Bhandari (Columbia Threadneedle Investments): "Profondità e durata dell'impatto del Covid sono sconosciute"


I mercati finanziari hanno corso tanto dopo la brusca correzione del mese di marzo, recuperando negli ultimi mesi gran parte delle perdite. Ma in questi ultimi giorni, anche a fronte di un aumento della volatilità, si è diffuso un sospetto tra gli investitori, che li fa procedere con una giusta cautela: che abbiano corso troppo, materializzando dei rialzi con eccessiva disinvoltura, e forse anticipando dei dati economici che potrebbero parlare di una situazione più critica del previsto per la ripresa dal Covid. Tenere i piedi ben saldi a terra risulta dunque determinate. “L'impatto del Covid-19 sull'attività economica è grave anche se temporaneo, ma la profondità e durata di tale impatto sono sconosciute”, non usa mezze parole per descrivere il contesto marcoeconomico Maya Bhandari, gestore del fondo Global Multi Asset Income di Columbia Threadneedle Investments, che ha ottenuto il rating ‘B’, blockbuster per il 2020, (tre volte negli ultimi 4 anni). “Ogni mese di lockdown in Europa è costato almeno il 2,5% del PIL. Bilanciando il costo delle chiusure con i benefici degli stimoli, prevediamo che l'attività economica in Europa, UK e Giappone riprenderà i livelli del PIL del quarto trimestre del 2019 poco dopo la fine del 2022, in una ripresa a forma di L. È probabile che gli Stati Uniti recuperino il livello del PIL dell'anno scorso entro la fine del prossimo anno, in una sorta di U con la coda inclinata verso una L piuttosto che verso una più rapida forma a V”.

I movimenti in portafoglio a seguito della crisi 

Anche a fronte di valutazioni economiche in molti comparti il gioco non sembra valere la candela: “non lo sono abbastanza da condurre a un significativo aumento della nostra propensione al rischio in questo momento”, avverte Maya Bhandari, la cui attenzione è focalizzata sulla qualità in tutto il portafoglio per controllare la volatilità e preservare il capitale. “Abbiamo cercato di ridurre la ciclicità nei portafogli multi-asset, riducendo le azioni britanniche e giapponesi a favore degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, investiamo in mercati di rischio selezionati, in particolare quelli che possono beneficiare direttamente di misure politiche, come il credito higher grade. Con la crisi abbiamo aumentato sia la quantità sia la qualità del rischio che stiamo assumendo. Al contrario, abbiamo mantenuto o aumentato la liquidità e stiamo gradualmente riducendo le nostre classi di attivi preferite ed effettuando prese di profitti in aree che hanno, ad esempio, duration lunga e che hanno registrato buoni risultati”, spiega Bhandari. Le scelte del gestore nel settore azionario sono rivolte a società capaci di offrire “guadagni e dividendi in crescita, che utilizzano una leva finanziaria limitata e la cui copertura dei dividendi è robusta”. Sul fronte del reddito fisso, invece, “a società ad alto rendimento di migliore qualità, con particolare attenzione alla gestione del rischio”. “Infine”, evidenzia Bhandari, “poiché i premi ricevuti dalla vendita delle opzioni call aumentano con picchi di volatilità del mercato, questa strategia fornisce una certa protezione nei mercati deboli, contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio”.

Come è attualmente posiziato il fondo

Nel Threadneedle Global Multi Asset Income Fund la gestione della liquidità avviene a livelli storicamente elevati, a oggi pari al 9,8%. “Abbiamo costruito di recente una posizione del 4% in obbligazioni societarie globali high grade che sono state colpite in modo sproporzionato da questa crisi. Ciò è avvenuto a spese del debito dei mercati emergenti. Con un forte aumento della volatilità implicita e sperimentata, abbiamo venduto le nostre opzioni call fino al 10% out-the-money (contro l'1,5% in condizioni di mercato 'normali'), pur raccogliendo premi da tre a quattro volte superiori alla media”, afferma Bhandari. Stati Uniti e Asia, escluso il Giappone, sono le aree geografiche privilegiate per l'equity, con una selezione di titoli "che riescono a bilanciare crescita di qualità ed esposizione ciclica”, ribadisce. “Il mercato statunitense offre esposizione a società con bilanci solidi che sembrano in grado di far crescere gli utili anche in questo contesto. Nell'Asia emergente, una certa esposizione ciclica dovrebbe essere di beneficio quando la regione uscirà da questa crisi. Parte dell’economia asiatica - come la produzione cinese - mostra segni di ritorno ai livelli pre-virus”, conclude.

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