BNY Mellon Global Real Return Fund: Uno scudo multi-asset di fronte all’incertezza


La gestione del BNY Mellon Global Real Return Fund è affidata a Newton Investment Management, società del Gruppo BNY Mellon specializzata negli investimenti tematici globali. Il prodotto, con rating Blockbuster Funds People, investe seguendo un approccio globale e mira a generare un rendimento annuale pari a un indice del mercato monetario 1 Month EURIBOR + 4%, al lordo delle commissioni di gestione, su un orizzonte d’investimento di 3-5 anni. Si tratta di una strategia rivolta a investitori più conservatori che ricercano protezione in scenari di mercato volatili e incerti. Il fondo ha fatto bene in anni difficili come il 2008 e il 2011.

Il fondo investe con un approccio globale in un’ampia gamma di asset class liquide (azionario, obbligazionario, strumenti monetari, REIT e materie prime) ma può ricorrere anche a strumenti derivati semplici per finalità di copertura (ad esempio bond call ed equity put option).

Aggiornamento del posizionamento

Attualmente, mantiene un orientamento difensivo ma con la capacità e la flessibilità di sfruttare le opportunità tattiche che si presentino. Aron Pataki, il gestore del fondo, preferisce adottare un posizionamento prudente a fronte di un contesto, a suo dire, complesso e imprevedibile. “A dispetto del sostegno fornito dalla Federal Reserve statunitense, il recente taglio dei tassi di interesse non basterà con tutta probabilità a porre un freno alla diminuzione della liquidità in dollari”, afferma il portfolio manager. Stando a Pataki, le tensioni in atto in Cina, dove le autorità sono alle prese con la gestione di alcune problematiche locali urgenti, lasciano intendere che la cavalleria non correrà in soccorso dell’economia mondiale. Per giunta, la situazione appare eterogenea sul fronte degli utili aziendali: mentre il loro andamento continua in larga parte a essere sostenuto dai buyback azionari (soprattutto negli Stati Uniti), le aspettative sono soggette a revisioni al ribasso in linea con le previsioni sugli utili.

A livello di portafoglio, tutto ciò si è tradotto in pratica in un taglio dell’esposizione lorda all’azionario oltre alla posizione corta sui futures. Continuano invece le prese di profitto sull’esposizione ai titoli di Stato, mentre la posizione sull’oro è in aumento. Perché l’oro? “Perché è possibile che i tassi di interesse reali ricomincino a scendere e, in un contesto economico sempre più fragile e finanziarizzato, questo metallo prezioso può rivelarsi interessante data la sua funzione di asset reale”, spiega Pataki.

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