Bank of England, basteranno 100 miliardi di sterline?


Ad una settimana dalla comunicazione dei drammatici dati sul Prodotto interno lordo di aprile relativo alla Gran Bretagna, la Bank of England ha fatto la sua mossa: tassi invariati e aumento del programma di quantitative easing per una cifra pari a 100 miliardi di sterline. “Questa mossa era ampiamente attesa e dimostra come la BoE stia alla finestra prima di effettuare una valutazione più completa delle prospettive economiche e politiche in vista del Rapporto sulla politica monetaria di agosto”, spiega Luke Bartholomew, investment strategist di Aberdeen Standard Investments. “Nonostante il recente ammiccamento verso tassi di interesse negativi, riteniamo che sia alquanto improbabile che la BOE segua questa strada”, aggiunge.

Il mese più duro

Il grafico relativo al valore complessivo delle attività economiche dall’inizio dell’anno lascia pochi spazi a dubbi sull’utilizzo della parola recessione.

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Source: Office for National Statistics

“Il Pil della Gran Bretagna è crollato del 20,4% ad aprile. Nei tre mesi ad aprile l’economia si è quindi contratta del 10,4%. Aprile dovrebbe rivelarsi il mese peggiore per l’economia britannica durante la crisi da Coronavirus. Di certo occorrerà molto tempo prima che l’attività ritorni sul picco pre-crisi, ma ci aspettiamo che man mano che il Paese intraprenderà ulteriori passi per riaprire le attività economiche, la ripresa guadagnerà slancio”, ha commentato nell’immediatezza del rilascio dei dati Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders.

Si può fare di più?

Sebbene i numeri dell’economia britannica, come sottolinea Gero Jung, chief economist di Mirabaud AM, “non sorprendano, considerato che nel mese di aprile sono state implementate severe misure di lockdown” e sebbene, inoltre, prosegue Jung, “gli indicatori attuali suggeriscano la possibilità di un rimbalzo”, i mercati speravano in un passo più deciso da parte della BoE. “L’annuncio della Bank of England è un tempestivo promemoria del fatto che le Banche Centrali possono ancora, a volte, deludere le aspettative più accomodanti dei mercati”, afferma Howard Cunningham, gestore del reddito fisso di Newton IM (BNY Mellon Investment Management).

“A nostro avviso”, prosegue, “la vera sorpresa è stata che, nel voto di 8 contro 1 in favore dell’aumento del QE, l’unico dissidente avrebbe preferito non aumentare affatto il programma di allentamento in questo momento, anziché incrementarlo di un ammontare maggiore.

“In questo contesto, il bear steepening della curva dei Gilt (vale a dire, l’aumento più rapido dei tassi a lungo termine rispetto a quelli a breve termine) è comprensibile. Più sorprendente l’incapacità dela sterlina di avviare una fase di rally. Dopo le recenti dichiarazioni della Norges Bank, l’annuncio della BoE è un tempestivo promemoria del fatto che le Banche Centrali possono ancora, a volte, deludere le aspettative più accomodanti dei mercati”, analizza nel dettaglio Cunningham.

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