferma Martyn Hole, investment director di Capital Group, “il livello di debito raggiunto dalle aziende americane, con molte realtà con merito di credito al confine inferiore del comprato Investment Grade che potrebbero avere dei problemi di stabilità in caso di ingresso in una fase recessiva”.

Non è questo però lo scenario di base dell’asset manager statunitense, che nell’outlook presentato a Milano ha voluto sottolineare come permanga una consistenza degli utili per azione negli USA, sebbene l’attuale livello di 15,3x costituisca un peggioramento rispetto al recente passato. “Una quota però tale”, sostiene Hole, “da lasciar prevedere storicamente una performance annualizzata del +7% in un’orizzonte di 3-5 anni per il comparto azionario".

Capital Group, P/E USA

Il contesto di investimento descritto dall’investment director di Capital Group è caratterizzato da dati di crescita che si confermano positivi per gli Stati Uniti, “ma con previsioni preoccupanti”. “Alla luce del livello di disoccupazione più basso in 49 anni, dell’accelerazione della crescita dei salari, dell’incremento delle pressioni inflazionistiche e della politica monetaria della Fed”, spiega Hole, “possiamo ormai senza dubbi dire che gli USA sono entrati in una fase avanzata del ciclo, come confermato da una pluralità di indici previsionali. Le economie sviluppate sembrano trovarsi o avvicinarsi ad una fase avanzata, mentre la situazione dei mercati emergenti è più eterogenea”.

Capital Group, Ciclo economico

Se a pesare sull’andamento degli emerging markets sarà principalmente la cresita cinese, “per cui guardiamo positivamente”, afferma l’investment director di Capital Group, “alle misure di stimolo varate da Pechino”, per l’Europa il fattore di maggior freno è rappresentato dalle turbolenze politiche e dall’avanzata del populismo. Gli investitori dovranno perciò essere particolarmente cauti in vista delle elezioni europee di maggio 2019, “in cui i partiti populisti nazionali in tutta Europa potrebbero sovvertire i partiti tradizionali”. “Investire in modo selettivo sarà essenziale, sia per quegli investitori più focalizzati sulla crescita sia per chi predilige un approccio difensivo”, conclude Hole.

Capital Group, CrescitaCapital Group, Difensivi

Fonte: Grafici tratti dall'Outlook 2019 di Capital Group.

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