BancoPosta Fondi SGR, come avviene la valutazione di un fondo d’investimento


Il processo di valutazione e selezione dei fondi in BancoPosta Fondi SGR segue due fasi: l’analisi quantitativa e quella qualitativa. La prima è preceduta dall’introduzione di filtri definiti per una prima riduzione dell’universo di riferimento, che nel caso del database utilizzato, Morningstar, comprende oltre 250 mila comparti. I filtri determinano l’universo investibile che è rappresentato, per ogni asset class, dagli OICVM con i rendimenti corretti per il rischio pari o superiori alla categoria di appartenenza (almeno 3 stelle Morningstar), su un periodo di osservazione minimo di tre anni, per i soli fondi registrati per la vendita in Italia.

Sono poi applicati una selezione di indicatori statistici calcolati su diversi orizzonti temporali rappresentativi di tre elementi: Performance, Rischio e Consistenza. Gli indicatori sono diversificati in base alla categoria di appartenenza del fondo: si utilizzano in parte indicatori relativi per le componenti direzionali (Azioni/Obbligazioni) e gli indicatori assoluti per quelle Total Return e Absolute Return (Multiasset/Flessibili). Nella individuazione degli indicatori da utilizzare si pone attenzione a evitare la combinazione di ratio che hanno una elevata correlazione tra di loro, questo per ridurre la possibilità che ci sia un bias particolare verso una determinata caratteristica analizzata.

La distribuzione dei dati assoluti e relativi, pesati per i tre gruppi di indicatori, determinano un ranking proprietario quantitativo, che viene rielaborato su base trimestrale. Sono poi analizzati, in funzione di alerts, i campi relativi agli AUM e alle Management fees. I migliori comparti per categoria sono poi analizzati con criteri qualitativi e inseriti nelle liste per gli utilizzatori finali, mantenendo un elemento di diversificazione per case di gestione.

L’analisi qualitativa ha come obiettivo la comprensione delle caratteristiche distintive del processo di investimento e delle leve di realizzazione dell’alpha del gestore, evidenziandone di conseguenza la rischiosità associata. “L’obiettivo è porre in evidenza i principali elementi che rendono il comparto interessante per la costruzione di un portafoglio”, spiegano da BancoPosta Fondi SGR. "Si analizza, per esempio: esperienza e qualità del team di gestione; filosofia e caratterizzazione dello stile di gestione; processo di investimento e metodologie di costruzione del portafoglio e di controllo del rischio; analisi degli elementi che determinano la contribuzione alle performance assolute e relative. L’attività di analisi e selezione prodotti di terzi è inserita in una area più ampia definita Business Development che si avvale dell’esperienza e del contributo di persone qualificate in diverse attività quali strategist, analisti economici e finanziari e specialistici sulla sostenibilità, con il supporto del risk management di Gruppo Poste Italiane".

L’SGR fa uso anche di strategie passive in funzione dei prodotti e dei processi di investimento. Per i multi asset a benchmark dove la ricerca della creazione dell’alpha è prevalentemente derivante dall’asset allocation, le esposizione tattica ad asset class non presenti nel benchmark avviene prevalentemente tramite ETF. Le componenti core sono tipicamente una combinazione di strumenti passivi e strumenti a gestione attiva in modo da poter calibrare l’esposizione al beta e all’alpha di portafoglio. L’esposizione ESG avviene tipicamente mediante strumenti passivi che permettono di prendere una esposizione specifica ai diversi criteri e approcci dell’investimento sostenibile, come ad esempio gli indici SRI o i low carbon emission.

Valutazioni ESG

L’integrazione di dati qualificanti la sostenibilità del prodotto ha in parte anticipato la regolamentazione di settore. Esistono diversi approcci tra cui esclusione, best in class, impact investing utilizzati anche in sovrapposizione. “La copertura dell’universo da parte dei provider non sempre è disponibile per tutte le tipologie di asset class, rendendo incompleto l’utilizzo di scoring di mercato nella selezione quantitativa, se non per universi specifici”, spiegano da BancoPosta Fondi SGR. Un altro elemento è che a oggi la maggior parte dei prodotti che ha integrato nei processi di costruzione di portafoglio filtri ESG utilizza benchmark di mercato, spostando il contributo alla performance dalla selezione dei titoli alla costruzione del portafoglio. “Abbiamo iniziato ad utilizzare indicatori ESG nell’analisi qualitativa, a oggi, prevalentemente per i fondi azionari e obbligazionari societari. Per tutti i fondi effettuiamo un’analisi dell’approccio ESG del gestore, andando a verificare che rispecchi i requisiti previsti dal Principles for Responsible Investment, una rete internazionale di investitori sostenuta dalle Nazioni Unite. Controlliamo che il gestore sia impegnato nell’integrazione nel processo di investimento dei fattori ESG in oltre il 50% degli asset gestiti e che eserciti i propri diritti di azionista attivo, conducendo direttamente o tramite service provider attività di engagement per sensibilizzare gli emittenti. Infine, monitoriamo che abbia un team dedicato a queste attività”, dichiara l’SGR.

Quali asset class 

Il processo di selezione avviene prevalentemente nelle asset class core sia azionarie che obbligazionarie, con un focus sulle strategie globali. “Nella componente azionaria privilegiamo i processi quality growth che evidenziano una esposizione ai settori che si sono mostrati e che dovrebbero risultare più resilienti rispetto alla crisi da Covid. Per la componente obbligazionaria combiniamo strategie direzionali con strategie aggregate che realizzino l’alpha potenziale con una correlazione inferiore verso i tradizionali fattori di rischio (tasso, spread)”, spiegano.

Nei mesi tra il primo e il secondo trimestre dell’anno si è verificato un significativo sell-off della maggior parte delle asset class. BancoPosta Fondi SGR conclude: “lo stress finanziario e la volatilità hanno raggiunto livelli elevatissimi e in brevissimo tempo, il mercato ha assorbito tutte le vendite, scontando all’inizio grande incertezza sullo scenario economico prospettico, incertezza che si è poi ridotta grazie agli eccezionali interventi delle Banche centrali nei segmenti del credito. I prezzi si sono stabilizzati su livelli compatibili con aspettative di un recupero non troppo lontano della situazione pre Covid. Il test è stato rilevante, il mercato ha assorbito lo shock, oggi il contesto è differente e l’eccezionale liquidità immessa dalle Banche Centrali, riduce i rischi di liquidabilità, soprattutto nei segmenti del credito”.

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