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Cagliero (Banor SIM): “Si può solo proseguire sulla strada della trasparenza e della sostenibilità” 


Trasparenza, indipendenza, filosofia value e sostenibilità . Sono questi i principi alla base di Banor SIM, società rilevata nel 2000 da 5 banche con l’idea di dare una risposta alternativa all’investitore nel mondo del risparmio gestito in Italia. “Quando sono rientrato in Europa dagli Stati Uniti, il settore dell’asset management italiano era caratterizzato da un livello di costi molto alti e da una trasparenza sugli stessi molto bassa, oltre che da un debole rendimento della parte gestionale”, confessa Massimiliano Cagliero, fondatore e amministratore delegato della SIM.

“Abbiamo deciso di creare una realtà, come diremmo oggi, MiFID II compliant e siamo stati decisamente pionieri in questo visto che il mercato italiano ci ha messo 17 anni ad arrivare ad una trasparenza sulla parte dei costi”. Per il manager la situazione sta cambiando in fretta, soprattutto per i forti cambiamenti regolativi. “I costi sono aumentati e questo ha buttato fuori molti player dal mercato. Non si torna indietro, possiamo solo andare avanti sul cammino della trasparenza. Il cammino è intrapreso”.

Una forte convinzione value orientata alla sostenibilità
“Per quanto riguarda la parte dei ricavi, ovvero di come far rendere il capitale dei nostri clienti, abbiamo creato un centro di eccellenza nella gestione value in Italia”. La filosofia della SIM è bottom up, con una profonda conoscenza delle società in cui investe e con frequenti incontri con il management. “Abbiamo  unito queste due caratteristiche dei costi più contenuti e della loro trasparenza con la filosofia value e, attualmente, seguiamo a livello europeo oltre 7,5 miliardi di euro, mentre in Italia le masse sono pari a 5,5 miliardi e siamo tra le maggiori SIM di gestione”.

La società vanta un ufficio studi composto da 14 analisti. “Investiamo continuamente sulla parte analisi”, sottolinea Cagliero, “e applichiamo un modello sviluppato internamente per la valutazione della sostenibilità ESG (environmental, social, governance) nella fase di selezione dei titoli. Inoltre, in collaborazione con il Politecnico di Milano, abbiamo appena pubblicato uno studio sulla relazione tra rating ESG e performance di mercato.

La nostra ricerca utilizza la stessa metodologia adottata dalla Harvard Business School per analizzare il mercato USA ed è il primo studio su scala globale a dedicarsi alla correlazione tra rating ESG e performance azionarie in Europa, prendendo come riferimento i titoli dell’indice Stoxx Europe 600. Dimostriamo che in Borsa vincono i buoni: le azioni responsabili guadagnano di più" (per scaricare la Ricerca curata da Banor SIM e dalla School of Management del Politecnico di Milano clicca qui). "Inoltre – continua Cagliero - siamo tra le pochissime società in Italia ad avere una certificazione GIPS (Global Investment Performance Standards) sul procedimento di selezione dei titoli”.

Si tratta di una certificazione di qualità rilasciata da PWC che riguarda tutto il processo d'investimento e certifica che le performance dichiarate siano effettive. “In futuro, sarà difficile stabilire quanto incideranno le politiche di sostenibilità e i flussi di investimento ad esse legati sulle performance di un’azienda”, aggiunge, "ma in un contesto che non potrà più prescindere dall’investire secondo questi criteri, l’analisi fondamentale e il nostro approccio value resteranno cruciali per la creazione di valore nel tempo”.

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