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BCCI Inclusive Finance, ridisegnando il ruolo del capitale nel mondo


Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS o SDG nell’acronimo inglese), articolati in 169 target da raggiungere entro il 2030, appunto. 11 anni per cambiare le cose. Il tempo per agire è poco, quello per pensare è finito da un po’. L’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale è una realtà che va cambiata con azioni concrete e coordinate. Affinché ciò avvenga, tutti i Paesi e gli attori della società devono impegnarsi a definire e mettere in pratica una strategia di sviluppo sostenibile.

La finanza, ça va sans dire, riveste un ruolo cruciale in questa partita dove in ballo ci sono “un mondo migliore o la capitolazione”, parafrasando le parole del presidente dell’Onu António Guterres, nel suo discorso di apertura dei lavori della Cop25 che si sta tenendo in questi giorni a Madrid. Sempre più asset manager s’impegnano a sottoscrivere i Principi di Investimento Responsabile delle Nazioni Unite, annunciano l’uscita da settori d’investimento controversi, lanciano prodotti SRI, creano o rafforzano i propri team ESG…ma ci sono anche iniziative che ‘fanno meno rumore’, nate con l’obiettivo e la speranza di creare un effetto domino nel settore (sensibilizzando i professionisti che ne fanno parte, mettendoli in contatto) e, di riflesso, nell’intera società.

È così che nel 2015 Paule Ansoleaga Abascal e Simonetta Cristofari hanno deciso di dare vita a MWE, un programma per promuovere la diversità e l'inclusione nel settore finanziario italiano, e che ha coinvolto più di 300 professionisti finanziari di oltre 40 entità, attraverso la partecipazione a eventi perspicaci e stimolanti. Nel corso del 2019, grazie al supporto della Camera di Commercio Britannica per l'Italia, MWE si è poi evoluta nel think thank BCCI Inclusive Finance, il cui ultimo evento si è tenuto lo scorso 26 novembre: una performance interattiva dal titolo ‘deTALES’ messa in scena dagli attori Francesca Isola e Federico Palombarini.

“Quando un’iniziativa sociale come quella di BCCI Inclusive Finance raccoglie in breve tempo così tanto sostegno e partecipazione attiva, vuol dire che si sta facendo qualcosa di davvero valido e di apprezzato. Il contributo strumentale della Camera Britannica a sostegno dei primi promotori del progetto è motivo di orgoglio per tutti i soci”, ha commentato Tom Noad, presidente della BritchamItaly.

Obiettivi e sfide future

“La nostra mission è dare vita a una finanza più inclusiva. Vorremmo contribuire a ridisegnare il ruolo del capitale nel mondo, costruendo un futuro in cui la finanza non sia fine a sé stessa ma rappresenti uno strumento al servizio del progresso sociale e ambientale”, spiega Ansoleaga Abascal. “Per farlo, abbiamo deciso di partire dal punto 5 degli OSS (gender equality), ma ovviamente il nostro lavoro non si sofferma solo su quello. Non possiamo pensare di raggiungere il mondo che vogliamo entro il 2030 lasciando una metà della popolazione indietro, quella che genera la vita e sui cui tendono a gravare le responsabilità legate alla cura del prossimo”, aggiunge.

Secondo la co-founder di BCCI Inclusive Finance stiamo assistendo alla nascita di un nuovo umanesimo “fatto di persone che vogliono seriamente affrontare la questione della disuguaglianza e dell’ambiente. Persone che stanno iniziando a rendersi conto che talvolta è necessario alzare la voce, implicarsi in prima persona, unire le forze per raggiungere obiettivi concreti perché sono consapevoli del fatto che il futuro che vogliono arriverà per scelta e non per caso”, sottolinea. “Nelle persone che incontro percepisco il desiderio di essere parte di qualcosa di più grande, la voglia di essere artefici del cambiamento, non più spettatori passivi di una società che va a rotoli”.

Il progetto si trova in questo momento in un punto di inflessione. “Dopo quattro anni nei quali abbiamo speso le nostre energie per definire il ‘why’ (la parità di genere, la diversità, la sostenibilità come doveri morali ed economici) e il ‘what’ (un mondo inclusivo, equo e pulito per tutti), riteniamo sia giunto il momento di concentrarci sull’‘how’”, continua Ansoleaga Abascal. Passare dalla teoria alla pratica, dunque, impegnandosi personalmente, collaborando in modo creativo, agendo politicamente, innovando in modo diverso. “A tale scopo, stiamo organizzando diversi eventi di brainstorming che si svolgeranno a Milano fuori dall’orario di lavoro, spesso il giovedì sera, cui faranno seguito progetti concreti”. Sul gruppo LinkedIn BCCI Inclusive Finance è possibile rimanere aggiornati sui prossimi eventi e sulle modalità di partecipazione.

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