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Cambiamento climatico: una nuova sfida


Qualche mese fa, nel corso del World Economic Forum è stato lanciato l’allarme riguardante le emergenze ambientali come fonti di rischio per gli asset finanziari in portafoglio degli investitori. Il cambiamento climatico da problema ambientale si sta trasformando sempre più in una questione economica e di stabilità geopolitica. Non è un caso, infatti, che anche istituzioni finanziarie simbolo come appunto il World Economic Forum e la Banca d’Italia, negli ultimi tempi, si sono uniti nel lanciare l’allarme a proposito dei pericoli del riscaldamento globale, al fianco di centri di ricerca scientifica e associazioni ecologiste. In questo senso, anche il Forum per la Finanza Sostenibile si è unito al coro, dove, nella giornata di ieri presso la sede milanese del Forum, si è svolto l’SRI Breakfast chiamato “Cambiamento climatico: quali opportunità per gli investitori?”, in collaborazione con La Française Asset Management.

L’obiettivo del seminario è stato quello di approfondire le nuove potenziali opportunità di investimento generate dalla transizione verso economie e sistemi produttivi a basso impatto carbonico, nonché mettere a frutto le potenziali sinergie tra asset manager, impresa e accademia per identificare gli elementi che, nell’attuale contesto caratterizzato dal cambiamento climatico, possono consentire di strutturare soluzioni finanziarie volte a far incontrare domanda e offerta in un’ottica di generazione di impatti positivi. Francesco Bicciato, segretario generale del Forum, ha affermato che “le strategie della finanza sostenibile consentono di tener conto dell’interesse per i rendimenti e per la minimizzazione dei rischi, propria degli operatori finanziari, coinvolgendo sia investitori, sia imprese nel comune obiettivo della protezione dell’ambiente”.

Laurient Jacquier Laforge, chief investment officer equity di La Française AM, ha quindi approfondito il punto di vista di un asset manager, che ha il compito di cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato nell’interesse dell’investitore. “La transizione verso un’economia a basso impatto carbonico sta cercando sia nuovi rischi, sia nuove opportunità per gli investitori. La disponibilità di energia da fonti rinnovabili a prezzi sempre più competitivi, associata al progresso tecnologico, permette di progettare investimenti volti a contenere gli effetti negativi del cambiamento climatico generando, allo stesso tempo, migliori performance finanziarie”, spiega l’esperto.

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche Maurizio Fauri, docente di Sistemi Elettrici per l’Energia presso l’Università degli Studi di Trento, e Adriano Guaiumi, direttore generale di Cristoforetti Servizi Energia, azienda attiva nel campo dell’efficienza energetica. Fauri ha evidenziato come il campo delle energie rinnovabili stia vivendo un periodo di grande fermento, sia in termini di progresso tecnologico, sia in termini di opportunità di investimento. “Il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia sta generando significative potenzialità di sviluppo anche nel settore delle rinnovabili: eventi come quello di oggi sono molto importanti per approfondire le opportunità legate a questo fenomeno”, afferma il docente. Infine, Guaiumi ha dato voce al lato della domanda di investimenti, concentrandosi sulle necessità che un’impresa attiva nel campo dell’efficientamento energetico può riscontrare sul fronte dell’accesso alle risorse finanziarie. “Oggi, la finanza può ricoprire un grande ruolo nell’economia reale, rimuovendo le criticità del passato e favorendo la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili. Attraverso la creazione di soluzioni adatte ai bisogni delle aziende, infatti, può creare nuove opportunità di lavoro e, in generale, migliorare la qualità di vita delle persone”, conclude l’ingegnere.

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