Capeccia (Azimut): “Non voglio essere etichettato come gestore value o growth”


Azimut Dinamico è un fondo flessibile, con rating Consistente Funds People 2018, da oltre 19 anni gestito da Alessandro Capeccia. “Quando sono arrivato in Azimut, il fondo investiva soprattutto in obbligazioni e azioni italiane”, spiega Capeccia, fund manager di Azimut Capital Management SGR. 

Oggi, invece, il fondo è costituito da tre anime: 

  • la parte azionaria che si basa su un’accurata analisi bottom-up delle aziende europee;
  • la parte obbligazionaria, che rispetto a un tempo non investe più solo in titoli di Stato italiano ma è caratterizzata da un’ampia diversificazione degli strumenti a reddito fisso, come corporate bond e obbligazioni perpetue;
  • la parte di merger arbitrage. “Abbiamo aggiunto questa strategia, per introdurre un elemento di decorrelazione di portafoglio”.

Azionario

“Se all’inizio si analizzava titolo per titolo in modo per così dire “artigianale”, ora, grazie all’evoluzione informatica, si possono fare analisi molto più ampie e complesse”, ci racconta Alessandro Capeccia. L’analisi fondamentale viene fatta sulla base di una serie di dati quantitativi sulle società europee provenienti da diversi broker. “Sulla base di questi dati alimentiamo il nostro database proprietario e facciamo un’attenta analisi titoli per titolo sulla base di criteri tradizionali come la valutazione dei multipli o valutazioni assolute come il discounted cash flow e ritorni sul capitale”, spiega il gestore. 

Di tutti questi dati viene fatto uno screening di valutazione omogeneo. “Con l’esperienza, ci siamo resi conto che gli analisti, tipicamente, sono sempre positivi sul lungo termine e tendono a dimenticare gli effetti ciclici”. Il gestore fa uso di dati di mercato e stime di bilancio. “Per esempio siamo stati tra i primi a valutare il capitale (TIER 1) nell’analisi dei titoli bancari”. 

Nell’asset allocation, la componente azionaria negli ultimi vent’anni ha avuto delle oscillazioni da un massimo del 60% a seguito della ripresa post torri gemelle a un minimo del 7% nel 2007. “Negli ultimi anni abbiamo inserito anche delle valutazioni sulla base di modelli multi fattoriali: non ci fermiamo solo al valore fondamentale del titolo”, spiega Capeccia. Il criterio che ne consegue quindi, è un criterio completo, non solo value ma anche sulla base della crescita degli utili. “Valutiamo diversi fattori: EPS momentum, EPS revision, dividend yield, livelli di volatilità etc.. Diamo diversi pesi a seconda delle fasi di ciclo economico e di mercato, mantenendo sempre un equilibrio tra i fattori. Non ho mai voluto essere etichettato come gestore value o growth”.

Obbligazionario

Per quanto riguarda la parte obbligazionaria il gestore fa uso di titoli con duration molto contenute (massimo 3 anni, anche se al momento sono più vicine a un anno). “Preferiamo titoli corporate (non finanziari), dato che i governativi danno rendimenti negativi”. 

Merger arbitrage

La strategia di Merger arbitrage, introdotta nel fondo, si basa su offerte pubbliche d’acquisto post annuncio (deal già annunciati) a differenza dell’event driven che include anche titoli oggetto di potenziali offerte pubbliche. “Abbiamo deciso di inserire questa strategia in portafoglio perché offre rendimenti decorrelati molto interessanti a livelli di rischio contenuti. Al momento abbiamo un’esposizione del 15-20% su questa strategia”, conclude il gestore.  

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