Assiom Forex, il discorso del Governatore Visco in 5 punti


Come ogni anno il congresso Assiom Forex, giunto alla sua 25esima edizione, porta con sé il primo discorso del Governatore di Banca d’Italia che contiene la valutazione dello stato del settore bancario, e non solo, del Paese e identifica le linee guida da adottare nei seguenti dodici mesi. Ecco in sintesi cosa ha voluto comunicare Ignazio Visco alla comunità finanziaria riunita a Roma.

1) Crescita in calo, con ulteriori rischi di ribasso

In un quadro di rallentamento economico globale, “le previsioni di crescita per l’Italia”, ha dichiarato Visco, “si collocano allo 0,6% per l’anno in corso, con ulteriori rischi di ribasso.” Un dato già in sofferenza rispetto a quello dell’1% di inizio dicembre, su cui pesano i numeri sfavorevoli sull’attività economica confermati nelle ultime settimane dall’Istat, il ridimensionamento degli investimenti delle imprese e il calo nelle proiezioni della domanda internazionale. Una revisione che complessivamente tiene già conto “del mantenimento di condizioni monetarie molto accomodanti”.

2) Pesano i fattori internazionali

Tre sono i fattori esterni citati da Visco come potenziale freno alla crescita. Il calo del commercio globale innescato dallo scontro sui dazi tra USA e Cina, il rallentamento del gigante asiatico, con conseguenti difficoltà per tutti i mercati emergenti, e la Brexit. Su quest’ultimo punto il Governatore ha voluto specificare che “il Governo ha già predisposto le misure da emanare in caso di necessità, che prevedono un congruo regime trasitorio per garantire l’integrità e la continuità operativa degli intermediari, nonché interventi a tutela degli investitori e della clientela.” L’evetualità di un no deal sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sarebbe in ogni caso, si evince dalle parole di Visco, un problema con pesanti ripercussioni. Un’eventualità per cui, ha specificato, gli intermediari devono prepararsi attivamente.

3) I nodi che riguardano l’Italia

Spread e politica di bilancio sono i due elementi che influiscono sul costo di rifinanziamento del debito italiano. Il primo, ora intorno ai 250 punti base, “resta elevato", afferma Visco, mentre sul secondo “l’incertezza politica non è dissipata.” “Per assicurare un effettivo sostegno all’attività economica”, afferma perciò il Governatore di Banca d’Italia, “la politica di bilancio deve preservare la fiducia nel percorso di riequilibrio dei conti pubblici”, in un contesto di condizioni dei mercati finanziari che restano tese. L’atteggiamento accomodante della Banca Centrale Europea non sarà infatti sufficiente a sostenere la crescita se non accompagnato, prosegue Visco, “con investimenti pubblici, combinati a quelli privati, e con interventi volti a modernizzare la struttura produttiva del Paese”.

4) Il sistema bancario e le crisi in atto

Il Governatore ha voluto poi sottolineare la visione della Banca d’Italia circa i meccanismi di emergenza decisi in ambito europeo per gli istituti bancari in difficoltà. Pur non citando alcun caso specifico, Visco ha rimarcato l’auspicio che si intevenga per modificare l’accesso alle procedure previste per i maggiori istituti, quelli cioè considerati a rischio sistemico, anche agli enti minori.

5) La sfida tecnologica sarà centrale per l’evoluzione del settore finanziario

L'innovazione digitale sta cambiando il mondo dei servizi finanziari e la rivoluzione, già avviata, trova una conferma nelle parole del Visco che identifica proprio nella sfida tecnologica, la chiave dell’evoluzione dell’industria in ottica prospettica. “Intere filiere all’interno dell’industria finanziaria”, ha dichiarato, “sono già interessate e ulteriori pressioni competitive arriveranno”, anche da attori che si affacciano per la prima volta al settore finanziario. “Le autorità”, ha concluso Visco, “devono assicurare ai nuovi intermediari una forma adeguata di supervisione, che tenga conto delle loro potenzialità e dei rischi connessi alle loro attività”. Controllo e vigilanza, dunque, saranno massimi su tutte le attività dell’ambito Fintech.

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