BCE, tra gli asset manager prevale la tesi attendista


La strada verso ulteriori misure accomodanti iniziata a Sintra poco più di un mese fa con le dichiarazioni di Mario Draghi sta per compiersi. Dopo aver percorso la distanza tra la città portoghese scenario del forum della Banca Centrale Europea e la sede di Francoforte, ciò che appare scontato nelle attese dei mercati e degli asset manager è la direzione intrapresa, mentre restano più incerte tempistiche e dettagli della nuova ondata di stimoli coincidente con la fine del mandato dell’attuale Governatore dell’Istituto europeo.

Tassi e QE: luglio, settembre e oltre

Le previsioni relative alla riunione del 25 luglio vedono statisticamente più probabile un atteggiamento preparatorio in vista di un taglio dei tassi di interesse da operare a settembre. “Anche se non riteniamo che vi sarà una variazione del tasso di interesse, prevediamo l'annuncio di ulteriori misure di sostegno monetario mediante un adeguamento degli obiettivi futuri”, afferma Frank Borchers, senior portfolio manager di ETHENEA. “Questo preparerà gli operatori dei mercati a un taglio dei tassi di riferimento, che ci aspettiamo per settembre”, aggiunge. “L’annuncio potrebbe già arrivare, con il messaggio di una riduzione per molto più a lungo nel tempo che sarà ulteriormente rafforzato”, sostiene Andrea Iannelli, investment director sull’obbligazionario di Fidelity International. Negativo sulla possibilità di dichiarazioni vincolanti Gero Jung, chief economist di Mirabaud AM. “Ci aspettiamo, però”, afferma, “che la Banca centrale europea fissi attentamente le aspettative per un pacchetto di misure da annunciare nella riunione di settembre”. “È allora che ci sarà una riduzione del tasso sui depositi di 10 punti base, nonché l'introduzione di un sistema di riserve differenziate per il settore bancario”, prosegue.

Quale probabilità di sorprese?

Russell Silberston, manager di Investec AM, François Rimeu, head of Multi Asset e senior strategist di La Française AM e Quentin Fitzsimmons, gestore obbligazionario di T. Rowe Price, concordano nel risultato interlocutorio del meeting della Banca centrale europea di oggi ma anche sulla sua funzione di avvicinamento ad un probabile ritocco al ribasso dei tassi da attuare a settembre. Il punto di fondamentale accordo riportato dai manager riguarda la conferma di una predisposizione accomodante combinata però con la necessità di prendere tempo per valutare l’effettiva necessità di nuove misure straordinarie in base agli andamenti dei fondamentali da registrare a fine estate. “A settembre”, afferma Silberstone, “se le previsioni saranno ancora in calo, ci aspetteremmo un modesto taglio dei tassi di 10 punti base e una nuova iniezione di QE”. “Ci attendiamo che il Consiglio Direttivo voglia tenersi aperte tutte le opzioni prima del meeting di settembre”, chiarisce la sua posizione Rimeu, specificando inoltre di apettarsi “toni molto accomodanti, in linea con le recenti dichiarazioni fatte a Sintra”. Fitzsimmons fa notare come “i mercati stiano già prezzando sia i tagli dei tassi che il potenziale per un ulteriore allentamento quantitativo”.

“Riteniamo”, dichiara infine Agnieszka Gehringer, senior research analyst del Flossbach von Storch Institute,“che un’attenta lettura dei dati economici sarebbe un motivo sufficiente perché la BCE agisca preventivamente, sorprendendo i mercati con un taglio dei tassi immediato”. “In ogni caso, un taglio a sorpresa dei tassi d'interesse è certamente meno doloroso di un aumento dei tassi d’interesse a sorpresa”, chiosa Gehringer.

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