Benigno (Aletti Gestielle): “In questa fase preferiamo rimanere cauti”


Negli ultimi tre anni i fondi obbligazionari breve termine hanno mediamente evidenziato rendimenti negativi o prossimi allo zero. Il fondo Gestielle Obiettivo Risparmio (rating Blockbuster di Funds People) è, invece, riuscito a realizzare rendimenti positivi. Come? "Aggiornando la strategia ogni volta che lo scenario di fondo cambia", spiega Giuseppe Benigno, gestore del portfolio manager obbligazionario di Aletti Gestielle SGR (Gruppo Anima). Si tratta di un fondo flessibile che non ha un benchmark di riferimento e seleziona gli investimenti in base a criteri di valutazione fondamentale. Il processo di investimento avviene con l’obiettivo di massimizzare il ritorno atteso in base ad un target fisso di rischio o meglio di volatilità ex ante dell’1,5%,

"Il fatto che il fondo abbiamo un profilo di rischio basso non significa che debba investire in modo passivo su titoli a breve scadenza con rendimenti negativi. Il processo di investimento si sviluppa in maniera più articolata: si individua prima lo scenario economico finanziario (guardiamo prima il contesto macro economico in cui ci stiamo muovendo) ed a questo aggiungiamo la probabile risposta delle Banche centrali. Partendo da qui costruiamo la strategia del fondo selezionando quelle asset class con il miglior profilo di rischio rendimento", spiega il gestore.

Cambio di paradigma economico e ritorno della volatilità
Negli ultimi anni di questo scenario quasi perfetto, chiamato Goldilocks, con un’ingente liquidità nel sistema finanziario, una dinamica inflattiva moderata ed e una volatilità bassa sui mercati, la caratteristica principale del fondo è stata la selezione di alcune asset class a discapito di altre per il loro profilo di rischio rendimento. "Abbiamo sottopesato i titoli con rendimento negativo, soprattutto quelli governativi e preferendo quelli corporate, sia high yield sia investment grade e la diversificazione valutaria è stata moderata proprio perché è stata la zona dell’euro l’area sulla quale volevamo puntare", sottolinea Benigno. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 questo scenario d’oro è finito, e si è passati da un contesto con crescita moderata ed inflazione contenuta, che consentiva l’uso di politiche monetarie espansive, ad uno scenario di crescita economica robusta e di rischi inflattivi crescenti dovuti al netto miglioramento del mercato del lavoro.
L'elemento di novità in questo nuovo scenario è il fatto che le Banche centrali hanno cominciato a ridurre la loro presenza sul mercato,  e ciò ha portato al ritorno di un fenomeno che non vedevamo da tempo, ovvero la volatilità degli asset. "Nella strategia abbiamo aggiunto degli elementi correttivi per tener conto di questo elemento di novità, ovvero dell’aumento della volatilità e quindi l’aumento del grado di rischio del portafoglio. Ciò si evince da due fattori: una riduzione netta della componente high yield e dei titoli convertibili e una riduzione della duration dei portafoglio in modo da essere protetti da eventuali rialzi 'disordinati' dei tassi di interesse.

Strategie per i prossimi 6-12 mesi
Le ultime settimane sono state all’insegna della turbolenza finanziaria, soprattutto sui titoli di stato italiani. "Nella strategia del fondo abbiamo aggiunto degli elementi di riduzione del rischio per tener conto dell’aumento della volatilità", spiega Benigni." In particolare abbiamo diversificato il portafoglio con l’inserimento di divise non euro, come il dollaro americano ed abbiamo ridotto l’esposizione al rischio italiano tramite l’uso di derivati. Per questo motivo durante le giornate critiche di maggio il fondo ha avuto una risposta contenuta, soprattutto se paragonata ai titoli di stato italiani a breve scadenza. Mentre il Btp a breve scadenza ha perso quasi il 5% mentre negli stessi giorni il fondo ha avuto una volatilità contenuta cedendo solo l’1% grazie proprio a questo approccio difensivo.
Guardando avanti vediamo che la causa principale della turbolenza non è del tutto svanita. Il programma del nuovo Governo si basa ancora sulla formazione di un elevato deficit pubblico e le proposte fatte per finanziare queste spese non sono ancora del tutto chiare, soprattutto la divergenza di opinioni fra le istituzioni italiane e quelle comunitarie aumenta la probabilità di vedere scontri o per lo meno accese discussioni fra la Commissione europea e il Governo italiano. Per questo motivo in questa fase preferiamo rimanere cauti sia in termini di investito obbligazionario alquanto ridotto (attualmente il fondo ha il 24% del patrimonio investito in liquidità e strumenti di deposito a lunga scadenza) sia in termini di duration che varia tra lo 0 e lo 0,50. L’ampio cuscinetto di liquidità del 24% ci permetterà di cogliere le opportunità che si presenteranno nei prossimi mesi", conclude.

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