Briscoe (Goldman Sachs AM): diversificazione e velocità nelle scelte per trovare rendimento nel reddito fisso


Per sostenere i mercati e l’economia nella crisi del Covid-19, le principali Banche centrali mondiali hanno reagito con misure ultra espansive, abbassando i tassi e aumentano i programmi di acquisto. Queste misure, unite all’elevata incertezza per la ripresa economica, hanno delle forti implicazioni per gli investitori in cerca di opportunità nel reddito fisso: “si possono considerare allocazioni in strumenti con rating inferiore, ridotta liquidità o duration elevata (o una combinazione di queste tre caratteristiche). Inoltre data l'incertezza e un ridotto margine di rialzo per i tassi nominali, gli investitori andranno alla ricerca di maggiore diversificazione”, afferma Hugh Briscoe, global fixed income portfolio manager di Goldman Sachs Asset Management, gestore del fondo Global Fixed Income, che nel 2020 ha ottenuto il rating Consistente (C) di FundsPeople. Con il passaggio complice il coronavirus da un ambiente di ‘tassi bassi a lungo’ ad uno di ‘tassi bassi per sempre’, dove trovare dunque rendimento nel compartto? Negli schermi radar di Briscoe ci sono due classi di attivi: i titoli in grado di beneficiare del sostegno degli istituti centrali tra cui titoli garantiti da ipoteca ed emessi da agenzie (in gergo tecnico, Agency Mortgage Backed Securities) e il debito societario. “La ripresa del mercato dell’obbligazionario societario è stata rapida tanto quanto la fase di calo. Vediamo spazio per un ulteriore restringimento degli spread; tuttavia, il contesto di incertezza richiede un’attenta selezione e diversificazione. Inoltre, manteniamo una view positiva sul segmento dei titoli garantiti da ipoteca. Vediamo una serie di fattori a supporto della ripresa, ossia le azioni della Federal Reserve, la prospettiva di un aumento della domanda di servizi bancari e un possibile rallentamento dell’offerta nella seconda metà dell'anno”, evidenzia il gestore.

Il vantaggio della liquidità

Man mano che i premi al rischio si riducono e aumenta il ritmo di scambio sui mercati, secondo Briscoe un elemento chiave nella generazione di extra rendimento sarà la velocità nel compiere scelte. E in quest’ottica assume all’interno del portafoglio assume un ruolo strategico la liquidità. “Il ‘vantaggio della liquidità’ può estendersi a diverse asset class. Ad esempio, nel segmento dell’obbligazionario societario dei mercati sviluppati, il differenziale tra il valore dei derivati creditizi (CDX) e le obbligazioni sottostanti, sia di qualità investment grade che high yield, si è notevolmente ampliato nel mese di marzo per via della scarsa liquidità del mercato. Nella fase pre-crisi, abbiamo utilizzato strumenti derivati per assumere esposizione all’obbligazionario societario. Nel mese di marzo abbiamo trasformato queste posizioni in investimenti diretti sui titoli, fornendo liquidità al mercato in un momento in cui il premio di liquidità era particolarmente elevato. Questo esempio è utile per spiegare quanto sia importante la gestione della liquidità”, analizza l’esperto di Goldman Sachs AM.

Rischi default e downgrading

Ad oggi la visibilità sugli impatti del Covid sui bilanci di molte aziende è ancora scarsa e in molti prevedono un autunno caldo per il reddito fisso, con un possibile aumento dei declassamenti e dei default, quando si manifesteranno con più chiarezza i danni inferti dal blocco delle attività economiche per la pandemia. In questo scenario a tinte fosche per Briscoe ci sono però dei segnali postivi da tenere in conto: “Per il 2020, riteniamo che circa 308 miliardi di dollari statunitensi di obbligazioni (in valore nominale) si muoveranno da valutazioni investment grade ad high yield; la quota di fallen angel si attesta già a 145 miliardi. Tuttavia, la stima attuale è inferiore alla nostra previsione iniziale di 345 miliardi. La revisione in positivo riflette i risultati più favorevoli previsti per alcune società che hanno adottato le misure necessarie per preservare le valutazioni”, dichiara il gestore. Sul versante dell’High Yield le perdite realizzate dovrebbero aumentare, ma secondo Briscoe i mercati stanno già valutando sia il maggior numero di default che tassi di recupero inferiori alla media. “Nonostante prevediamo bassi tassi di recupero a breve termine, questi dovrebbero migliorare con la ripresa della situazione economica. Date le attuali condizioni di mercato, prevediamo un tasso di default a 12 mesi di circa l'8% su base ponderata, e solo del 4,8% se consideriamo il valore di mercato”, conclude.

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