Bottillo (Natixis IM): “Per il mercato italiano nuova linfa dai private market”


Tassi bassi, guerre commerciali e rendimenti ai minimi storici per gli asset tradizionali. Mai come oggi, l’industria ha l’occasione di rinnovarsi e di mettere in campo un nuovo modo di fare advisory e di costruire l’offerta. Questo il messaggio lanciato da Antonio Bottillo, country head in Italia di Natixis Investment Managers. “Bisogna guardare al 2020 con ottimismo, come un’occasione per l’industria di ripensare i servizi offerti e i modelli di business, nell’ottica di migliorarli”, sostiene il manager. A partire da due driver che negli ultimi anni hanno portato nuova linfa al settore: gli investimenti ESG e i private markets.

Guerra commerciale e bassa crescita

Bottilllo non nasconde che il contesto di mercato, seppur sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno, appaia particolarmente sfidante. “La guerra commerciale tra USA e Cina ha segnato un passaggio decisivo che non è stato rimarcato a pieno” osserva Bottillo, “le politiche protezionistiche di Trump hanno di fatto chiuso l’era della «globalizzazione felice», che ha portato ad una crescita globale, alla diminuzione della povertà e ad un boom dei mercati emergenti”, fa notare il country head di Natixis IM. “Ma l’atteggiamento di Trump ha cambiato le carte in tavola, e il conflitto con la Cina, nonostante la firma della fase 1 dell’accordo, non verrà risolto nel breve”, afferma. Altro elemento chiave di questo scenario è la bassa crescita delle economie sviluppate, che non marciano più al ritmo di un tempo. “Gli Stati Uniti hanno un tasso di disoccupazione molto basso, di circa il 3,5% ma una crescita prevista per il 2020 del 2%”, ravvisa Bottillo”. “In anni passati allo stesso tasso di disoccupazione era associata una crescita doppia”, osserva. Lo stesso fenomeno interessa l’Europa, “dove il tasso di disoccupazione è vicino al 7,5%, ma la crescita associata è debole, del 1,3%”, spiega. “Questo panorama determinerà gioco forza un politiche espansive da parte delle banche centrali che manterranno i tassi bassi il più a lungo possibile”, conclude. 

A fronte di questo scenario di cambiamento, secondo Bottillo “il 2020 sarà l'anno in cui ragionare sul modo di interpretare il servizio di consulenza e la costruzione dei portafogli”, spiega il country head. “Bisogna puntare ad una nuova asset allocation, uscendo dalle logiche classiche di costruzione dei portafogli”. In questa direzione porzioni sempre maggiori dei portafogli di Natixis IM sono destinate agli investimenti ESG e ai private markets, strumenti un tempo appannaggio degli investitori istituzionali. “Più dell'80% delle nostre masse è investito in strumenti che seguono i Principles for Responsible Investment (PRI) dalle Nazioni Unite”, spiega Bottillo, mentre per quanto riguarda il mondo dei private assets abbiamo già oltre 100 miliardi di euro investiti in questo tipo di investimenti”.

Investitori italiani e private markets  

Secondo il country head, una peculiarità del mercato italiano è la velocità nel recepisce nuovi trend, quando incontrano il favore degli investitori. “L’Italia è tradizionalmente legata all’investimento immobiliare e al concetto di rendita di lungo periodo”, osserva Bottillo, “in questo senso, gli investimenti in mercati privati, seppur più rischiosi, risultano psicologicamente plausibili, per il loro orizzonte temporale più ampio e per la sensazione di investire in qualcosa di concreto”, spiega. E qui, per Bottillo, entra in gioco l'abilità dell'industria di comunicare questi prodotti. “Una delle sfide negli anni a venire sarà la capacità di includere in una narrazione coerente questi prodotti, tendendo d’occhio le esigenze dei clienti silver”, commenta.  “Il lavoro è molto, ma sono ottimista. L’industria ha la forza e la credibilità per cavalcare questo cambiamento”, conclude.

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