Aberdeen Standard Investments ha a cuore l’educazione finanziaria


Il tema dell’educazione finanziaria sta acquistando sempre più rilevanza nel mondo degli investimenti, complice anche l’imminente cambiamento normativo che comporterà l’arrivo di MiFID II. Da anni, ormai, case di gestione e associazioni di rappresentanza del settore offrono strumenti pratici e organizzano programmi per accrescere le competenze di professionisti e clienti e sensibilizzare le generazioni dei futuri investitori alla gestione del patrimonio. Tra queste vi è Aberdeen Standard Investments che riserva alla financial education un posto speciale nel suo business.

In una recente intervista concessa a Funds People, Tommaso Tassi, senior business development manager di Aberdeen Standard Investments, ha spiegato quali sono gli strumenti che la società utilizza per diffondere la cultura finanziaria: “In occasione del Salone del Risparmio 2016 e 2017 abbiamo creato materiali educational con un linguaggio adatto a tutti. Ci siamo soffermati molto sugli errori da non commettere quando ci si affaccia all’investimento. Questi materiali hanno avuto un buon riscontro, tanto che li distribuiamo anche ai nostri eventi”.

Thinking aloud è il blog attraverso cui l’asset manager propone riflessioni rivolte a tutti gli investitori su argomenti trasversali d’interesse finanziario oppure si sofferma su una particolare asset class per tracciarne i contorni e indagarne le prospettive. “Non c’è la presunzione di insegnare ma si cerca di far avvicinare il cliente a determinate tematiche”, spiega Tassi. “Alla base c’è l’dea di essere un partner a 360 gradi, che possa essere anche di supporto ai nostri distributori” puntualizza il senior manager.

Poi c’è l’idea di stewardship, che per Aberdeen Standard Investments è centrale: si tratta di applicare una strategia di gestione responsabile che integra i criteri ESG (ovvero considerazioni di tipo ambientale, sociale e di governance) nel processo decisionale, insieme ad altre considerazioni. Questo dimostra una grande cura per la qualità degli investimenti che consente anche alla società di mantenere sotto controllo i rischi di portafoglio.

Il processo di selezione dei titoli avviene con un approccio bottom up con obiettivi di rendimento di lungo periodo. Tassi spiega poi che “la presenza attiva (cosiddetto azionariato attivo) all’interno dei consigli di amministrazione si concretizza in azioni volte a orientare i board verso una good governance con l’obiettivo di ridurre i rischi: ignorare certi aspetti significa porre l’investimento ad un potenziale rischio nel lungo periodo”.

La fusione delle due realtà

Dalla fusione di Aberdeen Asset Management e Standard Life PLC è nata la holding Standard Life Aberdeen, la cui società di gestione degli asset è Aberdeen Standard Investments. Il team italiano è composto da nove persone provenienti da Aberdeen e una persona di Standard Life. La società è cresciuta molto negli ultimi anni e i suoi prodotti sono disponibili su tutti i canali distributivi: nello specifico, il business è concentrato sul canale wholesale (50%), poi l’istituzionale (25%) e il retail (25%).

A seguito della fusione, il gruppo vuole integrare la gamma prodotti delle due società che risultano complementari. “Aberdeen era più specializzata sugli investimenti nei Paesi emergenti e sulla parte azionaria, mentre Standard Life era più presente sui mercati sviluppati e sui prodotti a ritorno assoluto. Siamo così diventati un player che offre tutte le soluzioni d’investimento”, riassume Tassi.

Focus sui prodotti

Nell’universo dei prodotti con rating Consistente Funds People troviamo quattro prodotti di Aberdeen Asset Management e tre di Standard Life PLC. Tra questi vi sono l’Aberdeen Global North American Smaller Companies Fund e l’Aberdeen Global Japanese Smaller Companies Fund, due fondi che investono in piccole aziende.

Il primo è un fondo azionario che investe in società di piccole dimensioni, con sede o che svolgono gran parte della propria attività in USA. Le piccole e medie imprese in questione hanno una capitalizzazione sotto i cinque miliardi di US$, con un orizzonte temporale minimo d’investimento consigliato di cinque anni. Il portafoglio è abbastanza concentrato ed è composto da 50 titoli e ha un totale di masse in gestione di 500 milioni di dollari. Nel terzo trimestre del 2017 il prodotto ha registrato una performance positiva dell’1,55%.

L’Aberdeen Global Japanese Smaller Companies Fund, invece, investe in small cap giapponesi. Anche questo portafoglio è concentrato e investe in 38 società – prevalentemente operanti nei beni di consumo, industriali e healthcare - che abbiano una capitalizzazione inferiore a 250 miliardi di yen. Le masse gestite superano i 500 milioni di euro e da inizio anno il prodotto registra una performance del 12,79% (dati al 30 novembre). “Il mercato nipponico quest’anno ha fatto molto bene. Noi continuiamo a prediligere società che possano creare una buona redditività e che remunerino correttamente gli azionisti”, conclude il senior manager. 

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