Bettaieb (Vontobel AM): “Draghi nella storia”


Si percepisce sincera ammirazione, se non gratitudine, dalle parole utilizzate da Mondher Bettaieb, head of Corporate Bonds di Vontobel Asset Management, per descrivere l’operato di Mario Draghi alla Banca centrale europea. “Nessuno può permettersi di criticare l’operato di questo gentiluomo, che ha creato, partendo da una situazione di forte crisi, l’unico scenario macro-economico possibile per affrontare la quarta rivoluzione industriale”, afferma.

Dall’iPhone alla morte dell’inflazione

Il nodo centrale per comprendere l’estrema difficoltà connaturata al mandato di Mario Draghi alla guida della BCE è, secondo Bettaieb, la rivoluzione in atto nel modello economico e sociale globale. Questa è legata alla tecnologia e in particolare al suo potenziale deflazionistico. “L’era degli smartphone”, spiega, “ha reso molte delle occupazioni a minor tasso di professionalità superflue, aumentando il divario di remunerazione fra le classi sociali e innescando una crisi dei consumi e una spirale deflazionistica”. “L’unico modo per ovviare a questo problema in modo strutturale”, prosegue, “era attraverso una politica monetaria ultra-accomodante che grazie all’abbassamento dei tassi e al quantitative easing aiutasse il credito a famiglie e imprese evitando uno stallo dei consumi”. Il capolavoro di Mario Draghi consiste, secondo l’head of Corporate Bonds di Vontobel Asset Management, nell’aver messo in atto una serie di misure che rendessero potenzialmente stabile nel tempo uno scenario di politica monetaria straordinario e storicamente utilizzato solo per selezionate parti dei cicli economici.

L’era dei tassi bassi a tempo indeterminato

Quella che si apre ora è nella visione di Bettaieb un’ulteriore fase, l’era dei tassi bassi per sempre, o almeno fino a che la transizione e l’adattamento dei sistemi economici e sociali alla “quarta rivoluzione industriale” non sia completata. “La digitalizzazione”, analizza Bettaieb, “ha avuto ed avrà sempre di più un forte impatto sui lavori manuali e sull'occupazione, indebolendo i consumi”. “Con l’avvento del 5G”, prosegue, “aumenteranno le mansioni per cui l’intervento umano sarà superfluo. Una quantità di dati esponenzialmente maggiore rispetto ad oggi potrà viaggiare sempre più velocemente, rendendo possibile la gestione di interi impianti produttivi da sale di controllo e in remoto”. Un futuro del lavoro che è tutt’altro che fantascientifico e che abbraccia trasversalmente tutti i settori, da quello medico ai trasporti, dall’industria ai servizi finanziari.

Il ruolo della politica

È facile comprendere come non possa la sola politica monetaria risolvere questioni tanto profonde. “Draghi ha fatto molto di più di quello che era lecito aspettarsi da un governatore di Banca centrale, tracciando in più la direzione per le prossime mosse di Francoforte che consistono principalmente nell’unione bancaria e in quella dei mercati dei capitali”, sostiene Bettaieb. Lo spazio di manovra per lo stimolo alla crescita è però ora ridotto. “Il compito di Christine Lagarde”, si dice convinto l’head of Corporate Bonds di Vontobel Asset Management, “sarà quello di spingere i Governi europei ad utilizzare la leva fiscale e ad aumentare la spesa. Solo così sarà possibile accompagnare la transizione verso il nuovo modello economico creato dalla digitalizzazione, salvaguardando i consumi e evitando un il deterioramento della situazione sociale”.

Sul futuro di Draghi, Bettaieb ha già un’idea molto precisa che guarda a Bruxelles: “Sarebbe un fantastico ministro delle Finanze europee”, dichiara, sottolineando come le sfide che ci attendono siano globali e non possano essere affrontate dagli Stati singolarmente. Presto potremmo avere ancora bisogno di un “gentiluomo” che è già entrato nella storia.

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