Banche depositarie un business in evoluzione


Lavora così in sordina - dietro gestori, investitori e collocatori - che spesso ci si dimentica della sua importanza. Eppure la banca depositaria è custode del risparmio gestito italiano e vigila sulla legittimità e la regolarità delle società di gestione. Un business oltremodo redditizio, che richiede tuttavia una capacità d’investimento non indifferente. Sarà per questo che di banche così specializzate in Italia ce ne sono in fondo solo una manciata, e per lo più straniere. Non è solo questione di dimensioni o di sostenibilità a fronte di grandi investimenti, ma anche di saper far fronte alla rivoluzione normativa che in questi ultimi anni ha investito il settore, rimanendo poi al passo coi tempi sul fronte tecnologico. “Le attività di custodia e di securities services,  esternalizzate da tempo,  sono ormai considerate  commodities, pertanto i fornitori  devono sempre più differenziarsi proponendo servizi ad alto valore aggiunto come securities lending, FX, risk and performance analysis, data analysis, distribution support, ecc.”, spiega subito Andrea Cecchini, managing director di RBC Investor & treasury service. A fronte del migliaio di fondi presenti nel nostro Paese, gli istituti abilitati a custodirne la liquidità e a monitorarne le attività sono dunque una decina. 

Fra i più grandi, in termini di struttura e di patromonio, secondo i dati di Morningstar, c’è State Street Bank, guidata in Italia dal country head Riccardo Lamanna. “Il sistema italiano del risparmio gestito ha sempre riconosciuto alla banca depositaria un ruolo fondamentale di tutela e garanzia nei confronti degli investitori finali e di soggetto quasi fiduciario per i gestori”, dice il manager. “Crediamo però che, considerate le sfide del settore, la banca depositaria non debba più essere considerata come un interlocutore isolato o a sé stante, ma come parte integrante del più ampio ambito dei servizi di natura amministrativa forniti a chi si occupa di risparmio gestito”. 

Big data e nuovi servizi

D’altronde il ruolo della banca depositaria si evolve in parallelo con quanto succede nei mercati finanziari. E non solo. Nuovi servizi e un uso maggiore della tecnologia sono proprio i temi centrali su cui si sta puntando. Non a caso, ad esempio, BNP Paribas Securities Services, seconda per patrimonio in Italia ma prima per ingressi per custodia, sta compiendo uno sforzo a 360º nel campo della digitalizzazione dei propri processi. “Abbiamo stretto un accordo con una start-up francese chiamata Fortia Financial Solutions, per lo sviluppo di ‘Innova’, piattaforma che sfrutta aspetti di artifical intelligence, advanced machine learning e tutto ciò di più innovativo ad oggi disponibile, al fine di rivoluzionare i differenti processi di depositario, sia interni che nei confronti dei clienti”, dice Alessandro Casiraghi, head of Business Regulatory Affairs - Head of Depository Bank della branch di Milano. BNP Paribas prevede di dare avvio alla fase di migrazione verso la nuova piattaforma a partire dal secondo semestre 2018. Poi ci sono “i servizi di calcolo del NAV, di gestione dei partecipanti al fondo, di back e middle office, al fine di poter offrire un processo integrato, consolidato e certificato dove i dati e le informazioni diventano un supporto fondamentale all’attività di gestione”, incalza Lamanna. Tutti esempi di come State Street stia interpretando i trend in atto, in un confronto continuo con i propri clienti.

Ranking delle banche depositarie in Italia per patrimonio

Banca Depositaria

 Patrimonio
(mln di euro) 

 Commissione media (%) 

Nº Società

State Street Bank

 90.454 

 0,05 

 17 

BNP Paribas Securities Services

 67.885 

 0,08 

 13 

DEPObank

 26.686 

 0,07 

 3 

Société Générale Securities Services

 17.854 

 0,12 

 4 

RBC Investor Services

 15.976 

 0,14 

 2 

Banco BPM

 10.129 

 0,12 

 2 

Istituto Centrale delle BPI

 6.794 

 0,06 

 7 

Banco Popolare Soc Coop

 6.427 

 0,07 

 2 

Caceis Bank Italy Branch

 4.879 

 0,05 

 1 

Banca Popolare Di Sondrio

 3.337 

 0,10 

 1 

Totale ranking

 250.421 

0,07

 - 

Fonte: Morningstar Direct.


Ruolo in evoluzione con MiFID II

Non è da meno neppure una delle poche realtà italiane presenti, che è riuscita fin da subito a guadagnarsi un terzo posto in classifica: DEPObank, la banca depositaria, operativa da luglio, che eredita tutte le attività bancarie del gruppo Nexi. “Abbiamo colto subito - precisa Maurizio Tacchella, responsabile BU Depositary Bank & Controls - quali sarebbero stati i trend e le reali esigenze del mercato e abbiamo risposto con un’elevata flessibilità nell’erogazione e nella personalizzazione del servizio al singolo cliente proponendo altresì, un approccio consulenziale. Abbiamo ampliato la gamma dei servizi/prodotti offerti (calcolo del NAV, trasfer agent, collateral management, prestito titoli, solo per citarne alcuni) per soddisfare l’intera catena di valore e permettere ai nostri clienti di avere un unico interlocutore specializzato nei servizi amministrativi e di controllo”.

Se da una parte gli asset manager sbarcano sui social, le pattaforme di robo advisor crescono e i big data premono, dall’altra c’è tutta una serie di revisioni normative non indifferenti, a partire da MiFID II. “Il nostro compito è quello di offrire un elevato livello di protezione”, afferma Frédéric Barroyer, amministratore delegato di Société Générale Securities Services in Italia. Non a caso l’istituto ha deciso di affidarsi ad una figura responsabile preposta per adempiere agli obblighi della direttiva. “Seppur al momento non ancora obbligatoria in Italia, abbiamo deciso di introdurre questa nuova carica in coerenza con la nostra organizzazione e la strategia globale perseguita. Tale figura opera con l’obiettivo di controllare che i processi posti in essere a salvaguardia degli asset detenuti dalla banca siano rispettati, riportando direttamente al CdA. Nello specifico, da un lato si occupa di verificare l’efficienza operativa delle procedure implementate per la protezione degli asset dei clienti, mentre dall’altro relaziona semestralmente il responsabile locale e centrale, confermando le consistenze e certificandone la veridicità”.  

Per Giorgio Solcia, managing director di Caceis Bank, società del gruppo Crédit Agricole che lo scorso anno ha ottenuto in Italia il mandato di banca depositaria e outsourcer amministrativo da Amundi SGR, l’investitore dovrà comunque essere consapevole dei propri acquisti. “Lo sforzo normativo improntato alla trasparenza risulterà inutile se non sarà accompagnato dalla possibilità per il risparmiatore medio di leggere e comprendere facilmente questa mole di dati e informazioni. Sarà soprattutto compito dei risparmiatori, dunque, sviluppare la capacità di sfruttare gli strumenti a disposizione per una gestione razionale dei propri investimenti”.

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