BlueBay AM, anticipatori per natura


Fondato nel 2002, BlueBay Asset Management, casa di gestione specializzata nella gestione attiva del comparto fixed income sia governativo che corporate, europeo, globale ed EM, è giunta oggi a gestire 62 oggi miliardi di dollari, continuando a crescere in un’asset class la cui complessità è progressivamente aumentata negli ultimi anni per effetto di politiche monetarie straordinariamente accomodanti da parte delle principali Banche centrali dei Paesi sviluppati. Specificità dell’asset manager è la profondità dell’analisi, sia bottom-up sia top-down, finalizzata ad una piena comprensione del rischio di credito. “L’area in cui si concentra la nostra forza”, spiega Roberto Valsecchi Oliva, head of sales Central and Southern Europe, BlueBay AM, “è la capacita ‘ di combinare una rigorosa  analisi fondamentale, una attenta valutazione e analisi tecnica  con una profonda comprensione di come fattori di politica monetaria, geopolitici o di politica interna ai vari Paesi possano impattare ogni singolo titolo inserito o presente nei nostri portafogli”. Expertise che permette di anticipare e catturare i fenomeni macro e non, implementata grazie ad un’estrema attenzione posta al reclutamento delle figure di analisti e gestori scelti anche tra professionisti con curriculum che includano esperienze in enti nazionali e sovranazionali e in grado quindi di coltivare una rete di rapporti diretti con i decisori presenti nei centri nevralgici per il mercato obbligazionario internazionale.

Navigare le fasi di ribasso

“L’ingresso nel mercato italiano”, racconta Valsecchi Oliva, “avviene nel 2006, un periodo in cui tanto il canale istituzionale quanto quello wholesales stavano sviluppando un programma di selezione best in class”. “Ciò ha favorito BlueBay AM”, prosegue, “che ha potuto dare dimostrazione della qualità della propria offerta nel corso della crisi del 2008, periodo in cui la nostra strategia flagship sul comparto Investment Grade Corporate Europe è riuscito ad ottenere ritorni positivi”. “Essere stati in grado di ripetere tale dinamica nel corso della crisi del debito sovrano europeo del 2011”, aggiunge Valsecchi Oliva, “ha supportato l’espansione dell’infrastruttura commerciale non solo in Italia ma anche in Spagna e Portogallo”. Lo sviluppo del business dell’asset manager è poi proseguito con il lancio di prodotti innovativi tra cui gli absolute return e alternativi UCITS, che hanno portato ad un significativo allargamento della base di clientela nel nostro Paese con l’aggiunta, al già presente canale degli enti previdenziali, del mondo wholesales e private banking, nonché con l’acquisizione di deleghe di gestione per grandi gruppi di Wealth management.  La registrazione per il collocamento retail in Italia avvenuta nel 2012 fu un passo naturale per favorire la collaborazione su partneships commerciali strategiche. “La nostra attuale strategia”, afferma Tommaso De Giuseppe, head of sales Italy della società, “è quella di continuare a presidiare tutti i canali istituzionali e professionali, avvicinandoci sempre più al mondo della clientela privata, anche attraverso il sub-advisory ed esperienze di distribuzione diretta nel segmento HNW”.

Innovazione e imprenditorialità

Quella di BlueBay AM è dunque una storia di innovazione caratterizzata da alcune pietre miliari poste in momenti simbolo della storia economica degli ultimi quindici anni. Nel 2008 l’asset manager lancia il primo fondo in formato UCITS sul credito corporate emergente, classe di attivo oggi divenuta mainstream, mentre nel 2010 opera un deciso allargamento dell’expertise gestionale sui titoli governativi e sul rischio sovrano, area identificata come fondamentale per la gestione del comparto fixed income in quanto sempre più dipendente da fattori geopolitici e aspetti macro. Tutti esempi di anticipazione di trend di mercato a cui si aggiunge nel recente passato l’ingresso di Sid Chhabra, che ha raggiunto BlueBay AM a giugno 2018 proveniente da Anchorage Capital Europe per dare vita ad un team dedicato alla gestione attiva del credito strutturato completando le capacità d’investimento nel campo obbligazionario. “Di pari passo con la volontà di essere un gestore attivo, innovare e attrarre talenti gestionali, l’attività di BlueBay AM si muove in una logica di allineamento con gli interessi degli investitori”, afferma inoltre De Giuseppe. In tal senso è significativo il vincolo posto al team di gestione ed altri membri chiave della società di co-investire nei fondi di investimento della casa a dimostrazione del coinvolgimento diretto nella filosofia di investimento e della vicinanza con il bacino di clienti della società.

ESG e absolute return per affrontare il contesto attuale

Da un punto di vista strategico, due sono le aree segnalate da Valsecchi Oliva come fondamentali per descrivere la modalità di sviluppo maggiormente in linea con le attuali esigenze di mercato: sostenibilità e flessibilità. “L’implementazione dell’approccio ESG nel reddito fisso”, sottolinea, “è arrivato molto in ritardo rispetto all’universo azionario e la molteplicità di approcci oggi presenti tra investitori e gestori può generare confusione”. “La nostra decisione”, specifica, “è stata quella di procedere ad una integrazione dell’analisi ESG nel processo di investimento. Questo avviene tramite l’interazione tra un team specializzato nella funzione di risk management e la seconda consistente in un mandato a tutti gli analisti e economisti di includere nell’attività di studio e valutazione parametri ambientali, sociali e di governance”. Il formato unconstrained rappresenta la seconda direttrice di sviluppo più importante prospetticamente. “Nell’ambito del debito emergente”, segnala come esempio in tal senso De Giuseppe, “abbiamo costruito strategie in grado di utilizzare tecniche di hedging e investimento  in titoli non coperti dagli indici tradizionali, per gestire la volatilità e nel solco di un approccio di gestione svincolato dalla camicia di forza dell’indice di riferimento e finalizzato alla creazione di alpha  il più possibile decorrelato dagli andamenti di mercato per i nostri investitori e che ha avuto la capacità dimostrata su 9 anni di storia di catturare circa 80% dell’up side di mercato ma solo il 20% delle fasi di correzione. Questo approccio dinamico offre finalmente la possibilità di creare una allocazione stabile  alla classe d’attivo dell’obbligazionario Emergente e catturarne l’elevata redditività contenendo la volatilità che solitamente la caratterizza”.

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