Bucci (Aegon AM): “Un nuovo nome che significa maggiore integrazione”


Unificazione e concentrazione del business rappresentano uno dei grandi trend dell’industria della gestione. Il primo e più immediato passo da compiere, al di là delle straordinarie operazioni relative a fusioni e acquisizioni, è costituito dal miglioramento delle sinergie interne ad ogni Gruppo. È in questo contesto che deve essere collocata l’unificazione dei brand operata da Aegon Asset Management che ha deciso di rinunciare al marchio Kames Capital con cui era presente in Italia e in particolare nel Regno Unito.

Allineamento delle risorse, maggiore interazione fra i team di investimento e comunicazione in linea con le ambizioni di respiro globale della società sono i principali obiettivi del restyling portato a termine nel corso del mese di settembre, con conseguente ridenominazione di tutti i prodotti di investimento.

“L’offerta Aegon AM in Italia”, spiega Nadia Bucci, head of Italy Wholesale della società, “è presente già da tempo, seppur conosciuta con un nome differente”. “Con particolare apprezzamento”, prosegue, “delle aree di maggiore specializzazione, tra cui primariamente l’obbligazionario, seguite dall’azionario sostenibile con particolare attenzione al segmento mid cap e al multi-asset”.

L’interesse degli investitori professionali

Dei 364 miliardi di euro complessivi di masse in gestione, 180 miliardi sono riferibili all’obbligazionario, di cui 30 nell’obbligazionario alternativo. È quest’ultimo comparto su cui si concentra maggiormente l’offerta per il nostro Paese, che, conferma Bucci, si rivolge e si rivolgerà ancora quantomeno nel breve periodo specificamente alla clientela wholesales e istituzionale.

Due sono le strategie di punta con cui Aegon AM è presente in Italia e che mira a far crescere ancora, sia attraverso l’attività commerciale che l’innovazione prodotto. La prima fornisce esposizione al comparto ABS, di particolare interesse per gli investitori per il potenziale di rendimento e diversificazione in un contesto obbligazionario estremamente sfidante. Dall’expertise del gruppo di 20 analisti specializzati in Asset-backed securities e guidati da Frank Meijer nel ruolo di portfolio manager nasce anche l’ultima novità della casa di gestione che ha recentemente lanciato anche in Italia il Aegon ABS Opportunity Fund, prodotto che punta a conseguire un ritorno through-the-cycle di 500 punti base superiore all’Euribor.

“La seconda strategia obbligazionaria”, specifica Bucci, “è nel campo degli illiquidi, con un fondo di private debt, Aegon SME Loan Fund, che ha la particolarità di essere concentrato su società a media e piccola capitalizzazione olandesi in forza di un esclusivo accordo tra Aegon AM e l’European Investment Fund, per cui quest’ultimo si impegna a garantire fino all’80% del capitale per prestiti nei Paesi Bassi”. Un prodotto, fa notare l’esperta, particolarmente apprezzato dalle compagnie assicurative sia per il rendimento che per l’allineamento alla direttiva Solvency II, in particolare in termini di attrattività circa l’assorbimento del capitale di rischio.

I prossimi passi

“La nostra crescita proseguirà con target principali il mondo wholesales e quello istituzionale, in primis assicurativo”, afferma Bucci relativamente all’evoluzione del business di Aegon AM nel nostro Paese. “Un obiettivo di medio termine”, aggiunge, “è certamente per noi quello dell’apertura di una sede in Italia, fattore che sbloccherebbe ad esempio la possibilità di partecipare maggiormente a bandi come quelli indetti per i mandati dei fondi pensione”. Anche il mondo retail rappresenta uno dei passi per il futuro dell’asset manager in Italia, “obiettivo”, conclude Bucci, “a cui dobbiamo tendere come parte di un Gruppo globale con strategie di assoluta eccellenza in ogni asset class”.

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