Biotech, un’ancora di salvezza


L’industria biotecnologica è un segmento assai frammentato, dato che oltre l’80% delle società che ne fanno parte dispone di una capitalizzazione di mercato inferiore a un miliardo di dollari. Gran parte delle società biotech si concentra sulla ricerca in aree di nicchia. Spesso le scoperte degne di nota sfociano in accordi con le grandi aziende farmaceutiche che dispongono dei capitali per finanziare costosi test clinici per lo sviluppo di nuove medicine, dove le fusioni e le acquisizioni sono di vitale importanza per lanciare prodotti innovativi sul mercato. Le società biotecnologiche svolgono quindi un ruolo cruciale nello sviluppo dei medicinali che in futuro potrebbero aiutare i pazienti a sopravvivere a patologie oggi considerate mortali e migliorare la qualità della vita delle persone affette da disturbi debilitanti.

A tal proposito, la strategia utilizzata dal team di gestione del fondo con rating Blockbuster Funds People Pictet-Biotech, guidato dai fund manager Tazio Storni e Lydia Haueter, punta proprio a individuare le società più innovative che sviluppano farmaci in grado di contrastare le malattie letali o legate allo stile di vita, alleviando così la pressione sui sistemi sanitari. Secondo gli esperti, grazie a un ambiente aziendale fertile e alla continua innovazione scientifica, il settore della biotecnologia offre numerose opportunità interessanti per gli investitori a lungo termine. L’obiettivo è infatti quello di sviluppare la potenzialità dell’innovazione medica, analizzando sia le società biotecnologiche più piccole sia quelle più grandi e globali che mirano a cogliere le opportunità migliori in un settore con un tasso di crescita previsto del 15-20% annuo.

Tre punti

In particolare, il team di gestione di Pictet Asset Management approfondisce il tema evidenziando tre punti chiave attorno al proprio processo di investimento nel settore:

  • L’economia della sanità, dove il fabbisogno di medicinali più specifici ed efficaci cresce con l’aumento dei costi sanitari globali. Secondo le previsioni del governo statunitense infatti, entro il 2022, la spesa sanitaria dovrebbe costituire fino al 20% del PIL (fonte: Goldman Sachs, IMS Health). La maggiore aspettativa di vita innalzerà il tasso di malattie croniche e la domanda di prodotti e servizi sanitari. Secondo il team, sviluppare farmaci più efficaci, tuttavia, può aiutare a ridurre i costi sanitari complessivi e l’ospedalizzazione.
  • L’innovazione in ambito biotecnologico favorisce lo sviluppo di terapie sempre più mirate che potrebbero offrire enormi  benefici dal punto di vista sanitario ai pazienti affetti da cancro, HIV/AIDS e altre malattie gravi. Ad oggi, sono disponibili oltre 250 prodotti per trattamenti sanitari e vaccini biotecnologici, anche per patologie precedentemente non trattabili, e molti altri sono in fase di studio dalla Biotechnology Innovation Organization. Le società biotecnologiche possono anche essere interessanti obiettivi di acquisizione per le aziende farmaceutiche dotate di abbondante liquidità, grazie a un consolidato know how in ricerca e innovazione. Per il team quindi, si crea così un potenziale di fusioni e acquisizioni in grado di generare alti rendimenti per gli investitori.
  • Un contesto normativo più favorevole. Attualmente, il tasso di successo nello sviluppo di medicinali è basso: nella migliore delle ipotesi, solo un nuovo farmaco testato sull’uomo su cinque otterrà l’autorizzazione. Negli Stati Uniti, l’FDA intende velocizzare lo sviluppo dei trattamenti efficaci e ridurre i tempi per l’autorizzazione. Nel 2014 ha approvato 41 nuovi farmaci, il numero più elevato dal 1996. Poiché la maggior parte delle società biotech è coinvolta in studi clinici, o si occupa delle fasi iniziali dello sviluppo di farmaci, da Pictet fanno sapere che una maggiore prontezza di risposta da parte del sistema normativo dovrebbe contribuire a ridurre la tempistica del lancio sul mercato di nuovi medicinali e promuovere ulteriormente la cultura dell’innovazione e l’attività di ricerca nel settore.

Il fondo Blockbuster Funds People Pictet-Biotech

Il Blockbuster Pictet-Biotech è un “azionario salute” (categoria Morningstar), mid cap growth, che gestisce masse totali pari a 1,4 miliardi di dollari. Storni e Haueter focalizzano gli investimenti del portafoglio negli Stati Uniti (96,61% del capitale investito), e solo l’1,85% nell’Europa occidentale, e l’1,27% nel Regno Unito. Il titolo che vanta la maggiore posizione in portafoglio è il Celgene Corp, col 9,43% del patrimonio totale del comparto. Nel 2017, il fondo ha ottenuto un rendimento pari al +22,96% (dati gennaio-luglio 2017), sovraperformando di gran lunga il suo benchmark, l’MSCI World NR USD (+13,71%). L’attuale performance YTD è del +21,01%.

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